Andrea Della Rolle
Settembre 19, 2026
Da Genova a Cerveteri attraversando Liguria, Toscana e Lazio. Quasi 1.250 chilometri tra mare, Appennino, Alpi Apuane, città d’arte, Maremma, borghi del tufo e territori etruschi. La Tuscus Way è un grande viaggio in bici attraverso alcuni dei paesaggi più diversi dell’Italia centrale.
Genova può essere un punto di arrivo. Ma anche un punto da cui ripartire.
Qui termina la Via Postumia proveniente dal Nord Italia e da qui prende forma un altro progetto di Andrea Vitiello: la Tuscus Way, un itinerario che si dirige verso sud attraversando Liguria, Toscana e Lazio fino a raggiungere Cerveteri.
Un percorso di circa 1.250 chilometri, con oltre 22.000 metri di dislivello positivo, costruito cercando strade secondarie, ciclovie, sterrati, sentieri e collegamenti capaci di mettere in relazione paesaggio, storia e territori.
Non è semplicemente una ciclovia da seguire.
È un viaggio che cambia continuamente carattere.
Si parte dal Mediterraneo ligure, si attraversano l’Appennino e le Alpi Apuane, si entra nella Garfagnana, si raggiungono Lucca e Firenze, si pedala tra San Gimignano e Volterra, si entra nella Maremma e infine nella Tuscia.
E mentre il paesaggio cambia, emerge progressivamente uno dei fili culturali che hanno dato il nome al progetto: quello degli Etruschi, i Tusci.
La Tuscus Way in breve
Partenza: Genova
Arrivo: Cerveteri
Lunghezza: circa 1.248 km
Dislivello positivo complessivo: circa 22.630 m D+
Regioni attraversate: Liguria, Toscana, Lazio
Tipologia: itinerario cicloturistico di lunga percorrenza
Fondo: misto
Bici consigliata: gravel, trekking robusta, MTB o e-bike adatta al viaggio
Navigazione: traccia GPX fortemente consigliata
Suddivisione BikeTourism: 10 macrotracce
Le distanze e i dislivelli devono essere considerati indicativi: elaborazioni differenti della stessa traccia possono produrre valori altimetrici anche sensibilmente diversi.
Un itinerario contemporaneo attraverso territori antichi
Il nome Tuscus Way richiama direttamente i Tusci, termine utilizzato in epoca romana per indicare gli Etruschi.
Ma sarebbe riduttivo interpretare il percorso come una semplice “via degli Etruschi”.
La Tuscus Way non ricostruisce una singola strada storica. È invece un itinerario cicloturistico contemporaneo che attraversa territori nei quali la presenza etrusca rappresenta uno dei tanti elementi capaci di dare continuità al viaggio.
Accanto alle aree archeologiche si incontrano città medievali, borghi rinascimentali, paesaggi montani, vecchie infrastrutture ferroviarie recuperate, parchi naturali e piccoli centri dell’Italia interna.
È proprio questa stratificazione a renderla interessante.
La storia non viene cercata soltanto nei grandi monumenti, ma nel paesaggio stesso attraversato dalla bicicletta.
Da Genova verso sud
La Tuscus Way parte dal cuore di Genova, nei pressi di Palazzo San Giorgio.
I primi chilometri seguono il rapporto strettissimo tra città e mare: Corso Italia, Boccadasse, Nervi e la Passeggiata Anita Garibaldi.
Poi il percorso cambia immediatamente carattere.
Dalla costa si sale verso l’entroterra ligure in direzione del Monte Cornua, attraversando Uscio, Tribogna e Ferrada.
La Ciclovia dell’Ardesia accompagna nuovamente verso il mare e Lavagna, prima di proseguire verso Sestri Levante.
Da qui il viaggio riprende quota verso il Passo del Bracco.
Framura introduce uno dei tratti più riconoscibili di questa prima parte: la Ciclovia MareMonti, realizzata lungo il vecchio sedime ferroviario della costa ligure e diretta verso Levanto.
Ma le salite non sono finite.
Si torna in quota verso il Santuario di Soviore prima di dirigersi verso La Spezia.
Tappa 1 — Genova → La Spezia
162 km — circa 3.070 m D+
Una prima macrotraccia che racconta immediatamente cosa aspettarsi dalla Tuscus Way: mare, salite, borghi, vecchie ferrovie e continui cambiamenti di paesaggio.
Dal Golfo dei Poeti alle Alpi Apuane
Lasciata La Spezia si attraversano le colline sopra il Golfo dei Poeti, passando per Pitelli, La Serra e Montemarcello.
