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Sicurezza stradale: cosa prevede la nuova Proposta di Legge per tutelare pedoni e ciclisti

Sicurezza stradale: cosa prevede la nuova Proposta di Legge per tutelare pedoni e ciclisti

Categories: Mobilità ciclabile, News571 words2,2 min read
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La sicurezza di pedoni e ciclisti torna al centro del dibattito politico con la Proposta di Legge n. 2523, presentata alla Camera dei Deputati nella XIX Legislatura.

Il testo, promosso dall’on. Valentina Ghio con il contributo tecnico di FIAB, punta a rafforzare la tutela degli utenti vulnerabili della strada e a promuovere in modo strutturale la mobilità attiva in Italia.

Ma cosa cambia davvero? E quali potrebbero essere gli effetti concreti per chi si muove in bici?


Perché nasce questa proposta di legge

L’Italia continua a registrare numeri preoccupanti per quanto riguarda l’incidentalità stradale che coinvolge pedoni e ciclisti.

La proposta di legge nasce con un obiettivo chiaro:
ridurre drasticamente la mortalità e gli infortuni gravi attraverso un cambio di paradigma normativo, introducendo il principio della gerarchia della mobilità.

In sintesi:
chi è più vulnerabile deve essere maggiormente tutelato.


Le principali novità previste

1️⃣ Gerarchia della mobilità

Il testo introduce formalmente il principio secondo cui, nella pianificazione urbana e nella regolamentazione del traffico, la priorità deve essere data a:

  1. Pedoni
  2. Ciclisti
  3. Trasporto pubblico
  4. Mobilità condivisa
  5. Veicoli privati a motore

Si tratta di un cambio culturale significativo rispetto all’impostazione tradizionale del Codice della Strada.

2️⃣ Obbligo di sorpasso a 1,5 metri

Uno dei punti più discussi riguarda l’introduzione esplicita dell’obbligo di mantenere almeno 1,5 metri di distanza nel sorpasso dei ciclisti.

Una misura già adottata in molti Paesi europei, che mira a:

  • ridurre il rischio di collisioni laterali
  • tutelare i ciclisti su strade extraurbane e urbane prive di ciclabili
  • responsabilizzare maggiormente gli automobilisti

3️⃣ Rafforzamento delle Zone 30

La proposta incentiva l’estensione delle Zone 30 km/h nei centri urbani, in particolare:

  • in prossimità di scuole
  • nei quartieri residenziali
  • nelle aree ad alta frequentazione pedonale

Numerosi studi dimostrano che ridurre la velocità media urbana è la misura più efficace per abbassare la gravità degli incidenti.

4️⃣ Più spazio a pedoni e bici nella progettazione urbana

Il testo promuove:

  • allargamento dei marciapiedi
  • miglioramento degli attraversamenti pedonali
  • sviluppo di reti ciclabili continue e sicure
  • integrazione della mobilità attiva nella pianificazione territoriale

Non solo sicurezza, ma anche sviluppo economico legato al cicloturismo e alla mobilità sostenibile.


Cosa significa per il cicloturismo italiano

Se approvata, questa proposta di legge potrebbe avere effetti importanti anche per il settore del cicloturismo:

  • maggiore sicurezza sulle strade secondarie
  • migliore percezione internazionale dell’Italia come destinazione bike-friendly
  • stimolo agli investimenti in infrastrutture ciclabili
  • coerenza con la Dichiarazione Europea sulla Ciclabilità

A che punto è l’iter parlamentare?

La Proposta di Legge n. 2523 è stata depositata alla Camera e dovrà:

  1. essere assegnata alle commissioni competenti
  2. essere discussa ed eventualmente modificata
  3. passare al voto in Aula

L’iter potrebbe richiedere mesi, ma il segnale politico è chiaro: la mobilità attiva è entrata stabilmente nell’agenda legislativa.


Una svolta culturale prima ancora che normativa

Al di là delle singole misure tecniche, il vero nodo è culturale.

La proposta introduce un principio fondamentale:
la strada non è solo per le auto, ma uno spazio condiviso dove la sicurezza delle persone viene prima della velocità dei veicoli.

Se l’Italia vuole diventare realmente una destinazione cicloturistica europea di riferimento, la sicurezza stradale è il primo tassello.


Conclusione

La Proposta di Legge n. 2523 rappresenta un tentativo concreto di:

  • ridurre la strage stradale
  • allineare l’Italia agli standard europei
  • favorire la mobilità attiva come scelta quotidiana

Ora la parola passa al Parlamento.

Per chi pedala ogni giorno, per chi viaggia in bici, per chi lavora nel settore del cicloturismo, questa non è solo una norma tecnica:
è una possibile svolta sistemica.

2 commenti

  1. 4629a691fc6474ea354170052e898da7f79092bb744cdcd85237d585636afde3?s=54&d=mm&r=g
    fabio 28 Febbraio 2026 at 15:12 - Reply

    ma questo codice stradale non è già in vigore …

  2. file 00000000ef5471f499802ba60673a494 uwp avatar thumb
    Andrea Della Rolle 2 Marzo 2026 at 10:11 - Reply

    Purtroppo no.

    Ad oggi ci sono:

    – Obbligo di mantenere distanza laterale di sicurezza nel sorpasso
    – Possibilità di istituire Zone 30
    – Strumenti per moderazione del traffico

    Ma:

    – La gerarchia della mobilità non è formalmente strutturata come nella proposta
    – Il principio 1,5 metri non è formulato in modo così esplicito e vincolante

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