Andrea Della Rolle
Luglio 1, 2026
Chi pratica cicloturismo lo sa bene: non sempre la salita più bella coincide con quella più famosa.
Molto spesso il vero lusso è un altro: pedalare senza il continuo passaggio delle automobili.
In Italia esistono alcune strade alpine che, grazie a regolamenti dei parchi, ZTL, pedaggi, limitazioni stagionali o chiusure dedicate, regalano un’esperienza completamente diversa rispetto ai classici passi alpini.
Non sono tutte totalmente “car free”, ma hanno una caratteristica comune: il traffico motorizzato è fortemente limitato e il piacere della pedalata torna protagonista.
Abbiamo selezionato dieci itinerari spettacolari dove il rumore del motore lascia spazio al vento, alle marmotte e al suono delle ruote sull’asfalto o sullo sterrato.
Attenzione: regolamenti, giornate di chiusura e limitazioni possono cambiare ogni stagione. Prima di partire è sempre consigliabile verificare le ordinanze aggiornate degli enti gestori.
Nota della redazione
L’idea di realizzare una raccolta dedicata alle strade alpine più belle da percorrere in bici con traffico motorizzato assente o fortemente limitato nasce da uno spunto condiviso da Valsugana Bike di Paolo Venturini. A partire da quell’ispirazione, la redazione di BikeTourism ha svolto ulteriori ricerche, verificato regolamentazioni e aggiornamenti, ampliato la selezione degli itinerari e realizzato un approfondimento editoriale originale.
1. Colle dell’Assietta (Piemonte)
Probabilmente la strada militare più famosa d’Italia.
Per oltre 30 chilometri si pedala quasi sempre sopra i 2.000 metri seguendo il crinale tra Val di Susa e Val Chisone.
Nei mesi di luglio e agosto il traffico motorizzato viene vietato ogni mercoledì e sabato dalle 9 alle 17, trasformando la strada in un paradiso per ciclisti e gravel. Nel 2026 la regolamentazione è stata confermata dalla Città Metropolitana di Torino.
Ideale per: Gravel e MTB
👉 Pianifica questo itinerario: apri la BikeRoute della Strada dell’Assietta su BikeTourism, visualizza il percorso, scarica il GPX e personalizza il viaggio con il Route Planner.
2. Colle del Nivolet (Piemonte)
Uno dei luoghi simbolo del Parco Nazionale Gran Paradiso.
Negli ultimi chilometri è attivo un sistema di limitazione degli accessi con numero massimo di veicoli, mentre durante il Nivolet Bike Day la salita diventa completamente dedicata a bici e pedoni.
Laghi glaciali, stambecchi e panorami rendono questa salita una delle più spettacolari d’Europa.
Ideale per: bici da corsa ed endurance.
👉 Pianifica questo itinerario: apri la BikeRoute del Colle del Nivolet su BikeTourism, visualizza il percorso, scarica il GPX e personalizza il viaggio con il Route Planner.
3. Alta Via del Sale (Piemonte-Liguria)
La regina delle strade militari alpine.
Per circa 30 km si pedala lungo il confine francese attraversando fortificazioni, pascoli e panorami infiniti.
Le biciclette possono accedere gratuitamente, mentre il traffico motorizzato è contingentato con pedaggio e in alcune giornate viene completamente escluso.
Ideale per: Gravel e MTB.
👉 Pianifica questo itinerario: apri la BikeRoute della Via del Sale su BikeTourism, visualizza il percorso, scarica il GPX e personalizza il viaggio con il Route Planner.
4. Alpe di Siusi
L’Alpe di Siusi è uno dei luoghi più spettacolari delle Dolomiti, ma anche uno degli esempi più interessanti di gestione degli accessi. La strada verso l’altopiano è regolamentata: il traffico privato può salire solo prima delle 9:00 e dopo le 17:00, mentre durante la giornata l’accesso viene limitato e gestito attraverso mobilità alternativa.
Per i ciclisti questo significa poter attraversare uno scenario unico — prati d’alta quota, masi, malghe e vista sullo Sciliar — con una pressione automobilistica molto più contenuta rispetto ad altre destinazioni dolomitiche. Non è una strada completamente car-free, ma il modello di accesso regolamentato la rende molto interessante per chi cerca un’esperienza più silenziosa e sostenibile.
L’itinerario può essere affrontato con diversi livelli di difficoltà, a seconda del punto di partenza e del giro scelto sull’altopiano. Va però ricordato che si pedala in ambiente alpino: meteo, vento e affollamento turistico vanno sempre considerati.
Bici consigliata: gravel, e-bike, bici da turismo o endurance.
5. Pian del Re
Ai piedi del Monviso, la salita verso Pian del Re porta in uno dei luoghi più simbolici del Piemonte: l’area delle sorgenti del Po. Non si tratta di una classica strada chiusa alle auto per i ciclisti, ma di un contesto in cui la pressione automobilistica viene gestita con parcheggi, servizio navetta e accessi regolamentati nella stagione estiva.
Per l’estate 2026 il Parco del Monviso indica un servizio navetta da Crissolo a Pian del Re, attivo da fine giugno a metà settembre, con prenotazione obbligatoria entro il giorno precedente. Questo sistema permette di lasciare l’auto più a valle e ridurre il carico di traffico verso una zona alpina molto delicata.
In bici, la salita è breve ma intensa, con pendenze da non sottovalutare e un arrivo spettacolare sotto la parete del Monviso. È un percorso perfetto per chi cerca una meta alpina autentica, meno “passo da classifica” e più esperienza di territorio.
Bici consigliata: bici da corsa con rapporti agili, endurance, gravel o e-bike.
