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Italia in bici fuori dalle rotte più conosciute: 7 itinerari da scoprire

Italia in bici fuori dalle rotte più conosciute: 7 itinerari da scoprire

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Andrea Della Rolle

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Agosto 30, 2026

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Quando si parla di cicloturismo in Italia, alcuni nomi tornano quasi inevitabilmente: le grandi ciclovie alpine, il Garda, l’Alpe Adria, le Dolomiti, la Via Verde della Costa dei Trabocchi.

Percorsi che hanno conquistato una notorietà meritata, ma che raccontano soltanto una parte dell’Italia che si può attraversare in bicicletta.

Esiste infatti un’altra geografia cicloturistica, fatta di fiumi da seguire verso il mare, antichi cammini, acquedotti, ferrovie dismesse, argini, paesaggi rurali e territori ancora lontani dai grandi flussi turistici.

Abbiamo scelto sette itinerari italiani da scoprire in bicicletta, accomunati da una caratteristica importante: per ciascuno è possibile reperire una traccia GPX e trasformare l’idea di un viaggio in un percorso concreto da pianificare.

Non sono tutti ciclovie protette e continue. Alcuni utilizzano strade secondarie, sterrati o tracciati nati originariamente con funzioni diverse. Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti: mostrano quanto il cicloturismo italiano possa andare oltre le destinazioni già conosciute.


1. Ciclovia dell’Ofanto: dall’Appennino all’Adriatico seguendo il fiume

Ciclovia dell'Ofanto

Campania, Basilicata e Puglia

La Ciclovia dell’Ofanto permette di attraversare una parte del Sud Italia seguendo un elemento geografico preciso: il fiume.

L’itinerario si sviluppa per circa 150 chilometri, dall’Appennino meridionale verso la pianura pugliese e l’Adriatico, attraversando Campania, Basilicata e Puglia.

Il paesaggio cambia continuamente.

Si parte dalle aree interne dell’Irpinia, si attraversa il territorio del Vulture e si entra progressivamente nella Valle dell’Ofanto, fino a raggiungere la Puglia e uno dei luoghi simbolo della storia romana: Canne della Battaglia.

Il percorso utilizza prevalentemente strade asfaltate e secondarie a basso traffico. Non si tratta però di una ciclovia completamente separata dalla viabilità ordinaria e, soprattutto nei settori campano e lucano, il livello di infrastrutturazione può variare.

È proprio per questo un itinerario indicato soprattutto per chi è abituato a viaggiare in autonomia e considera la bicicletta uno strumento per attraversare e conoscere il territorio, non soltanto per pedalare su piste ciclabili dedicate.

In breve

  • Lunghezza: circa 150 km
  • Regioni: Campania, Basilicata, Puglia
  • Fondo prevalente: asfalto
  • Difficoltà: media
  • Bici consigliata: trekking, gravel, MTB
  • Paesaggio: Appennino, aree rurali, valle fluviale, pianura
  • GPX: disponibile

→ Scopri la BikeRoute della Ciclovia dell’Ofanto su BikeTourism


2. Ciclovia della Valle dell’Aterno: l’Abruzzo interno seguendo il fiume

Ciclovia Valle Aterno

Abruzzo

A pochi chilometri dai percorsi più conosciuti dell’Abruzzo esiste un itinerario che segue il corso dell’Aterno attraverso borghi medievali, campagne e paesaggi dell’Appennino centrale.

La Ciclovia della Valle dell’Aterno parte dall’area dell’Aquila e procede verso sud seguendo la valle fino a Tione degli Abruzzi, attraversando uno dei territori meno conosciuti della regione.

Il percorso misura circa 37 chilometri e presenta una difficoltà media, con un dislivello relativamente contenuto.

Lasciata L’Aquila, l’itinerario scende verso Sant’Elia e Monticchio per poi raggiungere Fossa, dove si trova la chiesa medievale di Santa Maria ad Cryptas. Poco più avanti, una deviazione permette di raggiungere anche le Grotte di Stiffe, uno dei complessi carsici più interessanti dell’Abruzzo.

