Sicurezza stradale: cosa prevede la nuova Proposta di Legge per tutelare pedoni e ciclisti
Sicurezza stradale: cosa prevede la nuova Proposta di Legge per tutelare pedoni e ciclisti
Andrea Della Rolle
Febbraio 20, 2026
La sicurezza di pedoni e ciclisti torna al centro del dibattito politico con la Proposta di Legge n. 2523, presentata alla Camera dei Deputati nella XIX Legislatura.
Il testo, promosso dall’on. Valentina Ghio con il contributo tecnico di FIAB, punta a rafforzare la tutela degli utenti vulnerabili della strada e a promuovere in modo strutturale la mobilità attiva in Italia.
Ma cosa cambia davvero? E quali potrebbero essere gli effetti concreti per chi si muove in bici?
Perché nasce questa proposta di legge
L’Italia continua a registrare numeri preoccupanti per quanto riguarda l’incidentalità stradale che coinvolge pedoni e ciclisti.
La proposta di legge nasce con un obiettivo chiaro:
ridurre drasticamente la mortalità e gli infortuni gravi attraverso un cambio di paradigma normativo, introducendo il principio della gerarchia della mobilità.
In sintesi:
chi è più vulnerabile deve essere maggiormente tutelato.
Le principali novità previste
1️⃣ Gerarchia della mobilità
Il testo introduce formalmente il principio secondo cui, nella pianificazione urbana e nella regolamentazione del traffico, la priorità deve essere data a:
- Pedoni
- Ciclisti
- Trasporto pubblico
- Mobilità condivisa
- Veicoli privati a motore
Si tratta di un cambio culturale significativo rispetto all’impostazione tradizionale del Codice della Strada.
2️⃣ Obbligo di sorpasso a 1,5 metri
Uno dei punti più discussi riguarda l’introduzione esplicita dell’obbligo di mantenere almeno 1,5 metri di distanza nel sorpasso dei ciclisti.
Una misura già adottata in molti Paesi europei, che mira a:
- ridurre il rischio di collisioni laterali
- tutelare i ciclisti su strade extraurbane e urbane prive di ciclabili
- responsabilizzare maggiormente gli automobilisti
3️⃣ Rafforzamento delle Zone 30
La proposta incentiva l’estensione delle Zone 30 km/h nei centri urbani, in particolare:
- in prossimità di scuole
- nei quartieri residenziali
- nelle aree ad alta frequentazione pedonale
Numerosi studi dimostrano che ridurre la velocità media urbana è la misura più efficace per abbassare la gravità degli incidenti.
4️⃣ Più spazio a pedoni e bici nella progettazione urbana
Il testo promuove:
- allargamento dei marciapiedi
- miglioramento degli attraversamenti pedonali
- sviluppo di reti ciclabili continue e sicure
- integrazione della mobilità attiva nella pianificazione territoriale
Non solo sicurezza, ma anche sviluppo economico legato al cicloturismo e alla mobilità sostenibile.
Cosa significa per il cicloturismo italiano
Se approvata, questa proposta di legge potrebbe avere effetti importanti anche per il settore del cicloturismo:
- maggiore sicurezza sulle strade secondarie
- migliore percezione internazionale dell’Italia come destinazione bike-friendly
- stimolo agli investimenti in infrastrutture ciclabili
- coerenza con la Dichiarazione Europea sulla Ciclabilità
A che punto è l’iter parlamentare?
La Proposta di Legge n. 2523 è stata depositata alla Camera e dovrà:
- essere assegnata alle commissioni competenti
- essere discussa ed eventualmente modificata
- passare al voto in Aula
L’iter potrebbe richiedere mesi, ma il segnale politico è chiaro: la mobilità attiva è entrata stabilmente nell’agenda legislativa.
Una svolta culturale prima ancora che normativa
Al di là delle singole misure tecniche, il vero nodo è culturale.
La proposta introduce un principio fondamentale:
la strada non è solo per le auto, ma uno spazio condiviso dove la sicurezza delle persone viene prima della velocità dei veicoli.
Se l’Italia vuole diventare realmente una destinazione cicloturistica europea di riferimento, la sicurezza stradale è il primo tassello.
Conclusione
La Proposta di Legge n. 2523 rappresenta un tentativo concreto di:
- ridurre la strage stradale
- allineare l’Italia agli standard europei
- favorire la mobilità attiva come scelta quotidiana
Ora la parola passa al Parlamento.
Per chi pedala ogni giorno, per chi viaggia in bici, per chi lavora nel settore del cicloturismo, questa non è solo una norma tecnica:
è una possibile svolta sistemica.


ma questo codice stradale non è già in vigore …
Purtroppo no.
Ad oggi ci sono:
– Obbligo di mantenere distanza laterale di sicurezza nel sorpasso
– Possibilità di istituire Zone 30
– Strumenti per moderazione del traffico
Ma:
– La gerarchia della mobilità non è formalmente strutturata come nella proposta
– Il principio 1,5 metri non è formulato in modo così esplicito e vincolante