Tuscus Way | Tappa 9: Capodimonte – Bracciano
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Dal Lago di Bolsena al Lago di Bracciano attraverso Tuscania, Viterbo, Vetralla e i paesaggi della Tuscia. Quasi 138 chilometri tra città storiche, strade secondarie, aree naturali e piccoli borghi costruiti sul tufo.
La nona BikeRoute della Tuscus Way riparte da Capodimonte e dalle rive del Lago di Bolsena.
La Toscana è ormai alle spalle.
Dopo Pitigliano, Sovana e Sorano, il viaggio è entrato pienamente nella Tuscia laziale e continua ora verso sud.
I primi chilometri seguono ancora l’ambiente lacustre e raggiungono Marta.
Poi la traccia abbandona il lago e punta verso uno dei passaggi più interessanti dell’intera BikeRoute: Tuscania.
Da qui una lunga successione di strade secondarie porta a Viterbo.
Il capoluogo rappresenta il principale centro urbano della giornata, ma non segna affatto la fine del percorso.
Si continua verso Vetralla, Blera e Civitella Cesi, attraversando il territorio del Parco Regionale Marturanum.
Barbarano Romano, Vejano, Oriolo Romano e Manziana accompagnano quindi gli ultimi chilometri.
Alla fine compare un altro lago.
Questa volta è quello di Bracciano.
Informazioni tecniche
| Caratteristica | Dato |
|---|---|
| Partenza | Capodimonte |
| Arrivo | Bracciano |
| Lunghezza GPX BikeTourism | circa 137,8 km |
| Lunghezza roadbook | circa 139 km |
| Dislivello positivo roadbook | circa 1.840 m D+ |
| Quota massima GPX | circa 467 m |
| Tipologia | percorso lineare |
| Fondo | misto, prevalentemente asfaltato con strade secondarie e settori più irregolari |
| Regione | Lazio |
| Territorio | Tuscia viterbese |
| Difficoltà fisica | medio-alta |
| Difficoltà tecnica | media |
| Bici consigliata | gravel, trekking robusta, MTB, e-bike |
| Durata consigliata | 2 giorni |
| Navigazione | GPX fortemente consigliato |
Rispetto alla BikeRoute precedente diminuisce il dislivello, ma i quasi 140 chilometri rendono comunque impegnativo affrontare l’intera macrotraccia in una sola giornata con una bici carica.
Partire dal Lago di Bolsena
La partenza da Capodimonte permette di iniziare la giornata ancora affacciati sul Lago di Bolsena.
Dopo appena pochi chilometri si raggiunge Marta, sulla sponda meridionale del lago.
È l’ultimo vero contatto con il bacino prima che la Tuscus Way torni nell’entroterra.
La traccia lascia infatti progressivamente le rive e comincia a dirigersi verso sud-ovest.
Il paesaggio ritorna collinare.
Ma la prima grande destinazione è relativamente vicina.
Tuscania
Intorno al diciannovesimo chilometro si raggiunge Tuscania.
È uno dei punti che meglio proseguono il racconto iniziato nella BikeRoute precedente.
Il territorio conserva testimonianze etrusche e romane, mentre il centro storico domina dall’alto un paesaggio fatto di colline, campi e profonde incisioni del terreno.
Per chi percorre la Tuscus Way il nome stesso della città sembra quasi inevitabilmente legato all’identità dell’itinerario.
Tuscania merita però soprattutto di non essere attraversata di fretta.
È uno dei luoghi nei quali una sosta può trasformare completamente la giornata.
Verso Viterbo
Lasciata Tuscania, la Tuscus Way continua utilizzando prevalentemente viabilità secondaria.
La direzione è Viterbo.
Per diversi chilometri il percorso attraversa un territorio rurale nel quale i centri abitati diventano meno frequenti.
Il profilo rimane mosso senza raggiungere le caratteristiche più severe delle precedenti BikeRoute appenniniche.
È una pedalata tipicamente collinare.
Si sale.
Si scende.
E poi si ricomincia.
Intorno al cinquantaseiesimo chilometro si raggiunge Viterbo.
Viterbo, nel cuore della Tuscia
Viterbo è il principale centro urbano della nona BikeRoute.
Il centro storico conserva uno dei nuclei medievali più estesi e riconoscibili della regione, con il quartiere di San Pellegrino e il Palazzo dei Papi tra i suoi principali riferimenti.
Per chi sta percorrendo l’intera Tuscus Way è anche un punto logistico importante.
Dopo molte decine di chilometri attraverso borghi e campagne, qui servizi, rifornimenti e possibilità di pernottamento sono decisamente più numerosi.