Proseguendo lungo il fiume si incontrano il ponte romano di Campana, Fontecchio e diversi piccoli centri della media Valle dell’Aterno, entrando progressivamente nel territorio del Parco Regionale Sirente-Velino.

Il percorso termina attualmente a Tione degli Abruzzi, in un paesaggio caratterizzato da torri medievali, antichi mulini e piccoli borghi fortificati.

È un itinerario relativamente breve rispetto alle grandi ciclovie nazionali, ma proprio per questo può essere interessante anche come escursione giornaliera o come primo approccio cicloturistico all’Abruzzo interno.

In breve

  • Lunghezza: circa 37 km
  • Regione: Abruzzo
  • Partenza: L’Aquila
  • Arrivo: Tione degli Abruzzi
  • Difficoltà: media
  • Dislivello positivo: circa 240 m
  • Bici consigliata: trekking, gravel, e-bike
  • Da non perdere: Valle dell’Aterno, Fossa, Grotte di Stiffe, Fontecchio, Parco Sirente-Velino
  • GPX: disponibile

→ Scopri la BikeRoute della Ciclovia della Valle dell’Aterno su BikeTourism


3. Greenway del Nera: borghi, fiume e vecchia ferrovia nel cuore dell’Umbria

Umbria

Ci sono itinerari cicloturistici costruiti seguendo una strada e altri che sembrano nascere direttamente dalla geografia.

La Greenway del Nera appartiene alla seconda categoria.

Il percorso attraversa la Valnerina seguendo il corso del fiume Nera e collegando alcuni dei luoghi più caratteristici dell’Umbria meridionale.

Dall’area della Cascata delle Marmore si procede verso Arrone, Ferentillo e i borghi dell’alta valle, immersi in un paesaggio dominato dall’acqua, dalla vegetazione e dalle montagne che racchiudono la valle.

Uno degli elementi più interessanti è il recupero di alcuni tratti della vecchia ferrovia Spoleto-Norcia.

Tra Piedipaterno, Borgo Cerreto e Triponzo il percorso utilizza in parte l’antico sedime ferroviario, attraversando ponti e gallerie che aggiungono una dimensione particolare al viaggio.

Il fondo alterna asfalto e sterrato e la difficoltà cambia a seconda del segmento percorso. Alcuni tratti sono facili e quasi pianeggianti, altri richiedono maggiore attenzione.

Per le gallerie è consigliabile avere sempre con sé un sistema di illuminazione adeguato.

In breve

  • Territorio: Valnerina
  • Regione: Umbria
  • Fondo: misto, asfalto e sterrato
  • Difficoltà: variabile
  • Bici consigliata: gravel, trekking, MTB
  • Da non perdere: Cascata delle Marmore, fiume Nera, borghi, ferrovia Spoleto-Norcia
  • GPX: disponibile per i diversi tratti

→ Scopri la BikeRoute della Greenway del Nera su BikeTourism


4. Cammino dei Cappuccini in bici: 404 km attraverso le Marche interne

Cammino dei Cappuccini in bici

Marche

Non tutti i cammini nati per essere percorsi a piedi funzionano automaticamente anche in bicicletta.

Il Cammino dei Cappuccini rappresenta un caso particolarmente interessante perché dispone di una vera variante dedicata alle due ruote.

Il percorso ciclistico misura circa 404 chilometri, parte da Fossombrone, in provincia di Pesaro e Urbino, e attraversa la dorsale interna delle Marche fino ad Ascoli Piceno.

Il dato che fa capire immediatamente la natura dell’itinerario è il dislivello: oltre 12.000 metri positivi complessivi.

Non siamo quindi davanti a una tranquilla ciclabile di fondovalle.

Il percorso viene generalmente suddiviso in 10 tappe e attraversa un territorio fatto di salite, borghi, strade bianche, sentieri e strade secondarie.

In diversi punti la variante ciclistica si separa intenzionalmente dal cammino pedonale, evitando i segmenti meno adatti alla bicicletta.

Gravel e MTB sono le biciclette più indicate, mentre una e-bike può rendere più accessibili i notevoli dislivelli dell’entroterra marchigiano.

Alcuni brevi tratti possono comunque richiedere di scendere dalla bicicletta.