Superata Ameglia, il percorso attraversa il Magra e incontra l’antica Luni, prima di puntare verso Carrara.
Ed è qui che il viaggio cambia nuovamente dimensione.
Le Alpi Apuane entrano nel paesaggio.
Da Carrara si sale attraverso Gragnana e Castelpoggio per poi entrare progressivamente in Lunigiana.
Marciaso, Monzone ed Equi Terme anticipano un settore montano spettacolare, nel quale la Tuscus Way raggiunge Ugliancaldo e il lago di Gramolazzo, sovrastato dalle vette apuane.
Più avanti si incontrano Campocatino e il lago di Vagli.
L’arrivo a Careggine conclude una delle sezioni più impegnative dell’intero itinerario.
Tappa 2 — La Spezia → Careggine
124 km — circa 3.310 m D+
Una BikeRoute da interpretare più come segmento territoriale che come tappa giornaliera: distanza e dislivello suggeriscono di dividerla in più giorni.
Nel cuore della Garfagnana
Da Careggine si scende verso Castelnuovo di Garfagnana, storico centro della valle e luogo legato anche alla presenza di Ludovico Ariosto.
Il percorso continua quindi verso Castelvecchio Pascoli, Barga e Coreglia Antelminelli.
È una Toscana molto diversa da quella delle immagini più conosciute delle colline senesi.
Qui dominano montagne, boschi, vallate profonde e piccoli borghi.
Superata Ghivizzano, la traccia si inoltra attraverso un territorio ancora più appartato, raggiungendo Fabbriche di Vergemoli e poi Pescaglia e Diecimo.
Il finale conduce a Borgo a Mozzano, davanti a uno dei simboli di questa parte di Toscana: il Ponte della Maddalena, conosciuto soprattutto come Ponte del Diavolo.
Tappa 3 — Careggine → Borgo a Mozzano
101 km — circa 2.080 m D+
Da Borgo a Mozzano a Firenze
La quarta macrotraccia è la più lunga della suddivisione BikeTourism.
Da Borgo a Mozzano si prosegue verso Fornoli e Bagni di Lucca, per poi affrontare nuovi settori collinari attraverso Boveglio e Villa Basilica.
Progressivamente si ritorna nella valle del Serchio.
E poi arriva Lucca.
L’attraversamento della città rappresenta uno dei grandi momenti urbani del viaggio, prima di proseguire lungo il corridoio dell’acquedotto e tornare sulle colline.
Sant’Andrea di Compito introduce a una parte più scorrevole del percorso.
Si incontrano Altopascio, Fucecchio e San Miniato.
Poi Vinci, paese natale di Leonardo.
Da qui nuove colline portano verso Bacchereto, Carmignano e Poggio a Caiano.
A Signa la Tuscus Way intercetta infine il sistema ciclabile lungo l’Arno, utilizzandolo per raggiungere Firenze.
Tappa 4 — Borgo a Mozzano → Firenze
187 km — circa 3.040 m D+
Anche in questo caso non va interpretata necessariamente come singola tappa: è una macrotraccia che può essere organizzata facilmente in più giornate.
Firenze, San Gimignano e Volterra
Lasciata Firenze si sale verso San Miniato al Monte e quindi verso la Certosa di Galluzzo.
Da questo momento la Tuscus Way entra in uno dei paesaggi maggiormente associati all’immaginario della Toscana.
Colline, strade secondarie, vigneti e borghi si susseguono verso San Casciano in Val di Pesa e Montespertoli.
Si raggiunge quindi Certaldo.
Poco più avanti appare San Gimignano, con il suo profilo inconfondibile.
La strada continua però verso uno dei luoghi più importanti dell’intero viaggio.
Volterra segna infatti un passaggio ideale: il rapporto con il mondo etrusco, presente fin dall’identità stessa della Tuscus Way, diventa progressivamente più evidente.
Tappa 5 — Firenze → Volterra
109 km — circa 2.340 m D+
Dalla Val di Cecina alle Colline Metallifere
Da Volterra si riparte passando accanto alle Balze e scendendo verso Saline di Volterra.
Dopo Ponteginori il percorso ricomincia a salire verso Querceto.
La Tuscus Way entra quindi nel territorio della Riserva naturale di Monterufoli, attraversando una Toscana più selvaggia e meno urbanizzata.
Boschi, strade isolate e continui cambiamenti di quota conducono verso Monterotondo Marittimo.
