Ciclabili su ferrovie dismesse: da Torino al Friuli, un modello già realtà per il cicloturismo
Ciclabili su ferrovie dismesse: da Torino al Friuli, un modello già realtà per il cicloturismo
Andrea Della Rolle
Aprile 1, 2026
Da progetto a modello concreto: il caso di Torino
Trasformare binari ferroviari dismessi in piste ciclabili non è più solo una visione: con il progetto RI-REVERSE, Torino si inserisce in una strategia già sperimentata con successo in Italia.
L’obiettivo è chiaro: riconvertire infrastrutture obsolete in corridoi cicloturistici continui, sicuri e sostenibili, capaci di generare valore per territori e comunità.
🚧 Il progetto RI-REVERSE: cosa prevede
Il progetto punta al recupero di linee ferroviarie inutilizzate per creare nuove greenway.
I punti chiave:
- Recupero di tracciati ferroviari dismessi
- Realizzazione di piste ciclabili su sede ferroviaria
- Connessione tra territori urbani e aree interne
- Valorizzazione paesaggistica e turistica
Una strategia che consente di sfruttare infrastrutture già esistenti, riducendo tempi e costi di realizzazione.
🇮🇹 Il modello esiste già: la Ciclovia Alpe Adria
Un esempio concreto in Italia è la Ciclovia Alpe Adria Radweg, in Friuli Venezia Giulia.
In questo caso:
- la pista ciclabile è stata realizzata direttamente sul sedime della ex ferrovia
- sono stati riutilizzati ponti e gallerie ferroviarie
- il percorso offre pendenze dolci e continuità perfetta
Perché è un benchmark:
- oltre 180 km complessivi tra Austria e Italia
- altissima attrattività per cicloturisti internazionali
- forte impatto economico sui territori attraversati
👉 È la dimostrazione concreta che il modello funziona.
🌍 Un trend europeo consolidato
Il caso friulano si inserisce in una tendenza già diffusa in Europa:
- Germania: Bahntrassenradwege
- Francia: Voies Vertes
- Spagna: Vías Verdes
Le ex ferrovie diventano:
- infrastrutture ciclabili continue
- percorsi accessibili a tutti
- asset strategici per il turismo attivo
📊 Perché è strategico per l’Italia
Il recupero delle ferrovie dismesse risolve alcuni dei principali limiti del sistema cicloturistico italiano:
1. Continuità dei percorsi
Le ex ferrovie garantiscono:
- tracciati lineari
- connessioni lunghe distanza
- meno interruzioni
2. Accessibilità
Perfette per:
- famiglie
- cicloturismo leisure
- utenti internazionali
3. Efficienza degli investimenti
- riuso infrastrutturale
- minori costi rispetto a nuove opere
- tempi più rapidi
🧭 Da esperimento locale a strategia nazionale
Il progetto di Torino assume quindi un significato più ampio:
👉 non è un caso isolato, ma un possibile scaling di un modello già validato.
La vera opportunità è trasformare le ferrovie dismesse in una rete nazionale di ciclovie:
- collegare territori oggi marginali
- creare nuovi flussi turistici
- integrare la rete EuroVelo
🚀 Quanti chilometri possiamo recuperare?
L’Italia dispone di centinaia di chilometri di linee ferroviarie dismesse o sottoutilizzate.
Se convertite in infrastrutture ciclabili:
- aumenterebbe la competitività turistica
- si rafforzerebbe la mobilità sostenibile
- si creerebbe una vera rete cicloturistica nazionale
🧠 Conclusione
Torino non sta inventando un modello, ma sta intercettando una direzione già dimostrata efficace.
👉 La differenza la farà la capacità di:
- replicarlo
- scalarlo
- integrarlo in una visione nazionale
Il caso della Ciclovia Alpe Adria lo dimostra:
le ferrovie dismesse possono diventare una delle infrastrutture più potenti per il cicloturismo.

