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Ciclovie italiane 2026: quali sono davvero percorribili e quali esistono ancora solo a tratti

Ciclovie italiane 2026: quali sono davvero percorribili e quali esistono ancora solo a tratti

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Andrea Della Rolle

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Luglio 10, 2026

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Sulle mappe sembrano grandi autostrade per biciclette capaci di attraversare l’Italia da nord a sud. Quando però si prova a organizzare un viaggio, la situazione può apparire molto diversa: tratti perfettamente attrezzati si alternano a cantieri, strade aperte al traffico, collegamenti mancanti e percorsi che esistono ancora soprattutto nei documenti di progetto.

Il Sistema nazionale delle ciclovie turistiche comprende dieci grandi itinerari, per una rete pianificata di circa 6.000 chilometri. Lo stesso Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti precisa, però, che i tracciati individuati sono soltanto in parte già esistenti e percorribili.

La scadenza del 30 giugno 2026, entro la quale il PNRR prevedeva la realizzazione di 1.235 chilometri aggiuntivi di ciclovie turistiche, rende questo un momento particolarmente significativo per verificare che cosa sia effettivamente disponibile.


Una ciclovia non è necessariamente una pista ciclabile

Prima di analizzare i singoli itinerari è necessaria una distinzione.

Una pista ciclabile è uno spazio riservato prevalentemente o esclusivamente alle biciclette, fisicamente separato o delimitato rispetto al traffico automobilistico.

Una ciclovia, invece, può comprendere:

  • piste ciclabili protette;
  • strade secondarie a basso traffico;
  • argini e strade poderali;
  • percorsi sterrati;
  • tratti promiscui con pedoni;
  • collegamenti su strade ordinarie.

Un itinerario può quindi essere percorribile in bicicletta senza essere interamente protetto. Allo stesso modo, l’esistenza di alcuni tratti spettacolari non significa che l’intera ciclovia sia già continua, segnalata e pronta per accogliere un viaggio senza deviazioni.

Le valutazioni che seguono rappresentano una sintesi redazionale dello stato delle opere e non una classificazione ufficiale.


La situazione in sintesi

Ciclovia Stato a luglio 2026 Valutazione pratica
Ciclovia del Sole Lunghi tratti utilizzabili, ma collegamenti ancora in costruzione Percorribile con pianificazione
VENTO Diversi lotti completati o in lavorazione Non ancora continua
Ciclovia del Garda Singoli tratti spettacolari, anello incompleto Percorribile solo a sezioni
Ciclovia Adriatica Ottime infrastrutture locali alternate a vuoti Viaggio possibile con tratti stradali
Ciclovia Tirrenica Avanzata soprattutto in alcune aree liguri Ancora frammentata
Ciclovia dell’Acqua Alcune sezioni aperte, ampliamento in corso Non percorribile per tutti i 500 km
Ciclovia della Sardegna Tracciati ufficiali ancora in progettazione Non pronta come itinerario unitario
Ciclovia della Magna Grecia Interventi distribuiti in singoli lotti Prevalentemente un progetto
Trieste–Lignano–Venezia Molti segmenti pedalabili, lavori ancora attivi Percorribile con discontinuità
GRAB di Roma Tratti esistenti e cantieri in corso Anello non ancora completato

1. Ciclovia del Sole: la più vicina a un vero itinerario, ma non ancora continua

ciclovia del sole

La Ciclovia del Sole dovrebbe collegare il Brennero con Firenze, attraversando Trentino-Alto Adige, Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana.

È probabilmente una delle ciclovie nazionali più concretamente utilizzabili. Nel tratto settentrionale può appoggiarsi a infrastrutture consolidate come la ciclabile dell’Adige, mentre in Lombardia risultano completati circa 90 chilometri tra il confine con il Veneto e quello con l’Emilia-Romagna.

Anche il lungo percorso emiliano ricavato dall’ex ferrovia Bologna–Verona ha reso possibile pedalare su sezioni continue e protette. I lavori, però, non sono terminati ovunque. A maggio 2026 è stato inaugurato un nuovo ponte ciclopedonale sul Secchia, mentre il completamento del collegamento tra Bologna e l’aeroporto è previsto soltanto entro la fine del 2027.

