Tuscus Way | Tappa 8: Scansano – Capodimonte
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Quasi 160 chilometri dalla Maremma al Lago di Bolsena, attraversando Saturnia, Montemerano, Pitigliano, Sovana e Sorano. Una delle BikeRoute più spettacolari della Tuscus Way, tra colline, borghi di tufo, testimonianze etrusche e l’ingresso nel Lazio.
La BikeRoute 8 riparte da Scansano e continua a muoversi nella Maremma interna.
Ma il paesaggio che attende il cicloturista è destinato a cambiare profondamente.
Dopo una prima parte ondulata si scende verso Saturnia, si attraversano Montemerano e Manciano e poi si entra in uno dei territori più riconoscibili dell’Italia centrale.
Arriva Pitigliano.
Poi Sovana.
Poi Sorano.
È il mondo del tufo, delle necropoli, delle vie cave e dei borghi costruiti direttamente sulla roccia.
Dopo Onano la Tuscus Way lascia la Toscana ed entra nel Lazio.
Il viaggio raggiunge Grotte di Castro, incontra per la prima volta il Lago di Bolsena, torna sulle colline attraverso Gradoli, Latera e Valentano e infine scende nuovamente verso l’acqua.
La destinazione è Capodimonte.
Informazioni tecniche
| Caratteristica | Dato |
|---|---|
| Partenza | Scansano |
| Arrivo | Capodimonte |
| Lunghezza GPX BikeTourism | circa 158,9 km |
| Lunghezza roadbook | circa 158 km |
| Dislivello positivo roadbook | circa 2.850 m D+ |
| Quota massima GPX | circa 621 m |
| Tipologia | percorso lineare |
| Fondo | misto, strade secondarie, asfalto e tratti più irregolari |
| Regioni | Toscana, Lazio |
| Territori | Maremma, area del tufo, Alta Tuscia |
| Difficoltà fisica | alta |
| Difficoltà tecnica | media |
| Bici consigliata | gravel, MTB, trekking robusta, e-bike |
| Durata consigliata | 2-3 giorni |
| Navigazione | GPX fortemente consigliato |
Questa è una delle macrotracce più lunghe della Tuscus Way e, soprattutto, una delle più ricche di dislivello. Per un viaggio cicloturistico la suddivisione su più giornate è fortemente consigliabile.
Lasciare Scansano
I primi chilometri sono già indicativi del carattere della giornata.
Da Scansano il percorso continua con una successione di saliscendi.
Intorno al nono chilometro comincia una salita più marcata, che conduce verso Murci.
Raggiunto il punto più alto della prima parte, il profilo cambia nuovamente.
Comincia infatti una lunga discesa intervallata da qualche breve risalita.
La destinazione successiva è uno dei nomi più conosciuti della Maremma.
Saturnia
Intorno al trentacinquesimo chilometro si raggiunge Saturnia.
Il territorio è celebre soprattutto per le sorgenti termali e per le Cascate del Mulino, ma la posizione del borgo racconta anche molto della geografia di questa BikeRoute.
Colline, vallate profonde e piccoli centri arroccati si alternano continuamente.
Per il cicloturista Saturnia rappresenta inoltre un possibile punto di sosta strategico.
La Tuscus Way, però, prosegue verso est.
Montemerano e Manciano
Dopo Saturnia ricominciano i saliscendi.
Si raggiunge Montemerano, piccolo borgo medievale costruito su una collina.
Da qui una salita più decisa porta nuovamente in quota.
Durante la successiva discesa compare Manciano, altro importante centro della Maremma meridionale.
Fino a questo punto il viaggio ha mantenuto molte caratteristiche della BikeRoute precedente.
Da Manciano in poi, però, comincia progressivamente un’altra storia.
Verso Pitigliano
Le strade attraversano il tipico paesaggio della Maremma interna.
Poi, intorno al chilometro 75, appare Pitigliano.
È difficile confonderla con qualsiasi altra città.
L’intero centro storico sembra emergere direttamente dalla rupe tufacea sulla quale è costruito.
La vista del borgo rappresenta probabilmente uno dei momenti più riconoscibili dell’intera Tuscus Way.
Ma Pitigliano non è un episodio isolato.
È soltanto l’ingresso nel grande sistema di insediamenti del tufo che caratterizza questa parte del viaggio.
