Pendolare in bicicletta sulla pista verde

In bici il viaggio è più piacevole: cosa rivela uno studio su mobilità e benessere

In bici il viaggio è più piacevole: cosa rivela uno studio su mobilità e benessere

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Il 52% di chi si sposta in bicicletta dichiara un elevato piacere durante il tragitto, contro il 14% degli automobilisti. Una ricerca australiana ci invita a ripensare il modo in cui valutiamo la mobilità quotidiana: non soltanto in termini di velocità ed efficienza, ma anche di qualità dell’esperienza.

Il tempo che trascorriamo spostandoci è davvero tempo perso?

Ogni giorno milioni di persone si muovono per raggiungere il lavoro, la scuola o altri luoghi della propria quotidianità.

Siamo abituati a considerare questi spostamenti attraverso parametri piuttosto semplici: quanto tempo impieghiamo, quanto spendiamo e quanto risulta comodo il mezzo che utilizziamo.

Raramente, però, ci poniamo una domanda altrettanto importante: quanto ci piace il viaggio che stiamo facendo?

È proprio su questa distinzione che si concentra uno studio pubblicato nel 2016 sull’Health Promotion Journal of Australia, condotto nell’ambito del Sydney Transport and Health Study.

La ricerca, intitolata Satisfaction with transport and enjoyment of the commute by commuting mode in inner Sydney, ha esaminato il rapporto tra modalità di trasporto, soddisfazione e piacere degli spostamenti quotidiani.

I risultati mettono in evidenza un aspetto interessante: essere soddisfatti del mezzo che utilizziamo non significa necessariamente apprezzare il tempo trascorso durante il viaggio.

E quando si considera il piacere, la bicicletta emerge con risultati particolarmente significativi.


Lo studio: quattro modalità di trasporto a confronto

I ricercatori hanno analizzato le risposte di 473 partecipanti con dati completi, residenti nell’area centrale di Sydney, confrontando quattro modalità abituali di spostamento.

Il campione comprendeva persone che si muovevano prevalentemente con il trasporto pubblico (41%), l’automobile o altri veicoli a motore (27%), a piedi (21%) e in bicicletta (10%).

L’obiettivo era verificare se il mezzo utilizzato fosse associato a differenze nella soddisfazione generale e nel piacere percepito durante il tragitto.

La distinzione è importante.

Una persona può considerare l’automobile il mezzo più pratico per le proprie necessità e dichiararsi soddisfatta della scelta, pur trovando stressante il tempo trascorso nel traffico.

Allo stesso modo, chi utilizza la bicicletta può dover affrontare uno sforzo fisico maggiore, ma vivere il tragitto come un momento positivo della giornata.


In bicicletta il viaggio è più piacevole: cosa dicono i numeri

Piacere del viaggio urbano

I risultati mostrano differenze marcate tra le modalità di trasporto.

La percentuale di partecipanti che dichiarava un elevato piacere durante lo spostamento era:

  • 52% tra chi utilizzava la bicicletta
  • 49% tra chi si spostava a piedi
  • 14% tra chi utilizzava l’automobile
  • 10% tra chi utilizzava il trasporto pubblico

Quasi una persona su due tra quelle che si spostavano attivamente riferiva quindi un elevato piacere durante il tragitto.

Il confronto diventa ancora più interessante se si considera che l’82% dei partecipanti si dichiarava complessivamente soddisfatto del proprio mezzo di trasporto, con differenze relativamente contenute tra le modalità.

La soddisfazione per un mezzo e il piacere di utilizzarlo sono due cose diverse.

Le analisi statistiche dello studio hanno inoltre rilevato che, rispetto agli automobilisti, i ciclisti presentavano odds circa 6,15 volte maggiori di riferire un elevato piacere durante il tragitto. Per chi camminava il valore era circa 6,18.

Questi valori non significano che andare in bicicletta renda sei volte più felici. Si tratta di associazioni statistiche, non di una misura diretta della felicità né di una dimostrazione di causalità.

Il messaggio della ricerca resta comunque interessante: la mobilità attiva appare associata a un’esperienza quotidiana più piacevole.


Perché pedalare può cambiare il modo in cui viviamo la città?

Quando ci spostiamo in bicicletta, il viaggio non è soltanto un intervallo tra il punto di partenza e la destinazione.

Diventa un’attività nella quale siamo direttamente coinvolti.

Attraversiamo il territorio con una percezione diversa delle distanze, osserviamo ciò che ci circonda, possiamo modificare il percorso e vivere lo spostamento come un momento di attività fisica.

Sono possibili spiegazioni del maggiore piacere osservato, anche se lo studio non permette di stabilire quali fattori siano effettivamente responsabili delle differenze.

Naturalmente, pedalare non è sempre piacevole.

Traffico intenso, automobilisti aggressivi, infrastrutture discontinue e attraversamenti pericolosi possono rendere un tragitto stressante, soprattutto per chi non è abituato a muoversi in bicicletta.

Ed è qui che il tema del piacere incontra quello della progettazione urbana.

Non basta rendere possibile uno spostamento in bicicletta: bisogna creare le condizioni perché le persone possano scegliere di farlo in sicurezza e con serenità.


Stiamo misurando la mobilità nel modo giusto?

Per molto tempo le politiche dei trasporti si sono concentrate soprattutto sull’efficienza.

Velocità media, tempi di percorrenza, capacità delle infrastrutture e quantità di persone trasportate sono indicatori fondamentali.

Ma non raccontano tutto.

Una strada può essere efficiente dal punto di vista del traffico motorizzato e risultare poco accogliente per chi cammina o pedala.

Una pista ciclabile può collegare due quartieri, ma essere percepita come poco sicura a causa di incroci pericolosi, scarsa manutenzione o interruzioni improvvise.

