Ciclovia dell’Ofanto
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La Ciclovia dell’Ofanto è un itinerario cicloturistico di circa 90 km che attraversa la Puglia seguendo la valle dell’Ofanto dai territori dei Monti Dauni fino al Mare Adriatico.
La BikeRoute parte dall’area di Rocchetta Sant’Antonio, al confine con Campania e Basilicata, e raggiunge la foce dell’Ofanto, poco a nord di Barletta. Nel mezzo attraversa il Tavoliere, campagne coltivate, boschi ripariali, vigneti, uliveti e alcuni dei luoghi storicamente più importanti della Puglia settentrionale, come Canosa di Puglia e Canne della Battaglia.
Il percorso pugliese ufficialmente promosso è suddiviso in tre tappe per complessivi circa 90 km e utilizza prevalentemente strade pubbliche e viabilità rurale. Non è quindi una pista ciclabile continua e protetta: è una BikeRoute che richiede attenzione alla circolazione stradale e una certa autonomia nell’affrontare territori rurali.
Dati tecnici
- Partenza: Rocchetta Sant’Antonio
- Arrivo: foce dell’Ofanto
- Regione: Puglia
- Tipologia: itinerario lineare
- Distanza: circa 90 km
- Tappe di riferimento: 3
- Fondo prevalente: asfalto
- Viabilità: strade provinciali, secondarie e rurali aperte al traffico
- Difficoltà fisica: media
- Esperienza consigliata: buona dimestichezza con la viabilità promiscua
- Bici consigliata: gravel, trekking bike, MTB o e-bike
- Periodo consigliato: primavera e autunno
Il percorso
Il viaggio inizia nei pressi di Rocchetta Sant’Antonio, nell’area dello scalo ferroviario Rocchetta Sant’Antonio-Lacedonia e del Ponte Santa Venere.
È un punto geograficamente particolare: poco distante si incontrano Puglia, Campania e Basilicata e, guardando verso l’interno, il paesaggio è ancora dominato dalle propaggini dell’Appennino e dal profilo del Vulture.
La prima parte conduce verso Candela, affrontando il settore altimetricamente più significativo dell’intera Ciclovia.
Superato lo scollinamento, il paesaggio cambia rapidamente e la strada scende verso le grandi distese agricole del Tavoliere.
Dai Monti Dauni al Tavoliere
Lasciate progressivamente le alture, la Ciclovia attraversa un territorio aperto, caratterizzato da grandi campi coltivati e lunghi orizzonti.
Si raggiunge quindi l’area di Borgo Moschella, insediamento rurale legato alla storia della riforma fondiaria del Novecento.
Questa prima parte misura indicativamente circa 40 km ed è anche quella nella quale occorre prestare maggiore attenzione alla circolazione: il percorso utilizza alcuni tratti di strada provinciale aperti al traffico.
Dal punto di vista fisico, una volta superata l’area di Candela, l’andamento diventa progressivamente più favorevole.
Nella Valle dell’Ofanto
Nella seconda parte il fiume e il paesaggio della sua valle diventano sempre più protagonisti.
Attraversando il vasto territorio agricolo di Cerignola, i grandi seminativi lasciano progressivamente spazio a un mosaico formato da uliveti, vigneti, frutteti e vegetazione ripariale.
Uno dei punti più interessanti è l’area di Madonna di Ripalta, situata su un’altura che domina la valle.
Da qui è possibile osservare uno dei settori naturalisticamente più significativi del corso pugliese dell’Ofanto, con boschi ripariali, calanchi e ambienti che ospitano numerose specie di uccelli.
La presenza del fiume, fino a questo punto spesso percepita soprattutto attraverso il paesaggio, diventa progressivamente più evidente.
Verso Canosa di Puglia
Proseguendo verso Canosa di Puglia, la Ciclovia incontra una direttrice percorsa da viaggiatori da oltre duemila anni.
In questo settore il percorso coincide infatti con parte della Via Francigena del Sud e raggiunge l’Ofanto nei pressi del Ponte Romano, lungo l’antica Via Traiana che collegava Benevento e Brindisi.