Si può percorrere oggi?

Sì, ma non come pista ciclabile ininterrotta dal Brennero a Firenze.

È possibile costruire un viaggio di più giorni utilizzando i tratti realizzati e collegandoli con viabilità secondaria. Serve però una traccia aggiornata e occorre controllare attentamente il segmento scelto, soprattutto procedendo verso Bologna, l’Appennino e la Toscana.

Giudizio BikeTourism: percorribile come grande itinerario cicloturistico, ma non ancora completa secondo il progetto nazionale.


2. VENTO: il grande viaggio lungo il Po è ancora un mosaico

VENTO dovrebbe collegare Venezia a Torino seguendo prevalentemente il corso del Po, per una lunghezza di circa 680 chilometri.

È uno dei progetti più conosciuti e affascinanti, ma anche uno di quelli nei quali il nome della ciclovia può generare aspettative superiori alla situazione reale. Esistono argini, strade rurali, percorsi locali e sezioni già utilizzabili, ma i diversi lotti non formano ancora un’infrastruttura uniforme.

In Lombardia sono stati programmati sette lotti e il completamento dell’intera porzione regionale è indicato entro dicembre 2026. In Veneto il primo lotto è stato inaugurato nel marzo 2025, mentre la Regione prevedeva di portare a termine buona parte del tracciato veneto durante il 2026.

Si può percorrere oggi?

Sì, se la si affronta come un itinerario d’avventura e non come una ciclabile già conclusa.

Molte zone lungo il Po sono pedalabili, ma il cicloturista deve essere pronto a incontrare fondi differenti, deviazioni, raccordi su strada e sezioni non ancora organizzate secondo uno standard comune.

Giudizio BikeTourism: un viaggio possibile per cicloturisti preparati, non ancora un prodotto infrastrutturale continuo da Torino a Venezia.


3. Ciclovia del Garda: il tratto più fotografato non è l’intero anello

ciclabile del garda

Poche infrastrutture ciclabili italiane hanno ottenuto una visibilità paragonabile alla passerella sospesa sul lago realizzata a Limone sul Garda.

Le fotografie di quel breve segmento hanno contribuito a diffondere l’idea che sia già possibile compiere l’intero giro del Garda su una ciclabile affacciata sull’acqua. La realtà è molto diversa.

Nel maggio 2026 è stato aperto un nuovo tratto di circa due chilometri a Torri del Benaco, mentre alla fine di giugno sono state inaugurate altre due sezioni nell’area di Torbole. Sono avanzamenti importanti, ma riguardano ancora singoli segmenti.

Sul versante lombardo risultano in lavorazione circa 46 chilometri tra Sirmione e Gardone Riviera, mentre il complesso collegamento tra Gardone e Limone è ancora oggetto di valutazioni.

Anche in Trentino sono previsti ulteriori investimenti e opere per completare la sponda settentrionale del lago.

Si può percorrere oggi?

Il lago può essere circumnavigato in bicicletta, ma non interamente su ciclabile protetta.

In diversi punti è ancora necessario utilizzare strade trafficate, organizzare trasferimenti o ricorrere ai traghetti. Il percorso non è quindi adatto a chi immagina un anello semplice, continuo e completamente separato dalle automobili.

Giudizio BikeTourism: alcuni dei tratti ciclabili più spettacolari d’Italia, ma l’anello completo appartiene ancora al futuro.


4. Ciclovia Adriatica: eccellente in alcuni territori, discontinua su scala nazionale

La Ciclovia Adriatica dovrebbe estendersi da Chioggia al Gargano, seguendo la costa per circa 820 chilometri.

È probabilmente l’esempio più evidente di una ciclovia capace di offrire esperienze già straordinarie senza essere ancora completa.

In Abruzzo, la Via Verde della Costa dei Trabocchi rappresenta uno dei tratti più riconoscibili e attrezzati dell’intero progetto. Nel 2026 sono proseguiti gli interventi per migliorarne accessibilità e servizi.

In Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo e Molise esistono altre sezioni ciclabili, lungomari e percorsi locali. Restano però collegamenti mancanti, attraversamenti urbani e tratti nei quali è necessario tornare sulla viabilità ordinaria. Nel giugno 2026 la Regione Marche parlava ancora esplicitamente del completamento delle sezioni mancanti.

Anche in Emilia-Romagna sono ancora previsti nuovi attraversamenti e opere necessarie alla continuità della dorsale.

Si può percorrere oggi?

Sì, ma non seguendo un’unica pista ciclabile continua lungo tutta la costa.

È possibile progettare un viaggio sull’Adriatico, soprattutto scegliendo i tratti più avanzati. Occorre però mettere in conto strade urbane, raccordi promiscui e deviazioni.

Giudizio BikeTourism: una delle migliori ciclovie per viaggiare già oggi, purché non si confonda l’itinerario complessivo con una pista protetta continua.


5. Ciclovia Tirrenica: grandi progressi in Liguria, ma il percorso fino a Roma è frammentato

La Ciclovia Tirrenica è stata progettata per collegare Ventimiglia a Roma attraversando Liguria, Toscana e Lazio.

Il tratto ligure è quello che negli ultimi anni ha registrato alcuni degli avanzamenti più visibili. Nel 2026 sono state aperte nuove sezioni nel Golfo Dianese e sono proseguiti gli interventi per recuperare vecchi sedimi ferroviari lungo la costa.

La stessa Regione Liguria, tuttavia, definisce la Tirrenica come un itinerario in parte già realizzato e in parte ancora in corso di completamento.

Nel marzo 2026 è diventato fruibile un nuovo collegamento nel Golfo Dianese, mentre ulteriori aperture sono state annunciate nei mesi successivi.

Procedendo verso Toscana e Lazio, la continuità diventa meno evidente. Nel Lazio sono ancora previsti interventi per collegare Roma con il litorale settentrionale e integrare i percorsi esistenti con il GRAB.

Si può percorrere oggi?

Sì, costruendo un itinerario misto tra ciclabili e strade.

La Liguria di Ponente offre alcune sezioni di grande qualità, ma non bisogna aspettarsi 870 chilometri già segnalati e separati dal traffico fino alla capitale.

Giudizio BikeTourism: molto interessante per singole tappe e viaggi regionali, non ancora uniforme come dorsale nazionale.


6. Ciclovia dell’Acqua: il sogno dei 500 chilometri è ancora lontano

La Ciclovia dell’Acqua, conosciuta anche come Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, dovrebbe seguire il tracciato della grande infrastruttura idrica da Caposele, in Campania, fino a Santa Maria di Leuca.

Il progetto complessivo supera i 500 chilometri e possiede un potenziale enorme: attraversare aree interne, borghi e paesaggi rurali seguendo una linea storica già presente nel territorio.

Il percorso attualmente più conosciuto si trova tra la Valle d’Itria e l’area di Ceglie Messapica. Nel 2024 Acquedotto Pugliese indicava circa 22 chilometri esistenti e l’obiettivo di estendere l’infrastruttura fino a circa 192 chilometri attraverso gli interventi finanziati.

A luglio 2026 la pagina ufficiale dedicata agli investimenti PNRR continua a indicare l’intervento come in corso.

Si può percorrere oggi?

Solo in alcune sezioni.

È possibile pedalare sui tratti già recuperati, ma non esiste ancora una ciclovia attrezzata e continua da Caposele a Santa Maria di Leuca.

Giudizio BikeTourism: uno dei progetti più suggestivi d’Italia, ma i 500 chilometri vengono spesso raccontati come se fossero già disponibili.


7. Ciclovia della Sardegna: un progetto enorme, ma non ancora un anello pronto

La Ciclovia della Sardegna dovrebbe svilupparsi per oltre 1.000 chilometri, creando una grande rete regionale con collegamenti tra porti, città, coste e aree interne.

Il portale istituzionale dedicato al progetto avverte chiaramente che i tracciati pubblicati non sono ancora definitivi né percorribili nella configurazione proposta.

Gli interventi finanziati si stanno concentrando su alcuni itinerari prioritari, tra cui i collegamenti Cagliari–Elmas–Barumini, Barumini–Oristano e Oristano–Bosa.