In breve

  • Lunghezza: circa 404 km
  • Tappe consigliate: 10
  • Dislivello positivo: oltre 12.000 m
  • Regione: Marche
  • Fondo: asfalto, sterrato, strade bianche e sentieri
  • Bici consigliata: gravel, MTB, e-gravel, e-MTB
  • GPX: disponibile

→ Scopri la BikeRoute del Cammino dei Cappuccini su BikeTourism


5. Acquedotto Molisano Centrale: seguire il viaggio dell’acqua dal Matese all’Adriatico

Molise

Il Molise è probabilmente una delle regioni italiane che meglio si prestano a un cicloturismo lontano dalle rotte più frequentate.

Tra i progetti più originali ci sono le Ciclovie degli Acquedotti Molisani, itinerari che utilizzano il sistema dell’acqua come chiave di lettura del territorio.

Tra questi, la Ciclovia dell’Acquedotto Molisano Centrale segue idealmente il viaggio dell’acqua dalle sorgenti del Matese verso il mare.

Dalle sorgenti di Rio Freddo si procede in direzione del Biferno, della diga del Liscione e del lago di Guardialfiera, fino ad arrivare verso l’Adriatico nell’area di Petacciato.

Montagna, sorgenti, fiumi, lago e costa entrano quindi a far parte dello stesso viaggio.

È un itinerario che permette anche di conoscere un Molise poco rappresentato nelle grandi classifiche cicloturistiche italiane: piccoli centri, campagne, infrastrutture idriche e territori nei quali il viaggio in bicicletta conserva ancora una forte dimensione esplorativa.

In breve

  • Regione: Molise
  • Direzione: dal Matese verso l’Adriatico
  • Fondo: misto
  • Bici consigliata: gravel, MTB
  • Elementi principali: sorgenti, Biferno, lago di Guardialfiera, costa
  • GPX: disponibile

→ La traccia GPX è disponibile a richiesta sul portale MoliseTrail


6. Ciclovia dell’Acqua: 72 km tra spiritualità, paesaggi rurali e transumanza

Ciclovia della Acqua

Molise

Rimaniamo in Molise, ma cambiamo completamente prospettiva.

La Ciclovia dell’Acqua nasce dall’adattamento ciclistico di un itinerario religioso e collega due luoghi particolarmente significativi della regione.

La partenza è presso la Basilica dell’Addolorata di Castelpetroso, mentre l’arrivo si trova a Cercemaggiore, nei pressi del Santuario di Santa Maria della Libera.

Il percorso misura circa 72 chilometri e attraversa un territorio nel quale religiosità rurale, agricoltura e pastorizia sono state per secoli strettamente collegate.

Sono anche terre segnate dalla transumanza, il tradizionale spostamento stagionale delle greggi lungo percorsi che hanno modellato il paesaggio e la cultura delle aree interne dell’Italia centrale e meridionale.

Rispetto agli altri itinerari di questa selezione, la Ciclovia dell’Acqua ha dimensioni più contenute e può quindi essere affrontata anche come viaggio di uno o due giorni.

È una buona dimostrazione di come un percorso relativamente breve possa comunque diventare uno strumento per conoscere in profondità un territorio.

In breve

  • Lunghezza: circa 72 km
  • Partenza: Castelpetroso
  • Arrivo: Cercemaggiore
  • Regione: Molise
  • Difficoltà: media
  • Durata indicativa: uno o due giorni
  • GPX: disponibile

→ Scopri la BikeRoute della Ciclovia dell’Acqua su BikeTourism


7. Grande Ciclovia di Larth: 370 km nelle terre degli Etruschi

Umbria, Toscana e Lazio

Un nuovo itinerario cicloturistico nel cuore dell’Italia centrale, costruito attorno a Orvieto e alle antiche terre degli Etruschi.

La Grande Ciclovia di Larth è un grande anello di circa 370 chilometri, con quasi 8.000 metri di dislivello positivo, che attraversa Umbria, Toscana e Lazio. Il percorso collega borghi, castelli, necropoli, campagne e paesaggi collinari, mantenendo Orvieto come punto di riferimento dell’intero viaggio.

