Sicily Divide
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La Sicily Divide è un grande itinerario cicloturistico che attraversa la Sicilia da ovest a est, collegando Trapani a Catania attraverso circa 460 km di strade secondarie, vie rurali, sterrati e vecchi tracciati ferroviari.
È un viaggio nella Sicilia interna, lontano dalle principali direttrici costiere: dalle saline del Trapanese si attraversano la Valle del Belice, i Monti Sicani e il cuore agricolo dell’isola, passando per borghi come Gibellina, Sambuca di Sicilia, Santo Stefano Quisquina, Mussomeli, Enna, Agira e Regalbuto, fino a raggiungere Catania ai piedi dell’Etna.
Con quasi 9.000 metri di dislivello positivo, la Sicily Divide è una BikeRoute impegnativa e particolarmente adatta a gravel e mountain bike. Non è una pista ciclabile protetta né un percorso presidiato: è un itinerario permanente da affrontare in autonomia, utilizzando la traccia GPX ufficiale e verificando sempre le condizioni del percorso.
Dati tecnici
- Partenza: Trapani
- Arrivo: Catania
- Tipologia: itinerario lineare coast to coast
- Distanza: circa 460 km
- Dislivello positivo: circa 8.912 m
- Quota massima: circa 988 m
- Pendenza media: circa 4,1%
- Tappe consigliate: 7
- Fondo: misto, asfalto e sterrato
- Viabilità: strade secondarie, rurali, strade bianche e vecchi tracciati ferroviari
- Difficoltà: impegnativa
- Bici consigliata: gravel o MTB
- Periodo consigliato: aprile-maggio e settembre-ottobre
- Regione: Sicilia
Da Trapani verso l’interno
La Sicily Divide prende il via da Trapani, sulla costa occidentale della Sicilia.
I primi chilometri attraversano uno dei paesaggi più riconoscibili del territorio: le saline di Trapani e Paceco, con vasche, mulini e grandi spazi aperti affacciati sul Mediterraneo.
Lasciata progressivamente la costa, la BikeRoute entra nella Sicilia rurale.
Attraverso strade secondarie poco trafficate si procede verso l’entroterra e Salemi, affrontando già nella prima giornata una salita significativa.
È il primo vero cambiamento del viaggio: il mare scompare alle spalle e davanti iniziano ad aprirsi colline, campi coltivati e piccoli centri dell’interno.
Gibellina e la Valle del Belice
La prima tappa termina a Nuova Gibellina, città ricostruita dopo il terremoto che nel gennaio 1968 devastò la Valle del Belice.
La seconda parte della Sicily Divide attraversa alcuni dei luoghi che raccontano maggiormente quell’evento.
Uno dei più importanti è il Grande Cretto di Alberto Burri, realizzato sulle rovine della vecchia Gibellina.
Poco più avanti si incontrano i ruderi di Poggioreale, dove l’antico centro abitato abbandonato dopo il terremoto conserva ancora strade ed edifici che testimoniano la distruzione della valle.
La BikeRoute continua attraverso Salaparuta, Montevago e Santa Margherita di Belice fino a raggiungere Sambuca di Sicilia.
In pochi chilometri il viaggio diventa quindi anche un percorso attraverso la memoria recente della Sicilia.
Sambuca e le vecchie ferrovie
Da Sambuca si entra progressivamente in un territorio più montuoso.
Il percorso utilizza in alcuni settori il sedime della vecchia ferrovia a scartamento ridotto Castelvetrano–Burgio, una delle numerose linee ferroviarie dismesse che un tempo collegavano i piccoli centri dell’interno siciliano.
Si attraversano territori come San Carlo, Burgio, Villafranca Sicula e Lucca Sicula.
Asfalto e sterrato si alternano mentre le colline diventano più pronunciate e le salite più frequenti.
La tappa termina a Santo Stefano Quisquina, immersa nei boschi dei Monti Sicani.
Santo Stefano Quisquina e i Monti Sicani
Santo Stefano Quisquina rappresenta uno dei punti più verdi della Sicily Divide.
Il territorio è strettamente legato alla figura di Santa Rosalia e all’Eremo della Quisquina, costruito nel luogo nel quale secondo la tradizione la santa trascorse diversi anni.
Da qui la BikeRoute continua tra le montagne dell’interno verso Cammarata e San Giovanni Gemini.
Il paesaggio è molto diverso da quello della Sicilia costiera: boschi, pascoli, campi e rilievi accompagnano lunghe salite e discese lungo strade sulle quali il traffico può essere estremamente ridotto.
Si raggiunge quindi Mussomeli, dominata dal suo spettacolare castello medievale costruito su uno sperone roccioso.
Il cuore geografico della Sicilia
Da Mussomeli il percorso entra sempre più profondamente nel centro dell’isola.
Si attraversano Bompensiere, Montedoro, Serradifalco e San Cataldo, in un paesaggio segnato dalla storia mineraria e agricola della Sicilia interna.
