Ciclovia dei Parchi della Sicilia
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La Ciclovia dei Parchi della Sicilia è un itinerario coast to coast di circa 270 km che attraversa la Sicilia settentrionale dallo Ionio al Tirreno, collegando Giardini Naxos a Cefalù attraverso quattro delle più importanti aree naturali dell’isola.
Il viaggio attraversa il Parco Fluviale dell’Alcantara, lambisce e percorre il territorio del Parco dell’Etna, entra nel Parco dei Nebrodi e termina attraversando le Madonie prima della lunga discesa verso il mare.
Con circa 5.870 metri di dislivello positivo, non è una ciclovia pianeggiante: è un vero viaggio attraverso la Sicilia montana, fatto di salite, borghi, strade secondarie, boschi, laghi e paesaggi vulcanici.
Dati tecnici
- Partenza: Giardini Naxos
- Arrivo: Cefalù
- Tipologia: itinerario lineare coast to coast
- Distanza: circa 270 km
- Dislivello positivo: circa 5.870 m
- Tappe consigliate: 5
- Regione: Sicilia
- Aree naturali attraversate: Alcantara, Etna, Nebrodi, Madonie
- Fondo: prevalentemente asfaltato, con alcuni tratti sterrati o irregolari
- Viabilità: soprattutto strade secondarie e a basso traffico
- Difficoltà complessiva: impegnativa
- Bici consigliata: gravel, trekking bike, MTB o e-bike da viaggio
- Periodo consigliato: primavera e autunno
Da Giardini Naxos alla Valle dell’Alcantara
La Ciclovia parte da Giardini Naxos, sulla costa ionica, praticamente al livello del mare.
È un punto di partenza particolarmente significativo: da qui inizia immediatamente il passaggio dalla Sicilia costiera a quella interna e montana.
I primi chilometri conducono verso Francavilla di Sicilia, porta d’accesso alla Valle dell’Alcantara.
Il fiume ha scavato nel corso del tempo profonde gole nella roccia lavica, creando uno degli ambienti geologicamente più particolari dell’isola.
Lungo il percorso è possibile raggiungere le Gurne dell’Alcantara, una successione di piscine naturali e piccoli salti d’acqua circondati dalla vegetazione.
Castiglione di Sicilia e Linguaglossa
La strada prosegue verso Castiglione di Sicilia, borgo affacciato sulla Valle dell’Alcantara e inserito nel circuito dei Borghi più belli d’Italia.
Da qui la presenza dell’Etna diventa sempre più evidente.
La Ciclovia raggiunge quindi Linguaglossa, sul versante nord-orientale del vulcano.
Il territorio è caratterizzato da vigneti, boschi e colate laviche e rappresenta una delle aree più importanti della produzione vinicola dell’Etna.
Da Linguaglossa è inoltre possibile organizzare deviazioni verso Piano Provenzana e le quote più elevate del vulcano.
La Strada del Vino dell’Etna
L’ultima parte della prima tappa attraversa uno dei settori più suggestivi del viaggio.
La strada procede lungo il versante settentrionale dell’Etna attraversando territori come Passopisciaro e Solicchiata, tra vigneti, antichi terrazzamenti e cantine.
È un paesaggio profondamente segnato dall’origine vulcanica del territorio: il colore scuro della lava si alterna ai vigneti e alla vegetazione.
La tappa termina a Randazzo, borgo medievale costruito in gran parte utilizzando pietra lavica.
Da Randazzo ai Nebrodi
Da Randazzo la Ciclovia lascia progressivamente il territorio dell’Etna e si dirige verso il Parco dei Nebrodi.
Il paesaggio cambia ancora.
Alle colate laviche e ai vigneti si sostituiscono boschi, pascoli, montagne e grandi spazi verdi.
Il percorso raggiunge Cesarò, territorio tradizionalmente legato alla pastorizia e alla produzione casearia, e continua verso San Teodoro.
È uno dei settori più rurali e meno densamente abitati della BikeRoute.
Il Lago d’Ancipa e Cerami
Proseguendo lungo la dorsale dei Nebrodi si raggiunge il Lago d’Ancipa, grande bacino artificiale inserito in un ambiente montano.
Da qui la Ciclovia continua verso Cerami, piccolo centro dell’entroterra siciliano.
La seconda tappa è lunga circa 60 km e presenta ancora oltre 1.200 metri di dislivello positivo.
