Andrea Della Rolle
Gennaio 23, 2026
La nascita della Active Tourism Coalition segna un passaggio chiave nel dibattito europeo su turismo, mobilità e sostenibilità. Non si tratta di una semplice alleanza di settore, ma di un tentativo strutturato di riposizionare il turismo attivo come strumento di equilibrio territoriale, climatico e sociale.
All’interno della coalizione, il ruolo della European Cyclists’ Federation è particolarmente rilevante: per la prima volta, il cicloturismo entra in modo esplicito nel perimetro delle politiche europee sul turismo sostenibile, accanto a cammini, outdoor e sport dolce.
Chi compone l’Active Tourism Coalition
L’Active Tourism Coalition riunisce 15 organizzazioni tra società civile e industria che rappresentano ciclismo, cammino/escursionismo, outdoor e turismo sostenibile, con l’obiettivo di portare il turismo attivo al centro della futura Strategia UE per il Turismo Sostenibile.
Membri (lista):
- European Cyclists’ Federation (ECF)
- Adventure Travel Trade Association (ATTA)
- CycleSummit
- European Cycling Industries (ECI)
- European Greenways Association (EGWA)
- European Hiking Federation (ERA – Hiking Europe)
- European Network for Accessible Tourism (ENAT)
- European Network of Outdoor Sports (ENOS)
- European Outdoor Group (EOG)
- Federation of the European Sporting Goods Industry (FESI)
- Green Destinations – Good Travel Institute (GD-GTI)
- International Federation of Pedestrians (IFP)
- International Mountain Bicycling Association (IMBA) Europe
- International Social Tourism Organisation (ISTO)
- Ruraltour – European Federation of Rural Tourism (RURALTOUR)
Cos’è davvero l’Active Tourism Coalition (e cosa non è)
La coalizione nasce per influenzare le politiche UE, non per promuovere singole destinazioni. L’obiettivo è chiaro:
- contrastare l’overtourism
- promuovere un turismo a bassa intensità di carbonio
- distribuire i flussi turistici nello spazio e nel tempo
- rafforzare le economie locali, soprattutto rurali e marginali
Il turismo attivo – e quindi il cicloturismo – viene riconosciuto come strumento politico, non solo come prodotto turistico.
👉 Questo è il cambio di paradigma più importante.
Perché il cicloturismo è centrale (anche se spesso non viene nominato)
Il cicloturismo incarna in modo quasi perfetto i pilastri della coalizione:
- Mobilità attiva → meno emissioni, meno congestione
- Permanenza diffusa → piccoli borghi, aree interne, stagionalità lunga
- Spesa locale → ristorazione, artigiani, ospitalità minore
- Infrastruttura leggera → ciclovie, servizi, intermodalità
Eppure, in molti documenti istituzionali il cicloturismo continua a essere trattato come “nicchia”.
Il lavoro di ECF dentro la coalizione serve proprio a rompere questo schema.
Un messaggio chiaro alla Commissione Europea
La Active Tourism Coalition manda un segnale politico preciso alle istituzioni UE:
Il turismo sostenibile non si corregge con il marketing, ma con infrastrutture, governance e scelte di mobilità.
Per il cicloturismo europeo questo significa:
- riconoscimento nei fondi strutturali e di coesione
- integrazione con trasporti pubblici e ciclabilità urbana
- standard europei per bike hotel, servizi e percorsi
- dati e indicatori condivisi (impatto economico e climatico)
Cosa cambia per l’Italia (e perché rischia di restare indietro)
L’Italia è uno dei Paesi con il più alto potenziale cicloturistico in Europa, ma anche uno dei più frammentati:
- strategie regionali scollegate
- ciclovie senza servizi
- promozione forte, governance debole
In questo contesto, la Active Tourism Coalition rappresenta un’opportunità ma anche un rischio:
🔴 Chi non allinea politiche, dati e infrastrutture rischia di restare fuori dai flussi di finanziamento europei
🟢 Chi investe ora in turismo attivo strutturato può diventare riferimento europeo
Il ruolo delle piattaforme
Qui entra in gioco il livello “ecosistema”.
Piattaforme informative e di mappatura come BikeTourism possono diventare:
- infrastruttura informativa del turismo attivo
- ponte tra territori, operatori e politiche UE
- strumento di misurazione e mappatura reale del cicloturismo
- luogo di dialogo tra bottom-up e top-down
La direzione indicata dalla coalizione va esattamente in questa direzione.
Perché questa coalizione conta più di molte ciclovie
Una ciclovia senza visione resta una linea sull’asfalto.
Una coalizione politica, invece, può:
- cambiare criteri di finanziamento
- orientare le strategie nazionali
- ridefinire cosa significa “turismo di qualità”
Per il cicloturismo europeo, l’Active Tourism Coalition è una leva sistemica, non un progetto spot.