Al contrario, un percorso leggermente più lungo, ma protetto e immerso in un ambiente gradevole, può risultare più desiderabile.

Questo significa che la qualità della mobilità non dovrebbe essere valutata esclusivamente attraverso il tempo necessario a raggiungere una destinazione.

Dovremmo considerare anche come viene vissuto quello spostamento.

Lo studio australiano suggerisce proprio questo: il piacere del viaggio merita attenzione come indicatore complementare della qualità dei sistemi di trasporto.


Dal Bike to Work al cicloturismo: il viaggio diventa esperienza

Pedalata tra borghi e paesaggi toscani

Nel cicloturismo questa relazione è ancora più evidente.

Chi organizza un viaggio in bicicletta raramente cerca soltanto la strada più veloce per raggiungere la destinazione.

Spesso sceglie un itinerario più lungo perché attraversa un paesaggio interessante, incontra un borgo, segue un fiume o permette di scoprire luoghi altrimenti difficili da conoscere.

Il percorso stesso diventa parte del viaggio.

È una delle caratteristiche più affascinanti del cicloturismo: la possibilità di attribuire valore non soltanto alla destinazione, ma anche al tempo trascorso per raggiungerla.

Eppure, questa prospettiva potrebbe avere un significato anche nella mobilità quotidiana.

Se siamo disposti a percorrere chilometri in bicicletta per il piacere di attraversare un territorio, perché dovremmo considerare inevitabilmente sgradevole il tragitto tra casa e lavoro?

Le due esperienze non sono identiche.

Il cicloturismo appartiene prevalentemente al tempo libero, mentre gli spostamenti quotidiani rispondono a vincoli di orario, lavoro e organizzazione familiare.

Ma condividono un elemento: la qualità del percorso contribuisce a determinare la qualità dell’esperienza.

Ed è un principio che dovrebbe interessare tanto le destinazioni cicloturistiche quanto le amministrazioni impegnate nella pianificazione della mobilità urbana.


La sicurezza è una condizione per rendere la bicicletta desiderabile

C’è un limite importante da considerare nell’interpretazione della ricerca.

Lo studio osserva persone che già utilizzano differenti mezzi di trasporto.

Chi sceglie abitualmente la bicicletta potrebbe essere più predisposto ad apprezzare questa attività oppure disporre di condizioni di viaggio particolarmente favorevoli.

Non possiamo quindi affermare che convincere un automobilista a passare alla bicicletta produrrebbe automaticamente lo stesso livello di piacere.

La ricerca, inoltre, riguarda un contesto urbano specifico e non rappresenta necessariamente la situazione delle città italiane.

Proprio per questo è fondamentale distinguere il potenziale della mobilità ciclabile dalle condizioni effettive in cui viene praticata.

Una rete ciclabile continua, attraversamenti sicuri, manutenzione adeguata e percorsi affidabili possono contribuire a rendere più accessibile e gradevole l’esperienza.

La sicurezza non è un elemento separato dal piacere di pedalare.

È una delle condizioni che possono permettere a un numero maggiore di persone di vivere positivamente gli spostamenti in bicicletta.


Il ruolo di BikeTourism: non soltanto tracciare percorsi, ma migliorarne la qualità

Su BikeTourism lavoriamo per mappare l’Italia bike-friendly, valorizzando itinerari, servizi e luoghi accessibili a chi viaggia o si muove in bicicletta.

Ma una mappa non dovrebbe raccontare soltanto dove possiamo passare.

Dovrebbe aiutarci anche a comprendere le condizioni del percorso che stiamo per affrontare.

Una ciclovia ben mantenuta, una strada secondaria poco trafficata, un collegamento intermodale o un servizio realmente bike-friendly possono cambiare concretamente l’esperienza di chi pedala.

Allo stesso modo, conoscere in anticipo la presenza di un ostacolo, di una chiusura o di una criticità permette di affrontare un itinerario con maggiore consapevolezza.

È anche la direzione nella quale si inseriscono gli strumenti che stiamo sviluppando, come Bike Routes, Route Planner e BikeTourism Pulse.

Non possiamo misurare la felicità attraverso una mappa, ma possiamo contribuire a rendere le informazioni sui percorsi più accessibili e aggiornate.

E questo può aiutare le persone a vivere meglio il viaggio, sia durante una vacanza sia negli spostamenti quotidiani.


Una mobilità migliore non è necessariamente quella più veloce

La ricerca di Sydney non dimostra che la bicicletta sia la soluzione ideale per ogni persona e per ogni spostamento.

Distanze, condizioni fisiche, esigenze familiari e disponibilità di infrastrutture influenzano profondamente le scelte individuali.

Il punto non è stabilire che tutti debbano pedalare.

È creare città e territori nei quali chi desidera utilizzare la bicicletta possa farlo attraverso alternative sicure e realmente praticabili.

Perché se la mobilità è una componente inevitabile della nostra quotidianità, allora dovremmo preoccuparci non soltanto di ridurne i tempi, ma anche di migliorarne la qualità.

Forse la domanda non dovrebbe essere soltanto quanto tempo impieghiamo per arrivare, ma anche quanto ci piace il viaggio che stiamo facendo.

E voi, se poteste raggiungere il lavoro in bicicletta attraverso un percorso sicuro e piacevole, sareste disposti a impiegare qualche minuto in più rispetto all’automobile?


Fonte scientifica

Rissel C., Crane M., Wen L. M., Greaves S., Standen C. (2016). Satisfaction with transport and enjoyment of the commute by commuting mode in inner Sydney. Health Promotion Journal of Australia, 27(1), 80–83.

DOI: https://doi.org/10.1071/HE15044

PubMed: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26650670/

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