Andrea Della Rolle
Marzo 17, 2026
Quando si parla di ciclabilità, il pensiero corre subito all’Olanda: piste perfette, città bike-friendly, cultura diffusa della bicicletta.
Ma il vero segreto del successo olandese non è solo infrastrutturale.
È sistemico.
Un recente approfondimento pubblicato dalla European Cyclists’ Federation, con protagonista la Dutch Cycling Embassy, mette in luce un aspetto spesso sottovalutato:
👉 il futuro del cicloturismo passa dalle reti, non solo dalle piste ciclabili.
Il modello olandese: molto più di piste ciclabili
L’Olanda è spesso raccontata come un paradiso per ciclisti. Ed è vero.
Ma ciò che la rende un modello globale è la capacità di integrare:
- infrastrutture fisiche
- pianificazione urbana
- politiche pubbliche
- educazione alla mobilità
- collaborazione tra enti
👉 In altre parole: un ecosistema completo.
Non si tratta solo di costruire piste ciclabili, ma di creare un sistema in cui la bicicletta diventa parte naturale della vita quotidiana e dell’esperienza turistica.
Dalla mobilità urbana al cicloturismo
Uno degli aspetti più interessanti emersi dall’intervista è il legame diretto tra mobilità quotidiana e cicloturismo.
Dove la bici è già integrata nella vita urbana:
- è più facile sviluppare turismo lento
- cresce la qualità dell’esperienza
- aumentano i servizi dedicati
👉 Il cicloturismo non nasce “a parte”:
nasce dove la bici è già normale.
Questo è un punto chiave anche per l’Italia, dove spesso si tende a separare:
- mobilità urbana
- turismo
- infrastrutture
Il valore delle reti internazionali
Il lavoro della Dutch Cycling Embassy si basa su un concetto semplice ma potente:
👉 condividere competenze tra territori.
Attraverso reti come quelle promosse dalla European Cyclists’ Federation:
- città e regioni si confrontano
- modelli virtuosi vengono adattati
- si accelera lo sviluppo
Non si tratta di copiare l’Olanda, ma di tradurre un modello nei diversi contesti locali.
Cosa manca ancora in Italia
L’Italia ha un potenziale enorme per il cicloturismo:
- paesaggi unici
- varietà territoriale
- cultura diffusa del viaggio
Eppure, manca spesso un elemento fondamentale:
👉 la connessione tra i nodi del sistema
Oggi abbiamo:
- percorsi ciclabili (in crescita)
- operatori turistici
- eventi
- destinazioni
Ma troppo spesso:
- non comunicano tra loro
- non sono facilmente accessibili
- non sono integrati in un ecosistema
Il ruolo delle piattaforme digitali
In questo scenario, diventa centrale il ruolo delle piattaforme capaci di creare connessioni.
👉 Non solo mappe, ma ecosistemi digitali.
Progetti come BikeTourism nascono proprio con questo obiettivo:
- mappare luoghi bike-friendly
- connettere operatori e territori
- rendere visibile ciò che esiste ma è frammentato
Perché il vero salto di qualità non è solo costruire nuove infrastrutture, ma:
👉 rendere leggibile e accessibile l’intero sistema
Il futuro del cicloturismo è una rete
Il modello olandese insegna una cosa chiara:
🚫 Non basta costruire piste ciclabili
✅ Serve costruire relazioni
Tra:
- territori
- operatori
- istituzioni
- comunità
Il cicloturismo del futuro non sarà definito solo dai chilometri percorsi,
ma dalla qualità delle connessioni.
Ed è proprio lì che si gioca la partita.