Pitigliano, Sovana e Sorano
Da Pitigliano la BikeRoute attraversa in successione tre dei luoghi più importanti di questo territorio.
Dopo circa dieci chilometri si raggiunge Sovana.
Il piccolo borgo è strettamente legato al patrimonio archeologico etrusco circostante.
Necropoli monumentali e antiche vie scavate nel tufo trasformano il paesaggio stesso in una testimonianza storica.
Il percorso continua poi verso Sorano, raggiunto indicativamente intorno al centesimo chilometro.
Anche qui il borgo sembra fondersi con la rupe.
Per la Tuscus Way questa successione è particolarmente significativa.
Il riferimento ai Tusci, da cui deriva il nome dell’itinerario, smette di essere soltanto un filo culturale e diventa qualcosa che si vede direttamente lungo il percorso.
Le vie cave e il paesaggio del tufo
Questa parte della Maremma meridionale è attraversata da un sistema di antichi percorsi scavati nella roccia.
Le vie cave possono raggiungere profondità notevoli, formando veri e propri corridoi tra alte pareti di tufo.
Non tutte coincidono necessariamente con il tracciato ciclabile della Tuscus Way e alcune possono richiedere attenzione particolare in funzione del fondo.
Rappresentano però uno degli elementi paesaggistici e storici più caratteristici del territorio attraversato.
Su una gravel carica, eventuali settori sconnessi o umidi vanno naturalmente affrontati con prudenza.
Da Sorano verso Onano
Lasciato Sorano, la Tuscus Way continua verso est.
Il paesaggio rimane collinare e i saliscendi continuano a incidere sul ritmo.
Intorno al chilometro 118 si raggiunge Onano.
Ormai il confine regionale è vicino.
Dopo centinaia di chilometri percorsi quasi interamente in Toscana, la Tuscus Way sta per entrare nella sua terza regione.
Dalla Toscana al Lazio
Superata l’area di Onano si entra nel Lazio.
È un passaggio importante anche nella narrazione complessiva del viaggio.
Le colline della Maremma lasciano progressivamente spazio ai paesaggi dell’Alta Tuscia viterbese.
Il primo centro importante incontrato è Grotte di Castro, raggiunto indicativamente intorno al chilometro 126.
Da qui manca pochissimo al primo incontro con uno dei grandi protagonisti della parte laziale della Tuscus Way.
Il Lago di Bolsena
Intorno al chilometro 131 compare il Lago di Bolsena.
È uno dei grandi cambiamenti di scenario della BikeRoute.
Dopo quasi 130 chilometri tra colline, borghi e vallate, la traccia raggiunge improvvisamente un grande spazio aperto dominato dall’acqua.
Il percorso non rimane però immediatamente lungo la riva.
La Tuscus Way torna infatti ancora una volta sulle colline.
Gradoli e Latera
Dal lago si sale verso Gradoli, raggiunto intorno al chilometro 136.
La salita continua quindi verso Latera.
Siamo ormai negli ultimi venti chilometri.
Ma, come accade spesso lungo la Tuscus Way, la distanza residua dice poco dello sforzo ancora necessario.
Il percorso rimane ondulato e richiede ancora energia.
Da Latera comincia finalmente una discesa più evidente.
Valentano
Intorno al chilometro 148 si incontra Valentano.
Mancano soltanto una decina di chilometri alla destinazione.
Rimane ancora un ultimo strappo prima di iniziare la discesa definitiva verso il lago.
Poi il paesaggio si apre di nuovo.
Questa volta la Tuscus Way non si allontanerà immediatamente dall’acqua.
Arrivare a Capodimonte
La discesa conduce direttamente verso Capodimonte.
Il borgo si affaccia sul Lago di Bolsena da un promontorio proteso sull’acqua.
Dopo quasi 160 chilometri e circa 2.850 metri di dislivello, è uno degli arrivi più suggestivi della Tuscus Way.
Dalla Maremma siamo arrivati nel cuore della Tuscia.
La successiva BikeRoute seguirà il lago verso Marta, attraverserà Tuscania e Viterbo e continuerà verso un secondo grande bacino vulcanico: il Lago di Bracciano.
Forse la BikeRoute più “Tuscus” di tutte
Se dovessimo scegliere una sezione capace di spiegare il nome Tuscus Way, questa sarebbe certamente tra le candidate principali.
Pitigliano.
Sovana.
Sorano.
Poi l’Alta Tuscia.
