Ciclovia dell'Acquedotto Pugliese
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La Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, conosciuta anche come Ciclovia dell’Acqua, è uno dei grandi itinerari cicloturistici del Sud Italia. Collega Caposele, in Alta Irpinia, a Santa Maria di Leuca, all’estremità meridionale della Puglia, seguendo per circa 520 km il percorso delle storiche condotte che hanno portato l’acqua dalle sorgenti campane fino alla penisola salentina.
L’itinerario attraversa Campania, Basilicata e Puglia e permette di compiere un vero viaggio longitudinale nel Mezzogiorno interno: dall’Appennino irpino al Vulture, dall’Alta Murgia alla Valle d’Itria, fino alla Terra d’Arneo e al Salento.
Una delle sue caratteristiche più particolari è la possibilità di pedalare, per lunghi tratti, direttamente sulle storiche strade di servizio dell’Acquedotto Pugliese, oggi trasformate o in corso di trasformazione in greenway lontane dal traffico motorizzato.
Dati tecnici
- Partenza: Caposele (AV)
- Arrivo: Santa Maria di Leuca (LE)
- Tipologia: itinerario lineare
- Distanza: circa 520 km sul tracciato cicloturistico di riferimento
- Tappe: 9
- Regioni attraversate: Campania, Basilicata, Puglia
- Rete: Bicitalia 11
- Greenway senza traffico: circa 230 km sul tracciato complessivo
- Fondo: misto, con strade bianche, sterrati compatti e tratti asfaltati
- Difficoltà: impegnativa
- Bici consigliata: gravel, MTB, trekking bike o e-bike da viaggio
- Periodo consigliato: aprile-giugno e settembre-ottobre
Il percorso
La Ciclovia prende il via a Caposele, in provincia di Avellino, presso le sorgenti Sanità, dove vengono captate le acque del Sele destinate all’Acquedotto Pugliese.
La prima parte attraversa l’Alta Irpinia, un territorio montuoso e poco densamente abitato. Poiché in questa zona l’acquedotto corre spesso in galleria, il percorso cicloturistico utilizza soprattutto strade locali e rurali a basso traffico.
Dopo la salita verso la sella di Conza, spartiacque tra Tirreno e Adriatico, l’itinerario raggiunge l’area di Calitri e supera il fiume Ofanto, entrando progressivamente in Basilicata.
Il Vulture Melfese
Tra Campania e Basilicata il paesaggio cambia senza perdere il carattere appenninico.
Il percorso attraversa territori come Rapone, Ruvo del Monte e il Vulture Melfese, alternando viabilità locale e primi tratti nei quali è possibile pedalare direttamente lungo le opere dell’acquedotto.
Particolarmente suggestivi sono i ponti-canale, infrastrutture costruite per consentire all’acqua di superare vallate e corsi d’acqua mantenendo la quota necessaria al suo viaggio verso la Puglia.
Procedendo verso Venosa e Palazzo San Gervasio, il paesaggio appenninico lascia progressivamente spazio agli spazi aperti dell’Alta Murgia.
L’Alta Murgia
Entrata in Puglia, la Ciclovia incontra uno dei suoi settori più caratteristici.
Tra Spinazzola, Castel del Monte e Cassano delle Murge, il percorso segue per lunghi tratti la strada di servizio del Canale Principale dell’Acquedotto Pugliese.
È qui che la Ciclovia assume maggiormente l’aspetto di una vera greenway: una lunga strada bianca che attraversa campagne, pascoli, masserie e paesaggi della Murgia lontano dalle principali arterie stradali.
La particolare pendenza con cui fu progettato l’acquedotto, necessaria per consentire all’acqua di procedere prevalentemente per gravità, produce un itinerario ciclabile dalle pendenze generalmente regolari quando si pedala direttamente sulla condotta.
Dalla Murgia alla Valle d’Itria
Superata l’Alta Murgia, la Ciclovia prosegue verso Gioia del Colle e attraversa progressivamente il paesaggio della Puglia centrale.