Canosa costituisce uno dei principali punti culturali della BikeRoute.
La città fu uno dei centri più importanti dell’Apulia antica e conserva un patrimonio archeologico particolarmente ricco, con testimonianze daunie, romane e paleocristiane.
Per chi desidera percorrere la Ciclovia in due giorni, Canosa rappresenta anche un naturale punto intermedio.
Da Canosa alla foce dell’Ofanto
Gli ultimi 25 km circa seguono la Bassa Valle dell’Ofanto in direzione dell’Adriatico.
Il paesaggio è ormai prevalentemente agricolo, caratterizzato da uliveti e vigneti, tra cui quelli legati alla produzione del Nero di Troia.
Sulle alture che dominano la valle si incontra uno dei luoghi storicamente più conosciuti dell’intero percorso: Canne della Battaglia.
Qui, nel 216 a.C., l’esercito cartaginese guidato da Annibale sconfisse le legioni romane in una delle battaglie più celebri dell’antichità.
Il parco archeologico domina ancora oggi la pianura attraversata dall’Ofanto e merita una deviazione durante il viaggio.
La foce e il Mare Adriatico
Negli ultimi chilometri il corso dell’Ofanto diventa sempre più lento e il paesaggio assume caratteristiche tipicamente costiere.
La foce dell’Ofanto è una zona umida di notevole valore ambientale e rappresenta il punto naturale di arrivo della BikeRoute.
Il fiume raggiunge qui il Mare Adriatico in un territorio compreso tra le campagne costiere, Barletta e il sistema delle zone umide che prosegue verso Margherita di Savoia.
È il finale naturale di un viaggio che, in meno di cento chilometri, permette di passare dalle ultime propaggini appenniniche al mare seguendo la trasformazione del paesaggio lungo la valle del fiume.
Fondo e viabilità
Il fondo della Ciclovia dell’Ofanto è prevalentemente asfaltato.
Il percorso utilizza soprattutto:
- strade provinciali
- strade comunali
- viabilità rurale
- strade agricole e secondarie
La presenza di automobili varia notevolmente tra i diversi settori.
In particolare, nella prima parte tra Rocchetta Sant’Antonio e l’area di Candela sono presenti tratti di viabilità provinciale con traffico, mentre nelle aree rurali successive la circolazione tende generalmente a diminuire.
La Ciclovia non deve quindi essere interpretata come una pista ciclabile protetta.
Difficoltà
Dal punto di vista fisico, il percorso può essere classificato di difficoltà media.
La parte più impegnativa è quella iniziale tra Rocchetta Sant’Antonio e Candela, mentre procedendo verso il Tavoliere e la Bassa Valle dell’Ofanto il profilo diventa complessivamente più favorevole.
La principale attenzione riguarda però la viabilità.
Il sito ufficiale della Ciclovia considera il percorso indicato soprattutto per ciclisti con esperienza proprio perché buona parte dell’itinerario utilizza strade pubbliche aperte al traffico.
Per affrontarlo in sicurezza è quindi consigliabile avere una buona dimestichezza con la guida su viabilità promiscua.
Quale bici usare
Le biciclette più indicate sono:
- gravel
- trekking bike
- MTB
- e-bike da viaggio
Una gravel o una trekking bike rappresentano probabilmente il miglior compromesso per la BikeRoute, grazie alla buona scorrevolezza sull’asfalto e alla possibilità di affrontare senza problemi eventuali tratti rurali con fondo meno uniforme.
Una MTB è ugualmente adatta, soprattutto per chi desidera aggiungere deviazioni su sterrato.
Le tre tappe
Il percorso pugliese viene tradizionalmente organizzato in tre sezioni:
- Rocchetta Sant’Antonio – Villaggio Moschella: circa 40 km
- area di Cerignola – Canosa di Puglia: circa 25 km
- Canosa di Puglia – foce dell’Ofanto: circa 25 km
La suddivisione non è obbligatoria.
I circa 90 km permettono anche di organizzare il viaggio in due giornate, utilizzando Canosa o un’altra località della valle come punto intermedio, oppure di affrontare l’intero percorso in una sola giornata se si dispone dell’allenamento necessario.