È quindi uno dei punti più naturali per suddividere la macrotraccia.
Ma Bracciano è ancora lontana.
Da Viterbo a Vetralla
Lasciata Viterbo, la Tuscus Way continua verso sud.
La destinazione successiva è Vetralla, raggiunta indicativamente intorno al chilometro 71.
Il percorso continua a seguire il carattere della Tuscia: strade secondarie, rilievi modesti e paesaggi rurali.
Dopo Vetralla si torna a guadagnare quota fino circa al chilometro 78.
Poi comincia una lunga sezione prevalentemente in discesa.
È uno dei tratti nei quali si riesce a recuperare parte della fatica accumulata nei primi chilometri.
Ma il percorso non rimane sul fondovalle.
Due deviazioni verso i borghi interrompono la discesa.
Blera e Civitella Cesi
La traccia attraversa il territorio di Blera e Civitella Cesi.
Siamo nuovamente in un paesaggio fortemente segnato dal tufo.
Forre, altopiani e pareti rocciose modellano il territorio e ricordano da vicino alcune delle caratteristiche incontrate tra Pitigliano, Sovana e Sorano.
Il filo geografico e culturale della Tuscus Way continua quindi anche dopo il passaggio dalla Toscana al Lazio.
Poco più avanti si entra nell’area del Parco Regionale Marturanum.
Nel territorio di Marturanum
Il passaggio nel territorio di Marturanum rappresenta uno dei settori naturalisticamente più interessanti della BikeRoute.
La zona alterna boschi, pascoli, profonde forre e testimonianze archeologiche.
Ancora una volta la componente etrusca non è confinata dentro un museo.
È incorporata nel paesaggio stesso.
Da qui la traccia torna progressivamente a salire verso Barbarano Romano.
Barbarano Romano
Barbarano Romano viene raggiunta indicativamente intorno al chilometro 103.
Il borgo sorge su un pianoro tufaceo delimitato da vallate profonde.
È uno dei passaggi più caratteristici della parte meridionale della Tuscia.
Da questo punto mancano circa 35 chilometri a Bracciano.
La distanza residua potrebbe sembrare modesta.
Ma il percorso continua a essere collinare e attraversa ancora diversi centri.
Vejano
La tappa successiva è Vejano, intorno al chilometro 110.
La Tuscus Way procede ormai con decisione verso sud.
I grandi riferimenti della giornata stanno cambiando.
Il Lago di Bolsena è lontano.
Davanti si avvicina invece progressivamente il bacino di Bracciano.
Prima di raggiungerlo, però, c’è ancora un’altra parte interessante del viaggio.
Oriolo Romano
Intorno al chilometro 122 si incontra Oriolo Romano.
Il borgo rappresenta un possibile punto di sosta prima dell’ultima parte della macrotraccia.
Da qui si continua verso Manziana.
Le quote non sono elevate, ma dopo oltre cento chilometri anche le ondulazioni relativamente modeste iniziano naturalmente a pesare sulle gambe.
Manziana e l’ultima discesa
Manziana viene raggiunta indicativamente intorno al chilometro 131.
Mancano ormai pochissimi chilometri.
Ed è finalmente il momento di scendere.
Da qui la Tuscus Way perde quota verso il Lago di Bracciano.
L’ambiente cambia velocemente.
Dopo chilometri di campagne, forre e borghi interni torna improvvisamente un grande spazio aperto dominato dall’acqua.
È il secondo grande lago incontrato in questa BikeRoute.
Ed è anche il punto d’arrivo.
Arrivare a Bracciano
Bracciano sorge sulle alture occidentali dell’omonimo lago.
Il profilo del Castello Orsini-Odescalchi domina il centro e rappresenta uno degli elementi più riconoscibili dell’arrivo.
Da Capodimonte siamo passati dal Lago di Bolsena al Lago di Bracciano attraversando quasi 140 chilometri di Tuscia.
Ma la Tuscus Way non è ancora conclusa.
Rimane un’ultima macrotraccia.
Solo 43 chilometri separano infatti Bracciano da Cerveteri.
Dopo centinaia di chilometri e oltre 20.000 metri di dislivello accumulato dall’inizio del viaggio, la conclusione è ormai vicina.
Due grandi laghi, una sola BikeRoute
Questa sezione possiede una caratteristica unica all’interno della Tuscus Way.
Parte dal Lago di Bolsena e termina al Lago di Bracciano.
Nel mezzo ci sono quasi 140 chilometri di territorio interno.