La ciclovia è suddivisa in quattro grandi sezioni: la Via Etrusca, la Via delle Colline, la Via Umbro-Toscana e la Via dai Castelli al Lago di Bolsena. I quattro tratti compongono l’intero anello ma possono essere affrontati anche separatamente, con possibilità di rientro verso Orvieto.

Uno degli elementi che caratterizzano maggiormente il percorso è l’acqua. Durante il viaggio si incontrano il lago di Corbara, il Tevere, l’oasi di Alviano, il lago di Bolsena, torrenti e aree termali, all’interno di un territorio nel quale natura e presenza umana si intrecciano continuamente.

Ma il vero filo conduttore è la civiltà etrusca. La rupe di Orvieto, i borghi fortificati, le necropoli e le tracce lasciate dalle popolazioni che hanno abitato queste terre trasformano la ciclovia in qualcosa di più di un semplice percorso sportivo.

La Grande Ciclovia di Larth è inoltre uno degli itinerari più recenti di questa selezione: il progetto viene sviluppato come nuova proposta cicloturistica di Destinazione Orvieto e dispone di una guida dedicata con le tracce GPX e le informazioni necessarie alla pianificazione del viaggio.

In breve

  • Lunghezza: circa 370 km
  • Dislivello positivo: circa 7.900 m
  • Regioni: Umbria, Toscana e Lazio
  • Percorso: anello con partenza e arrivo a Orvieto
  • Sezioni: 4
  • Bici consigliata: gravel, MTB, e-bike adatta al percorso
  • Paesaggio: colline, laghi, borghi, aree termali e territori etruschi
  • GPX: disponibile con la guida sul sito di Destinazione Orvieto

→ Leggi anche: Grande Ciclovia di Larth, il nuovo itinerario cicloturistico tra Umbria, Toscana e Lazio


Sette percorsi, sette modi diversi di scoprire l’Italia in bici

Dall’Ofanto alla Grande Ciclovia di Larth, questi sette itinerari raccontano territori molto diversi tra loro.

Ed è proprio questo il loro punto di forza.

Si può seguire un fiume dall’Appennino all’Adriatico, pedalare lungo la Valle dell’Aterno, attraversare la Valnerina sfruttando anche il sedime di una vecchia ferrovia, affrontare le montagne delle Marche, seguire il percorso dell’acqua attraverso il Molise oppure entrare nel cuore delle terre etrusche tra Umbria, Toscana e Lazio.

Sono modi diversi di usare la bicicletta per leggere il territorio, passando da itinerari relativamente brevi a viaggi di più giorni, da percorsi fluviali a tracciati più impegnativi tra colline e montagne.

Soprattutto, dimostrano quanto la geografia cicloturistica italiana sia più ampia delle destinazioni già più conosciute.

Alcuni percorsi sono ormai ben documentati e facilmente pianificabili. Altri attraversano territori nei quali il cicloturismo sta ancora consolidando la propria presenza e richiedono quindi maggiore autonomia e attenzione.

Prima della partenza resta sempre consigliabile verificare lo stato aggiornato del percorso, eventuali interruzioni, limitazioni temporanee e condizioni del fondo.


Dalla scoperta alla pianificazione

Scoprire un itinerario è solo il primo passo. Per trasformarlo in un viaggio servono una traccia, informazioni sul percorso e la possibilità di capire in anticipo cosa ci aspetta lungo la strada.

Tutti gli itinerari di questa selezione possono essere consultati attraverso una traccia GPX o una BikeRoute dedicata, anche se le modalità con cui le tracce originali vengono distribuite possono variare da un progetto all’altro.

Le BikeRoute di BikeTourism permettono di visualizzare il percorso sulla mappa, conoscerne caratteristiche e sviluppo e avere un punto di partenza concreto per organizzare il viaggio.

Attraverso il Route Planner è inoltre possibile aprire una traccia GPX, modificarla in base alle proprie esigenze, aggiungere tappe e punti di interesse ed esportare il nuovo percorso prima della partenza.

Perché dietro una linea sulla mappa può nascondersi un territorio ancora tutto da scoprire.

E qualche volta basta una traccia per iniziare il viaggio.

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