Per un viaggio realmente cicloturistico, tuttavia, dividere la BikeRoute permette di dedicare più tempo ai siti archeologici, ai paesaggi fluviali e ai centri attraversati.
Quando percorrere la Ciclovia
I periodi più indicati sono primavera e autunno.
Tra marzo e maggio la campagna pugliese presenta colori particolarmente intensi e temperature generalmente favorevoli alla pedalata.
Anche settembre e ottobre consentono di affrontare il percorso evitando il caldo più intenso dell’estate.
Nei mesi di luglio e agosto gran parte del Tavoliere e della Valle dell’Ofanto può essere molto calda e poco ombreggiata. In questo periodo è importante partire presto, portare una buona riserva d’acqua e programmare con attenzione i punti di rifornimento.
Cosa vedere lungo la Ciclovia
Tra i principali luoghi e territori d’interesse:
- Rocchetta Sant’Antonio
- i paesaggi dei Monti Dauni
- Candela
- il Tavoliere
- Borgo Moschella
- la Valle dell’Ofanto
- Madonna di Ripalta
- il bosco ripariale dell’Ofanto
- Canosa di Puglia
- il Ponte Romano sull’Ofanto
- l’antica Via Traiana
- la Via Francigena del Sud
- Canne della Battaglia
- il Parco Naturale Regionale Fiume Ofanto
- la foce dell’Ofanto
- il Mare Adriatico
Il vero filo conduttore del viaggio rimane però il fiume e il territorio costruito intorno ad esso: un paesaggio agricolo, naturale e storico che cambia continuamente procedendo verso il mare.
La variante del Locone
Alla Ciclovia dell’Ofanto è collegata anche una variante di circa 50 km lungo il torrente Locone, con partenza da Spinazzola.
È un itinerario molto diverso dalla BikeRoute principale: utilizza soprattutto strade sterrate e in ghiaia e attraversa un territorio più isolato tra la Murgia e la Valle dell’Ofanto.
La variante permette inoltre di collegare la Ciclovia dell’Ofanto con la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese.
Questa variante non è compresa nel GPX della BikeRoute di 90 km disponibile su BikeTourism.
Collegamenti con altre ciclovie
La Ciclovia dell’Ofanto è particolarmente interessante anche come elemento di una rete cicloturistica più ampia.
Attraverso la variante del Locone è possibile raggiungere Spinazzola e la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese.
Nell’area di Canosa il percorso incontra la Via Francigena del Sud, mentre in prossimità della costa si avvicina alla direttrice della Ciclovia Adriatica.
La Ciclovia dell’Ofanto può quindi diventare sia un viaggio autonomo sia un collegamento tra diverse BikeRoute del Sud Italia.
Bici + treno
Uno degli accessi più interessanti è rappresentato dalla stazione di Rocchetta Sant’Antonio-Lacedonia, situata in prossimità dell’inizio del percorso.
La linea ferroviaria Foggia–Potenza permette di considerare anche soluzioni intermodali per raggiungere l’area, compatibilmente con i servizi disponibili e con le condizioni di trasporto delle biciclette previste dal vettore.
Sul versante adriatico, Barletta rappresenta invece un importante nodo ferroviario e può essere utilizzata per organizzare il rientro dopo aver raggiunto la foce.
Prima del viaggio è sempre necessario verificare gli orari aggiornati e la possibilità di trasportare la bicicletta sulle singole corse.
Servizi lungo il percorso
La Ciclovia attraversa diversi centri abitati, ma comprende anche lunghi tratti rurali nei quali i servizi possono essere distanti.
Prima della partenza è consigliabile pianificare:
- rifornimenti d’acqua
- punti di ristoro
- pernottamenti
- assistenza e riparazione bici
- punti di ricarica per e-bike
- collegamenti ferroviari per raggiungere o lasciare il percorso
Su BikeTourism puoi consultare i BikePlace presenti lungo la BikeRoute e individuare strutture e servizi utili durante il viaggio.
Dati percorso
Profilo altimetrico
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Rocchetta Sant'Antonio
Puglia
71020
Italia


