Andrea Della Rolle
Gennaio 15, 2026
Con solo cinque anni rimanenti all’obiettivo fissato dal Pan-European Cycling Master Plan – ovvero che tutte le nazioni della regione pan-europea adottino e attuino una strategia nazionale per il ciclismo entro il 2030 – i progressi registrati nei ultimi anni sono insufficienti e, in alcuni casi, addirittura in regressione.
📉 Situazione attuale delle strategie nazionali per il ciclismo in Europa
Secondo il rapporto ECF 2025, il quadro aggiornato al 2026 mostra:
- 🇪🇺 14 paesi hanno una strategia nazionale per il ciclismo attiva.
- 📝 5 paesi dispongono di un documento simile (ad es. piano di mobilità con section ciclabile).
- 🔄 8 paesi avevano una strategia ma questa è scaduta e necessita di aggiornamento (nel 2024 erano 7).
- 🚧 Solo 3 paesi stanno sviluppando per la prima volta una strategia nazionale.
- ❌ 24 paesi non hanno né una strategia né ne stanno sviluppando una..
Questi dati rivelano un significativo stallo nel progresso, nonostante l’impegno politico espresso a livello europeo e gli appelli delle organizzazioni civiche.
🌍 Progressi e retrocessioni: casi chiave
Negli ultimi due anni si sono verificati alcuni movimenti contrastanti:
- 🇪🇪 Estonia è stata l’unica nuova nazione ad adottare una strategia nazionale per il ciclismo nel 2025, seguendo l’esempio della vicina Lituania (2024).
- 🇦🇹 Austria e 🏴 Galles hanno aggiornato le loro strategie esistenti.
- 🇧🇪 Belgio, 🇩🇰 Danimarca e 🏴 Inghilterra stanno lavorando a nuove strategie, ma non sono ancora completate.
- 🇬🇷 Grecia e 🇮🇹 Italia sono state retrocesse nella categoria “nessuna strategia in corso”: la Grecia ha bloccato lo sviluppo di un piano nuovo, mentre l’Italia ha visto scadere il proprio piano nazionale nel 2024 senza sostituto in vista.
La mancanza di una strategia aggiornata in paesi come l’Italia – che ospita eventi importanti come Velo-city 2026 – è stata evidenziata come un passo indietro nella politica nazionale per la ciclabilità.
🔎 Perché è rilevante per il cicloturismo
Le strategie nazionali per il ciclismo non riguardano solo la mobilità urbana o il pendolarismo: sono uno dei principali fattori abilitanti del cicloturismo a livello europeo.
Un Paese dotato di una strategia ciclabile chiara e aggiornata è più propenso a:
- investire in infrastrutture sicure e continue (reti ciclabili, EuroVelo, ciclovie nazionali);
- garantire standard omogenei su segnaletica, manutenzione e intermodalità treno+bici;
- sostenere la nascita di servizi bike friendly (alloggi, trasporti, guide, noleggi);
- integrare il cicloturismo nelle politiche di sviluppo territoriale e turistico.
Al contrario, l’assenza o la scadenza di una strategia nazionale rischia di tradursi in:
- interventi frammentati e discontinui;
- difficoltà di accesso ai fondi europei;
- minore competitività delle destinazioni cicloturistiche rispetto ad altri Paesi europei.
Per questo, lo stallo evidenziato dall’European Cyclists’ Federation non è solo un tema di governance: è un segnale critico anche per il futuro del cicloturismo, settore in forte crescita e sempre più centrale nelle politiche di turismo sostenibile
🚴♂️ Perché le strategie nazionali contano
Una strategia nazionale per il ciclismo è più di un semplice documento: è uno strumento politico che può:
- Fissare obiettivi misurabili per spostamenti in bici e sicurezza stradale.
- Coordinare investimenti pubblici e infrastrutture ciclabili.
- Promuovere la salute pubblica, la sostenibilità ambientale e la mobilità attiva.
- Stimolare l’economia locale attraverso turismo ciclabile e servizi collegati.
Secondo l’ECF, ogni euro investito nella ciclabilità può generare da 4 a 8 euro di benefici socio-economici grazie a salute, mobilità e attività commerciali correlate.
🛠️ Il quadro europeo e le raccomandazioni dell’ECF
L’European Cyclists’ Federation continua a incoraggiare tutti i paesi della regione pan-europea (54 in totale secondo il Pan-European Master Plan) a sviluppare, adottare e implementare strategie nazionali per il ciclismo, in linea con i principi della recente European Declaration on Cycling.
La dichiarazione europea sottolinea l’importanza di politiche per:
- Integrare il ciclismo nei piani di trasporto nazionali e urbani.
- Promuovere condizioni di sicurezza e accessibilità per tutti.
- Supportare investimenti sostenibili in infrastrutture ciclabili.
Solo accelerando davvero la pianificazione strategica nazionale, l’Europa potrà raggiungere gli ambiziosi obiettivi climatici, sanitari e di mobilità attiva previsti entro il 2030.