I due laghi diventano così quasi due parentesi naturali.
All’inizio e alla fine c’è l’acqua.
Tra loro c’è la Tuscia.
Ed è probabilmente questa la maniera migliore per leggere l’intera BikeRoute.
Come suddividerla
Per un cicloviaggiatore, la soluzione più naturale è percorrere la BikeRoute in due giorni.
Giorno 1 — Capodimonte → Viterbo
Circa 55-60 km.
Una distanza relativamente contenuta che permette di dedicare tempo a Marta e soprattutto a Tuscania.
Giorno 2 — Viterbo → Bracciano
Circa 80 km.
La seconda parte è più lunga e attraversa Vetralla, Marturanum, Barbarano Romano e Oriolo Romano prima della discesa finale.
Questa divisione offre anche un vantaggio logistico: Viterbo dispone di molti più servizi e strutture ricettive rispetto ai centri minori lungo il percorso.
Affrontare tutti i 138 chilometri in giornata rimane possibile per un ciclista allenato, ma significa ridurre sensibilmente il tempo disponibile per visitare i luoghi attraversati.
Quale bici utilizzare
Anche sulla BikeRoute 9 la gravel rimane probabilmente la scelta più equilibrata.
La distanza premia una bicicletta scorrevole, mentre viabilità secondaria e alcuni settori più irregolari rendono utili pneumatici sufficientemente larghi.
Una configurazione da viaggio con coperture tra circa 40 e 50 mm permette di affrontare con maggiore tranquillità superfici differenti.
MTB e trekking bike robuste sono comunque perfettamente compatibili.
Il dislivello è inferiore rispetto alle macrotracce più montane, quindi i rapporti estremamente corti diventano meno indispensabili, pur rimanendo utili con bagagli pesanti.
Difficoltà
La BikeRoute può essere classificata come medio-alta fisicamente e media tecnicamente.
A renderla impegnativa è soprattutto la distanza.
I circa 1.840 metri D+ distribuiti su quasi 140 chilometri non creano un profilo estremo, ma il continuo alternarsi di colline impedisce di considerarla una tratta realmente pianeggiante.
Percorsa su due giorni diventa molto più accessibile.
In una sola giornata assume invece caratteristiche decisamente sportive.
Accessibilità ferroviaria
Dal punto di vista logistico questa BikeRoute offre opportunità interessanti soprattutto nella seconda metà.
Viterbo e Bracciano sono collegate alla rete ferroviaria, rendendo possibile costruire versioni parziali della tratta o utilizzare il treno come supporto al viaggio.
Capodimonte non dispone invece di una stazione ferroviaria direttamente nel borgo.
Come sempre, chi viaggia con la bici deve controllare preventivamente le condizioni di trasporto sul collegamento scelto.
Consigli BikeTourism
Su questa BikeRoute dedicherei particolare attenzione a Tuscania e Marturanum.
Sono due passaggi che aiutano a comprendere il filo conduttore della Tuscus Way molto meglio di una semplice sequenza di chilometri.
La distanza complessiva suggerisce inoltre di non lasciare Viterbo troppo tardi se si affronta la seconda metà in un’unica giornata.
Gli ultimi 30-40 chilometri continuano a essere ondulati prima della discesa finale verso Bracciano.
E, come sempre nei territori più interni, conviene affrontare i settori tra i piccoli centri con acqua e autonomia sufficienti.
La traccia GPX
La traccia BikeTourism deriva dal GPX completo Tuscus Way Bikers Full ed è stata separata nei punti corrispondenti a Capodimonte e Bracciano.
Lunghezza GPX BikeTourism: circa 137,8 km.
Il roadbook originale indica 139 km e circa 1.840 m D+.
In questo caso la corrispondenza tra GPX e roadbook è ottima.
La traccia mantiene geometria e dati altimetrici del percorso master. Prima della partenza è comunque opportuno controllare eventuali modifiche della viabilità e le condizioni dei tratti più irregolari.
Tuscus Way
La Tuscus Way, ideata da Andrea Vitiello, collega Genova a Cerveteri attraversando Liguria, Toscana e Lazio.
BikeTourism ha organizzato il tracciato centrale in 10 BikeRoute collegate.
Con l’arrivo a Bracciano ne rimane soltanto una.
BikeRoute precedente: Tuscus Way | Tappa 8 – Scansano → Capodimonte
BikeRoute successiva: Tuscus Way | Tappa 10 – Bracciano → Cerveteri
Dati percorso
Profilo altimetrico
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Capodimonte
Lazio
01010
Italia