Non è soltanto una successione di borghi belli da fotografare.
È un territorio nel quale la presenza etrusca ha contribuito a modellare insediamenti, necropoli, percorsi e paesaggio.
In questo tratto il tema storico che accompagna il progetto diventa particolarmente leggibile anche per chi sta semplicemente pedalando.
Come suddividerla
Percorrere 159 chilometri con quasi 3.000 metri D+ in una sola giornata è un obiettivo decisamente sportivo.
Per un viaggio cicloturistico consiglierei almeno due giorni, meglio ancora tre se si vogliono realmente visitare i luoghi attraversati.
Una possibile organizzazione potrebbe essere:
| Giornata | Tratto indicativo |
|---|---|
| 1 | Scansano → Saturnia / Montemerano |
| 2 | Saturnia / Montemerano → Pitigliano / Sorano |
| 3 | Pitigliano / Sorano → Capodimonte |
Con due giorni si può invece utilizzare l’area Pitigliano-Sorano come grande punto intermedio.
Questa seconda soluzione rimane impegnativa, ma consente comunque di evitare una singola giornata da quasi 160 chilometri.
Quale bici utilizzare
Una gravel è particolarmente adatta alla varietà di questa BikeRoute.
Serve però una configurazione orientata al viaggio più che alla velocità.
Pneumatici sufficientemente larghi sono utili sui tratti più irregolari, mentre rapporti agili diventano essenziali considerando il dislivello complessivo.
Una MTB è naturalmente adatta.
Anche una trekking bike robusta può funzionare bene, purché abbia gomme e rapporti adeguati.
Con una e-bike, 159 chilometri e 2.850 metri D+ rendono quasi obbligatoria la pianificazione della ricarica se si vuole completare la macrotraccia in poco tempo.
Difficoltà
Questa BikeRoute è alta dal punto di vista fisico.
La distanza è notevole e il profilo non concede lunghi periodi di vera pianura.
È soprattutto la continua successione di cambi di quota ad accumulare fatica.
Tecnicamente il livello è generalmente medio, ma eventuali settori sconnessi nella zona del tufo possono diventare più impegnativi con fondo bagnato.
È quindi una tratta nella quale meteo e condizioni del terreno possono incidere parecchio sull’esperienza.
Attenzione al caldo
La Maremma e l’Alta Tuscia possono diventare molto calde nei mesi estivi.
Su una BikeRoute così lunga, affrontare le salite nelle ore centrali può aumentare considerevolmente lo sforzo.
Primavera e inizio autunno sono probabilmente i periodi più equilibrati.
In estate conviene invece partire presto, portare una buona autonomia d’acqua e utilizzare i numerosi borghi attraversati come punti di rifornimento.
Consigli BikeTourism
Questa è una sezione nella quale eviterei di inseguire la media chilometrica.
Pitigliano, Sovana e Sorano sono troppo significativi per essere ridotti a semplici waypoint.
Se il viaggio ha una componente turistica, vale la pena costruire la giornata attorno a questi luoghi.
Anche il Lago di Bolsena merita tempo.
Arrivare a Capodimonte nel tardo pomeriggio può trasformare la conclusione della BikeRoute in uno dei momenti più belli dell’intero viaggio.
La traccia GPX
La traccia BikeTourism deriva dal GPX completo Tuscus Way Bikers Full ed è stata separata nei punti corrispondenti a Scansano e Capodimonte.
Lunghezza GPX BikeTourism: circa 158,9 km.
Il roadbook originale indica 158 km e circa 2.850 m D+.
In questo caso la corrispondenza tra la macrotraccia del roadbook e il GPX è particolarmente buona.
Prima della partenza è comunque opportuno verificare condizioni dei fondi, eventuali interruzioni e modifiche della viabilità.
Tuscus Way
La Tuscus Way, ideata da Andrea Vitiello, collega Genova a Cerveteri attraverso Liguria, Toscana e Lazio.
BikeTourism ha organizzato il percorso centrale in 10 BikeRoute collegate, utilizzabili per costruire l’intero cicloviaggio oppure per esplorare separatamente i singoli territori.
BikeRoute precedente: Tuscus Way | Tappa 7 – Massa Marittima → Scansano
BikeRoute successiva: Tuscus Way | Tappa 9 – Capodimonte → Bracciano
Dati percorso
Profilo altimetrico
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Scansano
Toscana
58054
Italia