Questo non significa che la Sardegna non possa essere attraversata in bicicletta. Esistono moltissime strade e percorsi adatti al cicloturismo. Significa, però, che non è ancora possibile seguire una “Ciclovia della Sardegna” unitaria, completa e riconoscibile come quella rappresentata nelle mappe progettuali.

Si può percorrere oggi?

Non nella configurazione ufficiale complessiva.

È necessario creare un itinerario personale, verificando strade, fondi, traffico, disponibilità di acqua e distanze tra i servizi.

Giudizio BikeTourism: destinazione cicloturistica già straordinaria, ciclovia nazionale ancora prevalentemente in fase di realizzazione.


8. Ciclovia della Magna Grecia: mille chilometri suddivisi in piccoli interventi

La Ciclovia della Magna Grecia dovrebbe collegare Basilicata, Calabria e Sicilia lungo un itinerario di circa 1.000 chilometri.

Anche in questo caso, però, la dimensione complessiva del progetto non corrisponde a quella delle infrastrutture già disponibili.

In Basilicata è stato sviluppato il progetto definitivo di un primo lotto tra il Tempio di Hera e la stazione di Metaponto. In Calabria sono in corso le attività per realizzare la porzione regionale, mentre in Sicilia gli interventi procedono attraverso singoli lotti, come quello previsto nell’area tra Messina e Mili Marina.

Si può percorrere oggi?

Non come ciclovia nazionale continua e segnalata.

È possibile costruire un viaggio attraverso le regioni coinvolte, ma utilizzando prevalentemente strade e itinerari locali, non una dorsale già completata.

Giudizio BikeTourism: il nome identifica oggi soprattutto un grande progetto territoriale composto da opere ancora separate.


9. Ciclovia Trieste–Lignano–Venezia: molti tasselli, continuità ancora da completare

Il progetto dovrebbe unire Trieste e Venezia attraverso il litorale del Friuli-Venezia Giulia e del Veneto.

Le due regioni dispongono già di reti ciclabili, itinerari turistici e tratti costieri molto frequentati. Nel 2026 sono però proseguiti lavori su diversi segmenti friulani, compresi nuovi percorsi di circa 10 e 16 chilometri, mentre altri cantieri nell’area di Grado hanno una conclusione prevista entro la fine dell’anno.

La Regione Veneto aveva previsto il completamento della propria parte entro maggio 2026, ma la continuità complessiva dipende anche dal raccordo con i tratti friulani e dai collegamenti locali.

Si può percorrere oggi?

In buona parte sì, ma preparando accuratamente la traccia.

Il viaggio può sfruttare itinerari esistenti e sezioni già realizzate, senza però aspettarsi uno standard unico e una continuità perfetta sull’intero asse.

Giudizio BikeTourism: una delle dorsali più vicine a diventare un prodotto cicloturistico completo, ma ancora caratterizzata da alcuni cantieri e discontinuità.


10. GRAB: il grande anello di Roma è ancora un cantiere

Il GRAB, Grande Raccordo Anulare delle Bici, è un itinerario urbano di circa 44 chilometri pensato per collegare parchi, aree archeologiche, quartieri e monumenti della capitale.

Alcune porzioni utilizzano percorsi e ciclabili già esistenti, ma l’opera complessiva non è ancora terminata. Nel marzo 2026 sono stati avviati i lavori del secondo lotto, mentre il portale di Roma Capitale continua a indicare il progetto come in corso.

Si può percorrere oggi?

Solo in parte e non ancora come anello completo secondo il progetto definitivo.

È possibile visitare molti dei luoghi interessati utilizzando la rete esistente, ma occorre gestire interruzioni, traffico urbano e deviazioni.

Giudizio BikeTourism: un progetto di enorme valore per Roma, ma non ancora il percorso circolare continuo mostrato nelle rappresentazioni ufficiali.


Quali ciclovie sono davvero utilizzabili per un viaggio nel 2026?