6. Alpe Devero
L’Alpe Devero, nel Verbano-Cusio-Ossola, è una delle mete alpine più adatte per raccontare il concetto di montagna senza traffico. La strada di accesso arriva fino ai parcheggi esterni, ma all’interno dell’Alpe le auto non circolano: il borgo e i pascoli restano così immersi in un’atmosfera molto più lenta e silenziosa. Le informazioni turistiche locali indicano chiaramente che a Devero le auto non possono circolare.
Per chi arriva in bici, questo significa entrare in un ambiente protetto dove la dimensione del cicloturismo si avvicina molto a quella dell’escursionismo: niente traffico di attraversamento, ritmi più bassi, paesaggio alpino intatto e possibilità di proseguire verso Crampiolo e il Lago di Devero.
Non è una salita “da bici da corsa” nel senso classico: il fondo, le pendenze e la fruizione dell’area la rendono più adatta a gravel, MTB o e-bike. Ma proprio per questo può arricchire l’articolo, portandolo oltre la solita lista di passi asfaltati.
Bici consigliata: gravel, MTB o e-bike.
7. Strada degli Eroi (Veneto)
La Strada degli Eroi è uno dei percorsi più suggestivi per chi ama unire cicloturismo, storia e paesaggi d’alta quota. Sale verso il Rifugio Achille Papa, nel cuore del massiccio del Pasubio, seguendo una storica strada militare costruita durante la Prima Guerra Mondiale.
Da decenni il transito è vietato ai normali veicoli a motore, rendendo questa salita un luogo privilegiato per ciclisti ed escursionisti. Il fondo è sterrato ma generalmente compatto e attraversa tornanti panoramici, pareti rocciose e numerose testimonianze del fronte, offrendo un’esperienza immersiva tra natura e memoria storica.
L’arrivo al Rifugio Papa permette inoltre di raggiungere a piedi alcuni dei luoghi più celebri del Pasubio, come la Strada delle 52 Gallerie, riservata esclusivamente agli escursionisti.
Bici consigliata: gravel con coperture generose, MTB o e-bike.
8. Strada degli Scarubbi (Veneto)
Meno conosciuta della vicina Strada degli Eroi, la Strada degli Scarubbi rappresenta un’alternativa più selvaggia e impegnativa per raggiungere il massiccio del Pasubio. Anch’essa nasce come strada militare e oggi è percorribile quasi esclusivamente da ciclisti, escursionisti e mezzi autorizzati.
Il fondo sterrato, più irregolare e sassoso rispetto alla Strada degli Eroi, richiede una buona tecnica di guida, soprattutto nei tratti più ripidi e in discesa. La fatica viene però ripagata da panorami spettacolari sulle pareti calcaree del Pasubio e da un ambiente montano che conserva ancora un forte carattere selvaggio.
Molti ciclisti scelgono di salire dagli Scarubbi e rientrare dalla Strada degli Eroi (o viceversa), creando un anello di grande fascino che combina storia, natura e avventura. Su BikeTourism questo itinerario è già disponibile come un’unica BikeRoute ad anello, pensata proprio per vivere entrambe le strade nella stessa uscita.
Bici consigliata: MTB, gravel robusta o e-bike da escursionismo.
📍 Pianifica il giro completo: su BikeTourism trovi un’unica BikeRoute ad anello “Strada degli Eroi & Strada degli Scarubbi“, con GPX, altimetria e apertura diretta nel Route Planner. È il modo migliore per vivere entrambe le strade in una sola uscita.
9. Monte Zoncolan (Friuli Venezia Giulia)
Il Monte Zoncolan è una delle salite più dure e leggendarie del ciclismo italiano. Se affrontato durante le giornate dedicate alle biciclette, diventa un’esperienza completamente diversa: la strada viene chiusa al traffico motorizzato e migliaia di ciclisti possono affrontare la salita in totale sicurezza.
Pedalare sullo Zoncolan senza auto significa concentrarsi esclusivamente sulla sfida con la montagna, immersi nei boschi della Carnia e lungo una delle ascese più iconiche del Giro d’Italia.
Bici consigliata: bici da corsa, endurance o e-bike con rapporti molto agili.
10. Passo dello Stelvio (Lombardia/Alto Adige)
Con i suoi 48 tornanti sul versante altoatesino e la quota di 2.758 metri, il Passo dello Stelvio è uno dei simboli del ciclismo mondiale.
Durante lo Stelvio Bike Day, la strada viene chiusa al traffico motorizzato e riservata esclusivamente a biciclette e pedoni. È l’occasione ideale per vivere questa salita storica senza il passaggio continuo di auto e moto, godendosi il panorama del Parco Nazionale dello Stelvio in un’atmosfera unica.
Bici consigliata: bici da corsa, endurance o e-bike.
Perché queste strade sono speciali?
Non sono semplicemente “belle”.
Sono luoghi dove la montagna riesce ancora a prevalere sul traffico automobilistico.
Pedalare qui significa:
- maggiore sicurezza (con buona preparazione);
- meno rumore;
- fauna facilmente osservabile;
- fotografie senza colonne di auto;
- esperienza molto più immersiva.
Sono esempi concreti di come la regolamentazione del traffico possa migliorare la fruizione turistica senza rinunciare alla tutela dell’ambiente.
Pianifica il tuo itinerario
Prima di partire verifica sempre:
- eventuali chiusure temporanee;
- ordinanze aggiornate;
- giornate car-free;
- condizioni del fondo;
- meteo di alta quota.
Su BikeTourism puoi inoltre cercare i Bike Place, pianificare il percorso con il Route Planner e salvare le tracce GPX per organizzare al meglio la tua uscita.





