Bologna Città 30 bocciata dal TAR: rischio freno alla mobilità ciclabile
Bologna Città 30 bocciata dal TAR: rischio freno alla mobilità ciclabile
Andrea Della Rolle
Gennaio 21, 2026
L’annullamento dell’iniziativa “Bologna Città 30” da parte del TAR Emilia-Romagna non è solo una vicenda locale.
È un segnale che rischia di incidere profondamente sul modo in cui i comuni italiani progettano – o rinviano – politiche di moderazione della velocità, sicurezza stradale e mobilità ciclabile.
In questo articolo analizziamo cosa è stato annullato, perché, e soprattutto quali potrebbero essere le conseguenze sistemiche per il futuro delle città bike-friendly in Italia.
Cosa ha deciso il TAR su Bologna Città 30
Il TAR Emilia-Romagna ha accolto un ricorso (presentato da categorie economiche, in particolare tassisti) e ha annullato gli atti amministrativi con cui il Comune di Bologna aveva introdotto il limite generalizzato di 30 km/h su gran parte della rete stradale urbana.
Non si tratta di una bocciatura del principio della “Città 30” in sé, ma di una censura procedurale:
secondo il Tribunale, le motivazioni e l’istruttoria tecnica sarebbero risultate troppo generiche, soprattutto in relazione:
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all’estensione del limite,
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alla differenziazione tra le varie tipologie di strade,
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all’impatto sulle categorie ricorrenti.
Il Comune ha dichiarato di non voler arretrare sul modello Città 30, ma di valutare una riformulazione degli atti.
Perché la Città 30 è centrale per la mobilità ciclabile
La riduzione della velocità urbana non è una misura “anti-auto”, ma uno degli strumenti più efficaci per:
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ridurre incidentalità e gravità degli impatti,
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aumentare la sicurezza percepita di chi pedala,
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rendere possibili reti ciclabili continue, non frammentate,
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favorire l’uso quotidiano della bici, non solo quello sportivo.
In assenza di una moderazione diffusa della velocità, le piste ciclabili:
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diventano isole scollegate,
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richiedono separazioni fisiche costose,
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non riescono a coprire tutta la rete urbana.
La Città 30 è quindi un abilitatore sistemico della ciclabilità urbana.
Le implicazioni immediate per la mobilità ciclabile
1. Effetto “stop and go” nelle politiche urbane
Una sentenza di questo tipo introduce incertezza amministrativa.
Molti comuni potrebbero:
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sospendere iniziative simili,
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rinviare ordinanze già pronte,
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attendere linee guida ancora più dettagliate.
Per la mobilità ciclabile questo significa perdita di continuità: la sicurezza non dipende solo dalle infrastrutture, ma dalla stabilità delle regole.
2. Zone 30 sempre più frammentate
Il rischio è che, per evitare ricorsi, le amministrazioni:
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rinuncino a visioni di insieme,
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optino per micro-Zone 30 isolate,
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perdano la logica di rete.
Per chi si muove in bici, una città con limiti alternati e incoerenti è spesso più pericolosa di una città senza politiche chiare.
3. Più infrastrutture “hard”, ma tempi più lunghi
Paradossalmente, la sentenza potrebbe spingere verso:
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traffic calming fisico (rialzi, restringimenti, chicane),
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corsie ciclabili protette,
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ridisegno delle intersezioni.
Soluzioni ottime dal punto di vista tecnico, ma:
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più costose,
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più lente da realizzare,
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difficili da scalare rapidamente su tutta la città.
Il risultato? Meno città 30 nel breve periodo, anche se forse più “robuste” nel lungo.
Perché questa sentenza può diventare un precedente critico
Un precedente più politico che giuridico
Nel sistema italiano non esiste il precedente vincolante in senso anglosassone.
Ma esiste un precedente narrativo e amministrativo.
Questa sentenza rischia di diventare:
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un modello per ricorsi analoghi,
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un deterrente per amministrazioni più deboli,
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un argomento politico per bloccare misure di riequilibrio modale.