È proprio questa successione di salite a caratterizzare la Ciclovia: le distanze giornaliere non sono estreme, ma il profilo altimetrico richiede una buona preparazione.
Nicosia e Sperlinga
Da Cerami il percorso continua verso Nicosia, città dell’entroterra caratterizzata da un importante patrimonio religioso e architettonico.
La BikeRoute raggiunge quindi Sperlinga, uno dei borghi più particolari della Sicilia.
Il suo castello è parzialmente scavato direttamente nella roccia arenaria e domina un sistema di ambienti rupestri utilizzati dall’uomo per secoli.
La salita per raggiungere il borgo rappresenta anche uno dei numerosi saliscendi della terza tappa.
Gangi e le Madonie
Procedendo verso ovest si raggiunge Gangi, uno dei borghi più conosciuti dell’entroterra siciliano.
Il centro storico si sviluppa sulle pendici di una montagna e offre ampie vedute sul territorio circostante.
Da qui il percorso entra progressivamente nell’area delle Madonie e raggiunge Petralia Sottana.
Poco distante si trova anche Petralia Soprana, altro importante borgo storico del comprensorio.
La Ciclovia entra così nell’ultimo grande sistema montuoso del viaggio.
Attraverso il Parco delle Madonie
Da Petralia Sottana si continua verso Castellana Sicula e Polizzi Generosa.
La strada attraversa un territorio prevalentemente montano, caratterizzato da boschi, pascoli e affioramenti rocciosi.
Successivamente si raggiunge Collesano, località legata anche alla storia della Targa Florio.
Il percorso continua verso Isnello, dove si trova il Parco Astronomico delle Madonie, prima di raggiungere Castelbuono.
La quarta tappa è una delle più lunghe: circa 62 km e oltre 1.100 metri di salita.
Castelbuono
Castelbuono rappresenta uno dei principali centri storici dell’ultima parte della Ciclovia.
Il paese si sviluppa intorno al Castello dei Ventimiglia e conserva un centro storico particolarmente vivace.
È anche un ottimo punto nel quale fermarsi prima dell’ultima giornata di viaggio.
Da qui restano poco più di 35 km per raggiungere il Tirreno, ma il percorso continua a essere movimentato e comprende ancora quasi 1.000 metri di dislivello positivo prima della lunga discesa verso la costa.
Dalle Madonie a Cefalù
L’ultima tappa attraversa nuovamente il territorio delle Madonie e raggiunge Gratteri, borgo arroccato sulle montagne che dominano la costa settentrionale.
Da qui comincia progressivamente il grande cambiamento di scenario.
Dopo giorni trascorsi tra vulcani, boschi e montagne, il Mediterraneo torna a comparire all’orizzonte.
La Ciclovia scende infine verso Cefalù, uno dei centri storici più conosciuti della Sicilia.
Il viaggio termina praticamente sul mare, davanti al Tirreno.
Il Duomo di Cefalù fa parte del sito UNESCO dedicato alla Palermo arabo-normanna e alle cattedrali di Cefalù e Monreale.
Fondo e viabilità
La versione Standard della Ciclovia utilizza prevalentemente:
- strade asfaltate
- strade provinciali
- viabilità secondaria a basso traffico
- strade rurali
- alcuni tratti sterrati o con fondo irregolare
Non si tratta di una pista ciclabile continua e protetta.
La filosofia del percorso è utilizzare soprattutto la viabilità secondaria per attraversare territori rurali e montani lontani dalle principali arterie dell’isola.
Alcuni settori possono però presentare fondo irregolare o non asfaltato e le condizioni possono cambiare nel tempo.
Per questo è consigliabile utilizzare una traccia GPX aggiornata.
Difficoltà
Considerando l’intero percorso, la Ciclovia dei Parchi della Sicilia è una BikeRoute impegnativa.
Il principale elemento di difficoltà non è tecnico, ma altimetrico.
In circa 270 km si accumulano quasi 5.900 metri di salita, distribuiti praticamente lungo tutte le tappe.
Le giornate comprendono generalmente tra 900 e 1.300 metri di dislivello positivo.
Per percorrere l’intero itinerario è quindi consigliabile avere una buona preparazione oppure utilizzare una e-bike con autonomia adeguata alle lunghe salite.
Quale bici usare
Le biciclette più indicate sono:
- gravel
- trekking bike
- MTB
- e-bike da viaggio
La gravel rappresenta probabilmente il miglior compromesso per la versione Standard.