Questa parte della Sicily Divide permette di conoscere territori raramente presenti negli itinerari turistici tradizionali.
Campi di grano, colline quasi prive di insediamenti e piccoli paesi costituiscono il paesaggio dominante.
I colori cambiano profondamente con le stagioni: verde intenso tra inverno e primavera, tonalità dorate e quasi desertiche durante l’estate.
Verso Enna
Dopo San Cataldo e l’area di Caltanissetta, il percorso continua verso il centro geografico della Sicilia.
La meta successiva è Enna, una delle città capoluogo più alte d’Italia.
La posizione della città impone una delle numerose salite significative del viaggio, ma offre anche panorami molto ampi sul territorio circostante.
Il centro storico conserva monumenti come il Castello di Lombardia e il Duomo, mentre dalle terrazze naturali della città lo sguardo può spingersi per decine di chilometri sulla Sicilia centrale.
Da Enna verso Agira e Regalbuto
Lasciata Enna, la Sicily Divide continua verso Leonforte e Assoro.
Si pedala lungo strade interne caratterizzate da lunghi saliscendi e da una densità di traffico generalmente contenuta.
Si raggiunge quindi Agira, borgo costruito sulle pendici di una collina dalla quale si domina un’ampia parte della Sicilia orientale.
Da qui il viaggio prosegue verso Regalbuto, affacciata sul lago Pozzillo.
È l’ultima tappa intermedia prima della discesa definitiva verso la piana di Catania.
Centuripe e l’Etna
Da Regalbuto il paesaggio comincia nuovamente a trasformarsi.
Si raggiunge Centuripe, uno dei borghi panoramici più spettacolari della Sicilia orientale.
Da questa zona la presenza dell’Etna diventa sempre più importante nel paesaggio.
Dopo centinaia di chilometri trascorsi nell’entroterra, il vulcano rappresenta quasi un punto di orientamento naturale per l’ultima parte del viaggio.
La BikeRoute scende progressivamente verso Paternò, entra nella grande pianura catanese e raggiunge infine l’area urbana di Catania.
L’arrivo a Catania
La Sicily Divide termina a Catania, sul versante orientale dell’isola.
L’arrivo segna la conclusione di una vera traversata della Sicilia: dal Mediterraneo occidentale alle pendici dell’Etna, attraversando alcuni dei territori più rurali e meno densamente abitati dell’isola.
La distanza geografica tra Trapani e Catania racconta però soltanto una parte del viaggio.
Il vero elemento distintivo della Sicily Divide è l’aver costruito una direttrice capace di collegare borghi, comunità e territori dell’interno che raramente vengono attraversati da chi visita la Sicilia seguendo le principali rotte turistiche.
Fondo e viabilità
La Sicily Divide Classic presenta un fondo misto.
Il percorso alterna:
- strade asfaltate secondarie
- strade rurali
- strade bianche
- piste sterrate
- vecchi tracciati ferroviari
- brevi collegamenti su viabilità ordinaria
Non è una pista ciclabile protetta.
Uno degli obiettivi del tracciato è però utilizzare il più possibile strade secondarie e rurali con volumi di traffico ridotti.
Le condizioni possono cambiare nel corso dell’anno a causa di piogge, erosione, lavori stradali o modifiche della viabilità. Per questo è particolarmente importante utilizzare la traccia ufficiale aggiornata.
Difficoltà
La Sicily Divide deve essere considerata una BikeRoute impegnativa.
I circa 460 km rappresentano soltanto una parte della difficoltà: nell’intero viaggio si accumulano circa 8.900 metri di dislivello positivo.
Il percorso presenta numerosi saliscendi e alcune pendenze significative.
A incidere sono inoltre:
- la presenza di sterrato
- la lunghezza delle tappe
- le numerose salite
- il caldo nei mesi estivi
- il vento
- la distanza tra alcuni servizi
- le condizioni variabili delle strade rurali
Non sono richieste particolari capacità tecniche da mountain bike sul percorso Classic, ma è consigliabile avere esperienza di viaggi di più giorni e una buona preparazione fisica.
Quale bici usare
Le biciclette più indicate sono:
- gravel
- MTB
Una gravel con pneumatici sufficientemente larghi rappresenta probabilmente la scelta ideale per la Sicily Divide Classic.
Permette di mantenere una buona efficienza sulle numerose strade asfaltate senza rinunciare alla sicurezza sulle strade bianche e sugli sterrati.
Una MTB è ugualmente adatta, soprattutto per chi preferisce maggiore comfort e controllo sui fondi irregolari.
Esiste inoltre una specifica versione della Sicily Divide pensata per bici da strada, che utilizza un tracciato differente e maggiormente asfaltato.
Le sette tappe
La suddivisione classica consigliata è in 7 giornate:
- Trapani – Gibellina: circa 71 km
- Gibellina – Sambuca di Sicilia: circa 70 km
- Sambuca di Sicilia – Santo Stefano Quisquina: circa 58 km
- Santo Stefano Quisquina – Montedoro: circa 66 km
- Montedoro – Enna: circa 68 km
- Enna – Regalbuto: circa 64 km
- Regalbuto – Catania: circa 59 km
La suddivisione non è obbligatoria.