Il percorso entra quindi nella Valle d’Itria, tra muretti a secco, masserie, boschi, ulivi e trulli.
Tra Locorotondo, Cisternino, Martina Franca e Ceglie Messapica si trova uno dei settori storicamente più conosciuti e frequentati della Ciclovia.
Qui la pista dell’acquedotto permette di attraversare il territorio rurale seguendo un corridoio quasi indipendente dalla normale rete stradale, incontrando opere di archeologia industriale, impianti idraulici e spettacolari ponti-canale.
Verso il Salento
Nell’area di Monte Fellone, nei pressi di Villa Castelli, termina il Canale Principale alimentato dalle sorgenti del Sele.
Da questo punto il viaggio dell’acqua continua attraverso altre infrastrutture, tra cui il Grande Sifone Leccese, e anche il carattere della Ciclovia cambia.
Il percorso procede verso Grottaglie e Manduria, entrando progressivamente nella Terra d’Arneo e nell’entroterra salentino.
Strade rurali, viabilità consortile e nuovi tratti ciclabili permettono di continuare verso Nardò e quindi verso il Capo di Leuca.
L’arrivo a Santa Maria di Leuca
Gli ultimi chilometri attraversano l’entroterra del Salento fino a raggiungere Santa Maria di Leuca.
Qui il viaggio termina in uno dei luoghi simbolici dell’intero Acquedotto Pugliese: la cascata monumentale di Leuca, costruita per celebrare l’arrivo dell’acqua all’estremità meridionale della Puglia.
Dalle sorgenti dell’Appennino al Mediterraneo, la Ciclovia permette così di seguire non soltanto un’infrastruttura, ma la storia di una delle più importanti trasformazioni sociali e ingegneristiche del Mezzogiorno.
Fondo e viabilità
La Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese presenta condizioni molto differenti lungo i suoi oltre 500 km.
Il percorso alterna:
- strade bianche e sterrati compatti
- piste di servizio dell’acquedotto
- greenway interdette al normale traffico motorizzato
- strade rurali
- viabilità comunale e locale a basso traffico
- brevi collegamenti su rete stradale ordinaria
Circa 230 km del tracciato cicloturistico di riferimento utilizzano oggi strade di servizio o altre sezioni sostanzialmente separate dal traffico.
La parte centrale pugliese, in particolare tra Spinazzola, l’Alta Murgia e la Valle d’Itria, rappresenta progressivamente il settore più continuo e infrastrutturato della futura greenway.
Difficoltà
La Ciclovia non presenta una difficoltà tecnica uniforme.
Il primo settore tra Caposele e l’Alta Irpinia è il più impegnativo dal punto di vista altimetrico, con salite appenniniche e una maggiore alternanza tra strade locali e tratti rurali.
Procedendo verso la Basilicata e soprattutto lungo il Canale Principale in Puglia, il profilo diventa generalmente più regolare.
La difficoltà complessiva deriva soprattutto dalla combinazione tra:
- oltre 500 km di percorrenza
- dislivelli della parte appenninica
- presenza di sterrato
- lunghe sezioni rurali
- esposizione al caldo e al vento
- disponibilità non uniforme dei servizi
- stato ancora non omogeneo dell’infrastruttura
Per questo, considerando l’itinerario nella sua interezza, è più corretto classificarlo come impegnativo, pur comprendendo numerosi tratti accessibili anche a cicloturisti meno allenati.
Quale bici usare
Le biciclette più indicate sono:
- gravel
- MTB
- trekking bike
- e-bike da viaggio
La gravel rappresenta probabilmente il miglior compromesso per l’intero percorso, grazie alla capacità di affrontare sia le lunghe strade bianche sia i collegamenti asfaltati.
Una trekking bike con pneumatici sufficientemente larghi è ugualmente adatta.
La bici da strada tradizionale è invece meno indicata per percorrere integralmente la Ciclovia, vista la presenza significativa di sterrati e fondi non asfaltati.
Quando percorrere la Ciclovia
I periodi migliori sono primavera e autunno.