Più burocrazia, meno sperimentazione
Per difendere una Città 30 serviranno:
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dati incidentologici puntuali,
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analisi strada per strada,
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obiettivi misurabili e indicatori ex ante.
Tutto giusto, ma con un effetto collaterale:
solo i comuni più strutturati potranno permetterselo, mentre gli altri resteranno fermi.
Un contesto nazionale già fragile
La sentenza arriva in un momento in cui le strategie europee per la mobilità ciclabile spingono verso città più sicure e accessibili, ma:
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l’Italia sconta decenni di ritardi sulla ciclabilità urbana,
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molte città stanno appena iniziando a colmare il gap europeo,
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la Direttiva del MIT sui limiti urbani già spinge verso maggiore cautela e motivazione tecnica.
Il rischio è che l’innovazione venga letta come rischio legale, non come investimento pubblico.
🚲 Perché è rilevante per il cicloturismo
Il cicloturismo non vive solo di ciclovie extraurbane.
Chi arriva in una destinazione in bici:
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attraversa centri abitati,
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usa servizi urbani,
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interagisce con la mobilità quotidiana.
Una città percepita come sicura e lenta:
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è più accogliente per il cicloturista,
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incentiva l’intermodalità,
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migliora l’esperienza complessiva della destinazione.
Bloccare o rallentare le politiche di moderazione urbana significa indebolire anche l’offerta cicloturistica.
Cosa dovrebbero fare ora i Comuni (lezione Bologna)
La sentenza non dice “no” alla Città 30.
Dice: fatela meglio, e difendetela meglio.
In concreto:
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Istruttorie solide, basate su dati incidentali e funzionali.
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Obiettivi espliciti (sicurezza, qualità urbana, accessibilità).
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Integrazione con infrastrutture ciclabili e non solo segnaletica.
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Comunicazione trasparente verso cittadini e categorie economiche.
Conclusione
L’annullamento di Bologna Città 30 è un campanello d’allarme.
Può essere:
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un freno alla modernizzazione urbana,
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oppure un passaggio di maturazione verso politiche più robuste.
Molto dipenderà da come reagiranno Bologna e le altre città italiane.
Per la mobilità ciclabile – e per il cicloturismo – la posta in gioco è alta.
L’analisi si basa su fonti giornalistiche nazionali e locali, oltre a documentazione di contesto sulla mobilità urbana e ciclabile.
🔗 Fonti e approfondimenti
📰 Notizie sulla sentenza del TAR
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ANSA – Il TAR annulla il provvedimento “Bologna Città 30”
https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/01/20/il-tar-annulla-il-provvedimento-di-bologna-citta-30_86f24d48-c7de-41f8-8eac-9d1a4525c49e.html -
RaiNews – Il TAR annulla Bologna Città 30: accolto il ricorso
https://www.rainews.it/tgr/emiliaromagna/articoli/2026/01/il-tar-annulla-il-provvedimento-di-bologna-citta-30-b1fa3e51-6881-48d5-af70-5a8092be1806.html -
Il Resto del Carlino – Città 30, il TAR annulla tutto
https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/citta-30-annulla-tar-w9wbdtp0 -
Corriere di Bologna – Città 30, il TAR dà ragione ai tassisti
https://corrieredibologna.corriere.it/notizie/cronaca/26_gennaio_20/citta-30-il-tar-da-ragione-a-2-tassisti-e-annulla-tutto-inserito-un-nuovo-limite-di-velocita-con-motivazioni-troppo-generiche.shtml -
GreenReport – Bologna Città 30 andrà avanti nonostante la sentenza del TAR
https://www.greenreport.it/news/trasporti-e-infrastrutture/59671-bologna-citta-30-andra-avanti-nonostante-la-sentenza-del-tar
🚦 Contesto normativo e definizioni
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Zona 30 – definizione e obiettivi (Wikipedia)
https://it.wikipedia.org/wiki/Zona_30
🚲 Mobilità ciclabile a Bologna
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Bicipolitana di Bologna – rete ciclabile urbana e metropolitana
https://it.wikipedia.org/wiki/Bicipolitana_di_Bologna