Il paesaggio è ormai quello delle Colline Metallifere.
Dopo Niccioleta si raggiunge infine Massa Marittima, con il suo straordinario centro storico raccolto attorno a Piazza Garibaldi.
Tappa 6 — Volterra → Massa Marittima
90,9 km — circa 1.820 m D+
La Tuscus Way entra in Maremma
Da Massa Marittima la strada comincia a perdere quota.
Il percorso passa vicino al lago dell’Accesa e continua verso Gavorrano e Caldana.
Poi arriva Vetulonia.
Qui il collegamento con il passato etrusco diventa ancora più evidente: il territorio conserva importanti testimonianze archeologiche che raccontano la lunga storia dell’insediamento.
La traccia scende quindi verso la pianura maremmana e raggiunge Grosseto.
Uscendo dalla città si utilizzano percorsi ciclabili in direzione del territorio di Alberese e del Parco della Maremma.
Ma la Tuscus Way non resta sulla costa.
Torna nell’entroterra passando per Montiano e Magliano in Toscana.
L’ultima salita conduce a Scansano.
Tappa 7 — Massa Marittima → Scansano
134 km — circa 1.890 m D+
Pitigliano, Sovana e Sorano: nel paesaggio del tufo
Se c’è una sezione capace di sintetizzare l’identità della Tuscus Way è probabilmente quella che parte da Scansano.
Dopo una successione di salite e discese si raggiungono Saturnia e Montemerano.
Il paesaggio cambia ancora.
La strada entra nel territorio del tufo e conduce verso Pitigliano, costruita sulla rupe e riconoscibile già da lontano.
Seguono Sovana e Sorano.
Qui il viaggio attraversa uno dei territori più particolari della Toscana meridionale, fatto di antichi insediamenti, necropoli, sentieri e profonde vie scavate nella roccia.
Passando da Onano si entra nel Lazio.
Grotte di Castro anticipa l’incontro con il lago di Bolsena.
La traccia sale quindi verso Gradoli e Latera, raggiunge Valentano e infine scende a Capodimonte, direttamente sulle sponde del lago.
Tappa 8 — Scansano → Capodimonte
158 km — circa 2.850 m D+
Dal lago di Bolsena al lago di Bracciano
La Tuscus Way continua lungo il lago fino a Marta e poi si allontana dalle sue rive verso Tuscania.
È uno dei passaggi più significativi della parte laziale.
Da qui il percorso continua prevalentemente lungo strade secondarie verso Viterbo.
La città dei Papi segna un’altra importante tappa culturale, ma la strada continua verso Vetralla e successivamente entra in un territorio sempre più rurale.
Blera e Civitella Cesi precedono l’ingresso nell’area del Parco regionale Marturanum.
Barbarano Romano, Vejano e Oriolo Romano scandiscono quindi l’avvicinamento verso Manziana.
Pochi chilometri più avanti appare il lago di Bracciano.
Tappa 9 — Capodimonte → Bracciano
139 km — circa 1.840 m D+
Gli ultimi chilometri verso Cerveteri
Dopo oltre 1.200 chilometri, l’ultima macrotraccia è anche la più breve.
Da Bracciano si pedala verso Anguillara Sabazia, seguendo un territorio di dolci saliscendi.
Lasciato il lago, la traccia punta progressivamente verso il Tirreno.
Si passa da Ceri, piccolo borgo costruito su uno sperone tufaceo.
Poi arriva Cerveteri.
Ed è difficile immaginare un punto di arrivo più coerente per un itinerario chiamato Tuscus Way.
La Necropoli della Banditaccia, insieme a quella di Tarquinia, costituisce una delle testimonianze più importanti lasciate dalla civiltà etrusca ed è riconosciuta come patrimonio mondiale UNESCO.
Il viaggio iniziato davanti al mare di Genova termina così in uno dei luoghi simbolo della cultura che ha contribuito a dare il nome all’intero progetto.
Tappa 10 — Bracciano → Cerveteri
43 km — circa 390 m D+
Le 10 BikeRoute della Tuscus Way
Per rendere un itinerario così lungo più semplice da consultare e programmare, su BikeTourism la Tuscus Way viene organizzata in 10 BikeRoute collegate tra loro.
| BikeRoute | Distanza | D+ |
|---|---|---|
| Genova → La Spezia | 162 km | 3.070 m |
| La Spezia → Careggine | 124 km | 3.310 m |
| Careggine → Borgo a Mozzano | 101 km | 2.080 m |
| Borgo a Mozzano → Firenze | 187 km | 3.040 m |
| Firenze → Volterra | 109 km | 2.340 m |
| Volterra → Massa Marittima | 90,9 km | 1.820 m |
| Massa Marittima → Scansano | 134 km | 1.890 m |
| Scansano → Capodimonte | 158 km | 2.850 m |
| Capodimonte → Bracciano | 139 km | 1.840 m |
| Bracciano → Cerveteri | 43 km | 390 m |
Totale indicativo: 1.247,9 km e 22.630 metri di dislivello positivo.