Tra le dieci ciclovie nazionali, quelle che oggi consentono più facilmente di costruire un viaggio di più giorni sono:

  • Ciclovia del Sole, soprattutto nelle regioni settentrionali e in Emilia-Romagna;
  • Ciclovia Adriatica, scegliendo le sezioni più avanzate tra Romagna, Marche e Abruzzo;
  • Ciclovia Tirrenica, in particolare sfruttando i tratti liguri già recuperati;
  • VENTO, a condizione di utilizzare una traccia aggiornata e accettare raccordi su viabilità ordinaria;
  • Trieste–Lignano–Venezia, integrando le infrastrutture già esistenti con i collegamenti locali.

Questo non significa che siano già interamente protette o concluse. Significa che dispongono di una quantità sufficiente di tratti e percorsi alternativi per organizzare un’esperienza cicloturistica reale.

La Ciclovia del Garda, quella dell’Acqua, la Ciclovia della Sardegna e la Magna Grecia devono invece essere considerate con maggiore cautela: le distanze comunicate si riferiscono soprattutto alla dimensione finale dei progetti, non necessariamente ai chilometri già disponibili in forma continua.


Come evitare sorprese prima della partenza

Il nome di una ciclovia non è sufficiente per pianificare un viaggio. Prima di partire è consigliabile:

  1. controllare la data di aggiornamento della traccia GPX;
  2. verificare eventuali ordinanze, cantieri e deviazioni;
  3. distinguere i tratti protetti da quelli su strada;
  4. verificare il tipo di fondo;
  5. controllare ponti, traghetti e attraversamenti;
  6. individuare stazioni ferroviarie e possibili vie di uscita;
  7. consultare segnalazioni recenti lasciate da altri cicloturisti.

Una gravel, una trekking bike o una e-bike con coperture adeguate rappresentano spesso la scelta più versatile, perché molti itinerari alternano asfalto, strade bianche e superfici meno regolari.


BikeTourism Pulse: le ciclovie raccontate da chi le percorre

Cantieri, frane, ostacoli, deviazioni e tratti temporaneamente interrotti possono modificare rapidamente la percorribilità di un itinerario. Le informazioni ufficiali e le tracce GPX, per quanto accurate, non sempre riescono a descrivere in tempo reale ciò che il cicloturista incontrerà lungo il percorso.

Per questo BikeTourism sta sperimentando BikeTourism Pulse, uno strumento attraverso il quale chi pedala può segnalare direttamente le condizioni riscontrate lungo una ciclovia: ostacoli, interruzioni, problemi del fondo o altre criticità utili alla community.

L’obiettivo è affiancare alle informazioni progettuali e istituzionali una lettura aggiornata del territorio, costruita grazie alle esperienze di chi le ciclovie le percorre realmente.

Vuoi partecipare alla sperimentazione di BikeTourism Pulse? Stiamo cercando cicloturisti disponibili a testare lo strumento e a condividere segnalazioni raccolte lungo i propri percorsi. Scrivici per candidarti alla fase beta e contribuire a rendere le informazioni sulle ciclovie più utili, aggiornate e affidabili.


Una rete in costruzione, non una promessa inutile

Il fatto che molte ciclovie non siano ancora complete non significa che gli investimenti siano inutili o che i percorsi non possano essere pedalati.

Negli ultimi anni sono stati aperti ponti, recuperate ferrovie dismesse, costruite passerelle e connessi territori che prima non disponevano di alcuna infrastruttura ciclabile. Il problema nasce quando la lunghezza finale di un progetto viene comunicata senza distinguere chiaramente ciò che è già percorribile da ciò che deve ancora essere realizzato.

Per un cicloturista, sapere che una ciclovia sarà lunga 500 o 1.000 chilometri serve a poco se non è possibile capire quali tratti siano aperti oggi, dove finisca la pista protetta e quali alternative siano necessarie.

La vera sfida del 2026 non è soltanto inaugurare nuovi chilometri. È rendere disponibili informazioni verificabili, tracce aggiornate e indicazioni comprensibili anche a chi non conosce il territorio.

Hai percorso recentemente una di queste ciclovie? Raccontaci quali tratti hai trovato realmente aperti, dove hai incontrato interruzioni e quali collegamenti consiglieresti: le informazioni della community possono aiutare chi sta preparando il prossimo viaggio.

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