Andrea Della Rolle
Febbraio 8, 2026
Quando si parla di cicloturismo, la sicurezza viene spesso data per scontata.
Si guarda alla bellezza dei percorsi, alla lunghezza delle ciclovie, alla presenza di segnaletica.
Ma c’è una domanda molto più semplice — e molto più rivelatrice — che raramente viene posta:
un territorio è davvero sicuro da vivere in bici, anche per i bambini?
Il report State of the Nation 2026 di Shimano Europe affronta questo tema in modo diretto, mostrando come la percezione della sicurezza sia uno dei principali fattori che limitano l’uso reale della bicicletta in Europa.
E quando si parla di cicloturismo, questo dato diventa centrale.
La sicurezza dei bambini come indicatore di qualità
Secondo il report, in molti Paesi europei una parte significativa della popolazione ritiene che andare in bici sia diventato meno sicuro per i più piccoli.
Non si tratta solo di traffico o incidenti, ma di una percezione diffusa legata a:
- discontinuità delle infrastrutture
- promiscuità con il traffico motorizzato
- mancanza di spazi realmente protetti
Dal punto di vista del cicloturismo, questo dato è decisivo.
Un territorio che non è percepito come sicuro per un bambino difficilmente verrà scelto:
- da famiglie in vacanza
- da gruppi scolastici
- da cicloturisti meno esperti
La sicurezza dei bambini diventa così una cartina di tornasole della qualità complessiva di un territorio bike-friendly.
Cicloturismo e famiglie: una relazione fragile
Il cicloturismo contemporaneo non è fatto solo di viaggiatori esperti.
Sempre più spesso coinvolge:
- famiglie
- coppie
- persone che si avvicinano alla bici per la prima volta
Per questi profili, la sicurezza non è un plus, ma una condizione necessaria.
Un tratto non protetto, un attraversamento poco chiaro o un’interruzione improvvisa della ciclovia possono essere sufficienti a:
- modificare un itinerario
- abbreviare una vacanza
- rinunciare del tutto all’esperienza
La sicurezza non è solo infrastruttura
Il report Shimano evidenzia come la sicurezza non dipenda esclusivamente dalla presenza di piste ciclabili, ma da un insieme di fattori:
- continuità dei percorsi
- chiarezza della segnaletica
- leggibilità dello spazio stradale
- convivenza reale con gli altri utenti
Nel cicloturismo, questi elementi incidono direttamente sulla fiducia.
E senza fiducia, l’esperienza in bici diventa stressante, anche in contesti paesaggisticamente straordinari.
Territori “ciclabili” vs territori “vivibili in bici”
C’è una differenza sostanziale tra:
- territori attraversabili in bici
- territori vivibili in bici
I primi possono offrire singoli tratti ciclabili o itinerari iconici.
I secondi costruiscono un ambiente in cui pedalare è naturale, intuitivo e rassicurante, anche per chi non ha grande esperienza.
Nel cicloturismo, questa distinzione è fondamentale.
Le famiglie non cercano solo percorsi belli, ma contesti affidabili.
Il ruolo dell’informazione nella percezione di sicurezza
Uno degli aspetti meno evidenti, ma più importanti, riguarda l’accesso alle informazioni.
Sapere in anticipo:
- dove il percorso è protetto
- dove serve attenzione
- quali servizi sono presenti
fa una differenza enorme nella percezione della sicurezza, soprattutto per chi viaggia con bambini.
La mancanza di informazioni chiare amplifica il senso di rischio, anche quando le infrastrutture sono buone.
La sicurezza come valore territoriale
La sicurezza non è solo una questione tecnica, ma un valore territoriale.
Raccontarla in modo corretto significa:
- aiutare i cicloturisti a scegliere consapevolmente
- evitare aspettative errate
- valorizzare i territori che investono davvero in qualità
Nel cicloturismo, la trasparenza è una forma di rispetto verso chi viaggia.
Se è sicuro per i bambini, è un territorio pronto
Il messaggio che emerge dal report Shimano è chiaro:
la sicurezza è una delle condizioni fondamentali per riportare le persone in sella.
Per il cicloturismo questo si traduce in una regola semplice:
se un territorio è sicuro per i bambini, è pronto per accogliere chi viaggia in bici.
Non è uno slogan, ma un criterio concreto per leggere la qualità dei territori bike-friendly.
Fonte: Rielaborazione editoriale basata sul report “State of the Nation 2026 – Shimano Europe”, studio paneuropeo su ciclismo, sicurezza e percezione dell’uso della bicicletta.