In particolare:
- aprile, maggio e giugno offrono temperature generalmente favorevoli e paesaggi particolarmente verdi;
- settembre e ottobre permettono di evitare il caldo più intenso e di affrontare con maggiore comfort le lunghe tappe.
Luglio e agosto possono diventare molto impegnativi, soprattutto sull’Alta Murgia e nel Salento, dove molti tratti sono esposti e offrono poca ombra.
Nelle zone appenniniche di Campania e Basilicata, invece, è necessario considerare temperature più basse e condizioni meteorologiche più variabili nelle stagioni intermedie.
Le 9 tappe
Il tracciato cicloturistico di riferimento viene suddiviso in 9 tappe:
- Caposele – Calitri: circa 45 km
- Calitri – area del Vulture: circa 40 km
- Vulture – Palazzo San Gervasio: circa 47 km
- Palazzo San Gervasio – Alta Murgia: circa 53 km
- Alta Murgia – Cassano delle Murge: circa 63 km
- Cassano delle Murge – Valle d’Itria: circa 73 km
- Valle d’Itria – Manduria: circa 77 km
- Manduria – Nardò: circa 51 km
- Nardò – Santa Maria di Leuca: circa 71 km
La suddivisione è indicativa: le tappe possono essere accorciate o combinate in base alla preparazione, alle strutture ricettive disponibili e al tipo di viaggio.
Cosa vedere lungo la Ciclovia
Tra i principali territori e luoghi d’interesse:
- le sorgenti Sanità di Caposele
- l’Alta Irpinia
- Calitri
- la valle dell’Ofanto
- il Vulture Melfese
- Venosa
- l’Alta Murgia
- Castel del Monte
- le campagne di Gioia del Colle
- la Valle d’Itria
- Locorotondo
- Cisternino
- Martina Franca
- Ceglie Messapica
- i ponti-canale e le opere storiche dell’Acquedotto Pugliese
- Manduria
- la Terra d’Arneo
- Nardò
- l’entroterra salentino
- la cascata monumentale di Santa Maria di Leuca
Una parte fondamentale dell’esperienza è costituita proprio dalle opere dell’Acquedotto: ponti-canale, torri piezometriche, manufatti idraulici e strade di servizio raccontano lungo il viaggio la storia del “fiume nascosto” che attraversa il Sud.
Attenzione allo stato dell’itinerario
La Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese deve essere considerata un itinerario in progressiva infrastrutturazione, e non ancora una pista ciclabile continua e uniformemente attrezzata da Caposele a Santa Maria di Leuca.
Nel 2026 il grande tratto pugliese tra Spinazzola e Grottaglie ha raggiunto uno stato di realizzazione molto avanzato, con oltre 180 km della nuova greenway centrale già percorsi e testati, mentre altri settori — in particolare verso il Salento e fuori dalla Puglia — utilizzano ancora itinerari su viabilità rurale e locale.
Il tracciato cicloturistico complessivo di circa 520 km è quindi percorribile come viaggio, ma non tutti i suoi chilometri corrispondono a una ciclovia infrastrutturata, segnalata e gestita secondo uno standard uniforme.
Prima della partenza è consigliabile utilizzare una traccia GPX aggiornata e verificare eventuali cantieri, deviazioni e condizioni di accesso.
Servizi lungo il percorso
La Ciclovia attraversa città e centri abitati ma anche vaste aree rurali, soprattutto in Alta Irpinia, Basilicata, Alta Murgia e nell’entroterra pugliese.
È quindi consigliabile pianificare:
- pernottamenti
- punti di ristoro
- rifornimenti d’acqua
- assistenza e riparazione bici
- punti di ricarica per e-bike
- stazioni ferroviarie e collegamenti bici+treno
Su BikeTourism puoi consultare i BikePlace presenti lungo la BikeRoute e individuare strutture e servizi utili durante il viaggio.
Dati percorso
Profilo altimetrico
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Caposele
Campania
83040
Italia