Permette di mantenere una buona scorrevolezza sui numerosi chilometri asfaltati e offre allo stesso tempo sufficiente sicurezza sui tratti di fondo irregolare o sterrato.
Una trekking bike con coperture adeguate è ugualmente indicata.
La bici da strada pura è meno versatile, soprattutto per le sezioni non asfaltate presenti lungo alcune tappe.
Le cinque tappe
Il percorso Standard può essere suddiviso in cinque tappe:
- Giardini Naxos – Randazzo: circa 57-60 km, 1.260 m D+
- Randazzo – Cerami: circa 60 km, 1.250 m D+
- Cerami – Petralia Sottana: circa 55 km, 1.240 m D+
- Petralia Sottana – Castelbuono: circa 62 km, 1.150 m D+
- Castelbuono – Cefalù: circa 36 km, 960 m D+
La suddivisione è indicativa e può essere modificata in base alla preparazione e al tempo disponibile.
Per chi vuole affrontare il viaggio con ritmi più turistici, è possibile suddividere ulteriormente alcune delle tappe più impegnative.
Quando percorrerla
Le stagioni migliori sono primavera e autunno.
Da aprile a giugno le temperature sono generalmente favorevoli e la vegetazione delle aree interne è particolarmente rigogliosa.
Anche settembre, ottobre e parte di novembre possono offrire ottime condizioni.
In estate bisogna tenere conto delle alte temperature nelle zone più basse, anche se buona parte dell’itinerario raggiunge quote che possono offrire condizioni più fresche.
In inverno, invece, i settori montani di Nebrodi e Madonie possono essere interessati da freddo, neve e ghiaccio.
Cosa vedere lungo la Ciclovia
Tra i principali luoghi e territori attraversati:
- Giardini Naxos
- la Valle dell’Alcantara
- le Gurne dell’Alcantara
- Castiglione di Sicilia
- Linguaglossa
- il Parco dell’Etna
- la Strada del Vino dell’Etna
- Randazzo
- il Parco dei Nebrodi
- Cesarò
- il Lago d’Ancipa
- Cerami
- Nicosia
- Sperlinga
- Gangi
- Petralia Sottana
- il Parco delle Madonie
- Polizzi Generosa
- Collesano
- Isnello
- Castelbuono
- Gratteri
- Cefalù
Il vero valore della Ciclovia sta però nella continuità del viaggio: in pochi giorni si passa dal mare al vulcano, dai vigneti ai boschi dei Nebrodi, dai borghi dell’entroterra alle montagne delle Madonie, per tornare infine sul Mediterraneo.
Diverse versioni della Ciclovia
La Ciclovia dei Parchi della Sicilia non dispone di un solo tracciato.
Accanto al percorso Standard di circa 270 km esistono anche versioni più impegnative dedicate al gravel e alla mountain bike.
La variante Gravel Expert raggiunge circa 296 km e oltre 6.800 metri di dislivello positivo, mentre esistono ulteriori tracciati pensati specificamente per la MTB.
La BikeRoute descritta qui fa riferimento alla versione Standard, più adatta a un viaggio cicloturistico e a una maggiore varietà di biciclette.
Bici + treno
Uno degli aspetti particolarmente interessanti dell’itinerario è la possibilità di organizzarlo utilizzando il treno.
La partenza si trova nei pressi della stazione di Taormina-Giardini, sulla linea ferroviaria Messina-Catania.
Anche Cefalù, punto di arrivo della Ciclovia, dispone di una stazione ferroviaria sulla linea costiera Messina-Palermo.
Questo rende possibile costruire un viaggio bici + treno senza dover necessariamente rientrare al punto di partenza in bicicletta.
Come sempre, è necessario verificare preventivamente le condizioni di trasporto delle biciclette sulle singole corse.
Servizi lungo il percorso
La Ciclovia attraversa numerosi borghi, ma comprende anche lunghi settori montani e rurali con pochi servizi.
Prima di ogni tappa è consigliabile pianificare:
- pernottamenti
- rifornimenti d’acqua
- punti di ristoro
- assistenza e riparazione bici
- punti di ricarica per e-bike
- abbigliamento adeguato alle quote più elevate
- collegamenti ferroviari
Su BikeTourism puoi consultare i BikePlace presenti lungo la BikeRoute e individuare strutture e servizi utili durante il viaggio.
Dati percorso
Profilo altimetrico
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Giardini-Naxos
Sicilia
98035
Italia