Il progetto mette a disposizione anche versioni in 4, 5, 6, 8 o 9 giorni, consentendo di adattare il viaggio alla propria preparazione e al tempo disponibile.
La versione in 8 o 9 giorni è particolarmente indicata per chi desidera dedicare più tempo ai borghi e affrontare il dislivello con ritmi più cicloturistici.
La variante Palermo–Catania
In alternativa alla partenza da Trapani è possibile iniziare la Sicily Divide da Palermo.
La variante misura circa 467 km e presenta circa 9.250 metri di dislivello positivo.
Da Palermo si attraversano Monreale, San Giuseppe Jato e Camporeale fino a raggiungere Nuova Gibellina.
Da questo punto il percorso si ricongiunge con quello proveniente da Trapani e continua lungo la stessa direttrice verso Catania.
La variante palermitana è leggermente più impegnativa soprattutto per le salite presenti nella prima parte.
Quando percorrere la Sicily Divide
I periodi generalmente migliori sono:
- aprile e maggio
- settembre e ottobre
In primavera la Sicilia interna è particolarmente verde e le temperature sono generalmente favorevoli.
In autunno il clima torna mite dopo il caldo estivo e il territorio assume colori differenti.
Luglio e agosto possono invece essere molto impegnativi: numerosi tratti attraversano aree prive di ombra e le temperature della Sicilia centrale possono diventare molto elevate.
In inverno, soprattutto nelle zone più alte dell’interno, sono possibili freddo, pioggia e condizioni del fondo più difficili.
Cosa vedere lungo la Sicily Divide
Tra i principali luoghi e territori attraversati:
- le Saline di Trapani e Paceco
- Salemi
- Nuova Gibellina
- il Grande Cretto di Burri
- i ruderi di Poggioreale
- Santa Margherita di Belice
- Sambuca di Sicilia
- le vecchie ferrovie dell’interno
- Burgio
- Santo Stefano Quisquina
- i Monti Sicani
- Cammarata
- il Castello di Mussomeli
- Montedoro
- Caltanissetta
- Enna
- Leonforte
- Assoro
- Agira
- il Lago Pozzillo
- Regalbuto
- Centuripe
- l’Etna
- Catania
Ma la principale attrazione della Sicily Divide rimane probabilmente il territorio che si trova tra questi punti: strade rurali, paesi, campi e paesaggi dell’interno difficilmente raggiunti dal turismo tradizionale.
Divider’s Pass
La Sicily Divide dispone di un proprio Divider’s Pass, che può essere richiesto gratuitamente.
Durante il viaggio è possibile raccogliere i timbri presso i checkpoint ufficiali presenti lungo il percorso.
Una volta completata la traversata, i ciclisti possono ottenere l’attestato di percorrenza.
Al progetto aderisce inoltre una rete di Bike Hotel e strutture bike-friendly che offrono servizi come ricovero sicuro della bicicletta e condizioni dedicate ai Dividers.
Traccia GPX
Il progetto mette a disposizione gratuitamente la traccia GPX ufficiale completa Trapani–Catania, oltre alle tracce delle singole tappe e alla variante Palermo–Catania.
È consigliabile utilizzare esclusivamente la versione più recente.
Il tracciato viene infatti aggiornato quando frane, erosione, lavori o modifiche della viabilità rendono necessario cambiare alcuni passaggi.
Anche con la traccia ufficiale è comunque necessario verificare prima e durante il viaggio eventuali chiusure, condizioni meteorologiche e criticità locali.
Bici + treno
Entrambi gli estremi della Sicily Divide sono raggiungibili in treno.
Trapani dispone della propria stazione ferroviaria, mentre Catania Centrale rappresenta uno dei principali nodi ferroviari della Sicilia orientale.
Questo rende la struttura lineare dell’itinerario particolarmente interessante per organizzare un viaggio senza automobile.
Anche la variante da Palermo beneficia dell’accessibilità ferroviaria del capoluogo.
Il trasporto effettivo della bicicletta deve comunque essere verificato per il singolo treno e vettore.
Servizi lungo il percorso
La Sicily Divide attraversa numerosi borghi, ma alcuni settori della Sicilia interna sono isolati e presentano servizi distanti tra loro.
Prima di ogni tappa è quindi consigliabile individuare:
- pernottamenti
- rifornimenti d’acqua
- alimentari e punti di ristoro
- assistenza e riparazione bici
- punti di ricarica per e-bike
- checkpoint del Divider’s Pass
- collegamenti ferroviari
Su BikeTourism puoi consultare i BikePlace presenti lungo la BikeRoute e individuare strutture e servizi utili durante il viaggio.
Dati percorso
Profilo altimetrico
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Trapani
Sicilia
91100
Italia