Questa suddivisione non deve essere interpretata come un piano obbligatorio di viaggio.
Alcune macrotracce superano abbondantemente i 100 chilometri e presentano dislivelli importanti. La loro funzione è soprattutto organizzare geograficamente la Tuscus Way e permettere di consultare separatamente mappa, altimetria, traccia GPX e punti attraversati.
Ogni cicloviaggiatore potrà poi costruire le proprie tappe sulla base di allenamento, tempo disponibile, strutture ricettive e luoghi che desidera visitare.
Quanto tempo serve per percorrere la Tuscus Way?
Su un percorso di quasi 1.250 chilometri la semplice distanza racconta solo una parte della difficoltà.
Il dislivello è importante e alcune sezioni attraversano territori montani o collinari dove la velocità media può diminuire sensibilmente.
Per percorrere l’intera Tuscus Way ha senso immaginare almeno due settimane, mentre una disponibilità di circa 18-20 giorni permette di trasformare maggiormente il viaggio in un’esperienza di scoperta dei territori.
Lucca, Firenze, San Gimignano, Volterra, Massa Marittima, Pitigliano, Viterbo e i molti piccoli borghi incontrati lungo la strada meritano infatti qualcosa di più di un semplice passaggio.
Ma non è necessario percorrerla tutta.
La suddivisione in BikeRoute permette di utilizzare la Tuscus Way anche come una raccolta di itinerari di più giorni, scegliendo soltanto una regione o una parte del percorso.
Una strada, molti viaggi
Forse la caratteristica più interessante della Tuscus Way è proprio la sua difficoltà a lasciarsi definire da un unico paesaggio.
È Liguria e Mediterraneo.
È Appennino.
Sono le Alpi Apuane e la Garfagnana.
Sono Lucca e Firenze.
Sono le colline di San Gimignano e Volterra.
È la Maremma.
Sono Pitigliano, Sovana e Sorano.
Sono i laghi di Bolsena e Bracciano.
Ed è infine la Tuscia.
Non c’è un solo territorio che possa rappresentare la Tuscus Way.
La continuità è data dal viaggio stesso.
E la Variante Tirrenica?
Il progetto comprende anche una Variante Tirrenica che, a partire dall’area di Volterra, scende maggiormente verso la costa attraversando Campiglia Marittima, Castiglione della Pescaia, Talamone, Orbetello e Vulci prima di dirigersi verso Cerveteri.
Nella documentazione attuale questa variante viene però indicata come ancora da verificare.
Per questo BikeTourism ha scelto di concentrarsi inizialmente sul tracciato centrale della Tuscus Way.
Una volta completata la verifica della variante, potrà diventare a sua volta un itinerario autonomo da raccontare e mappare.
Prima di partire
Come per ogni itinerario cicloturistico di lunga percorrenza, la traccia GPX deve essere considerata lo strumento principale per la navigazione.
Condizioni dei sentieri, viabilità, lavori, frane o altre situazioni locali possono inoltre cambiare nel tempo.
È quindi sempre consigliabile verificare la versione più aggiornata del percorso prima della partenza e pianificare con attenzione pernottamenti, punti di approvvigionamento e autonomia, soprattutto nei settori montani e più isolati.
Dalla Via Postumia alla Tuscus Way
Vista insieme alla Via Postumia, la Tuscus Way assume una dimensione ancora più interessante.
La Via Postumia attraversa il Nord Italia fino a Genova.
La Tuscus Way prende idealmente il testimone e continua verso sud.
Due percorsi diversi, ma collegati.
Due modi di attraversare territori, conoscere comunità e leggere il paesaggio dalla sella di una bicicletta.
Per chi vuole affrontare l’intero itinerario ci sono quasi 1.250 chilometri da pedalare.
Per tutti gli altri ci sono dieci BikeRoute da cui iniziare.
Perché una grande ciclovia non deve necessariamente essere percorsa tutta in una volta: può diventare una porta d’ingresso verso territori che ancora non conosciamo.











