ferrovie dismesse trasformate in ciclovie

Da binari abbandonati a ciclovie: le 10 ferrovie dismesse più spettacolari d’Italia

Da binari abbandonati a ciclovie: le 10 ferrovie dismesse più spettacolari d’Italia

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Andrea Della Rolle

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Luglio 7, 2026

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Per decenni hanno trasportato viaggiatori, merci e sogni attraverso montagne, vallate e piccoli paesi.

Poi i treni hanno smesso di passare.

I binari sono stati rimossi, le stazioni chiuse e le gallerie lasciate al silenzio. In alcuni casi, però, quelle infrastrutture non sono scomparse: sono diventate piste ciclabili, greenway e itinerari capaci di offrire un modo completamente nuovo di attraversare il territorio.

Le ferrovie dismesse sono spesso perfette per essere trasformate in ciclovie. Per consentire il passaggio dei treni, infatti, venivano costruite con pendenze regolari, curve ampie, ponti, viadotti e gallerie capaci di superare gli ostacoli naturali.

Oggi permettono ai ciclisti di pedalare lungo percorsi spettacolari, spesso separati dal traffico e immersi nel paesaggio.

Abbiamo selezionato dieci tra le più interessanti ferrovie dismesse trasformate in ciclovie in Italia, valutando:

  • valore paesaggistico;
  • presenza di gallerie, ponti e vecchie stazioni;
  • continuità del percorso;
  • accessibilità per il cicloturista;
  • possibilità di utilizzare la traccia per una giornata o un viaggio di più giorni.

Non si tratta di una classifica assoluta. Alcuni percorsi sono lunghi e attrezzati, altri misurano pochi chilometri ma attraversano luoghi difficili da dimenticare.


Le 10 ciclovie in sintesi

Ciclovia Regione Lunghezza indicativa Difficoltà
Ciclovia della Riviera dei Fiori Liguria 45 km Facile
Ciclabile delle Dolomiti Alto Adige e Veneto 68 km Intermedia
Alpe Adria: Tarvisio–Venzone Friuli-Venezia Giulia 65 km Intermedia
Ex Ferrovia Spoleto–Norcia Umbria 44,5 km Intermedia
Via Verde della Costa dei Trabocchi Abruzzo circa 42 km Facile
Treviso–Ostiglia Veneto circa 110 km aperti Facile
Ciclabile della Val Brembana Lombardia 22 km Facile/intermedia
Greenway Voghera–Varzi Lombardia 33 km Facile
Ciclopedonale Maremonti Liguria circa 6 km Facile
Ciclabile Paliano–Fiuggi Lazio 23,5 km Intermedia

Attenzione: una ferrovia riconvertita non è necessariamente percorribile senza interruzioni lungo tutto il tracciato storico. Cantieri, manutenzioni, frane e collegamenti su viabilità ordinaria possono modificare temporaneamente il percorso. Prima della partenza è sempre opportuno controllare gli aggiornamenti locali e utilizzare una traccia GPX recente.


1. Ciclovia della Riviera dei Fiori: 45 chilometri affacciati sul Mar Ligure

📍 Ospedaletti – Andora

La Ciclovia della Riviera dei Fiori è probabilmente l’esempio italiano più rappresentativo di ferrovia costiera trasformata in percorso ciclabile.

La vecchia linea ferroviaria Genova–Ventimiglia correva a pochi metri dal mare, attraversando località come Sanremo, Arma di Taggia, Santo Stefano al Mare, San Lorenzo al Mare, Imperia e Diano Marina.

Dopo lo spostamento della ferrovia nell’entroterra, il vecchio sedime è stato progressivamente recuperato. Con l’apertura dell’ultimo collegamento tra Imperia e Diano Marina, nel giugno 2026, la ciclovia consente ora di pedalare lungo circa 45 chilometri tra Ospedaletti e Andora.

Il percorso attraversa vecchie gallerie ferroviarie, stazioni recuperate, lungomare e tratti letteralmente sospesi tra la macchia mediterranea e il mare.

La pendenza è quasi sempre minima e il fondo prevalentemente asfaltato. Questo la rende adatta anche alle famiglie, alle city bike e a chi affronta il primo viaggio in bicicletta.

Perché percorrerla

  • offre una vista quasi continua sul mare;
  • attraversa numerosi centri abitati;
  • permette di raggiungere spiagge e servizi direttamente dalla ciclovia;
  • è accessibile da diverse stazioni ferroviarie della Riviera.

Bici consigliata: city bike, trekking, gravel, e-bike.

🚴 Vuoi pedalare lungo l’ex ferrovia affacciata sul Mar Ligure?
Apri la BikeRoute della Ciclovia della Riviera dei Fiori, consulta il percorso da Ospedaletti ad Andora, scarica la traccia GPX e personalizza la tappa con il Route Planner di BikeTourism.


2. Ciclabile delle Dolomiti: la vecchia ferrovia tra Dobbiaco e Calalzo

📍 Dobbiaco – Cortina d’Ampezzo – Calalzo di Cadore

Pochi itinerari riescono a combinare patrimonio ferroviario e paesaggio montano come la Ciclabile delle Dolomiti.

Il percorso utilizza quasi interamente il tracciato della vecchia Ferrovia delle Dolomiti, collegando Dobbiaco a Calalzo di Cadore attraverso il Passo Cimabanche e Cortina d’Ampezzo.

Lungo circa 68 chilometri, alterna sterrato compatto e asfalto, vecchie stazioni, ponti, gallerie e panorami su alcune delle montagne più celebri delle Dolomiti.

Il punto più alto viene raggiunto nei pressi di Cimabanche. Da qui il percorso scende verso Cortina e prosegue lungo il Cadore, attraversando San Vito, Borca, Vodo e Pieve di Cadore.

È un itinerario tecnicamente accessibile, ma non completamente pianeggiante. Il fondo sterrato della parte settentrionale e la lunghezza richiedono una bici adatta e un minimo di preparazione.

Perché percorrerla

  • segue una vera ferrovia alpina;
  • attraversa paesaggi dolomitici di straordinario valore;
  • permette di pedalare lontano dal traffico per lunghi tratti;
  • collega Alto Adige e Veneto.

Bici consigliata: gravel, trekking, MTB, e-bike.

⛰️ Organizza il viaggio lungo la storica Ferrovia delle Dolomiti.
Consulta la BikeRoute Ciclabile delle Dolomiti, controlla dislivello e tipo di fondo, scarica il GPX e individua Bike Places e servizi lungo l’itinerario.


3. Alpe Adria: sui binari della vecchia Pontebbana tra Tarvisio e Venzone

Alpe Adria Radweg Tarvisio Venzone

📍 Tarvisio – Pontebba – Chiusaforte – Venzone

La Ciclovia Alpe Adria collega Salisburgo a Grado, ma il tratto italiano più spettacolare è quello che scende da Tarvisio verso Venzone seguendo in parte il sedime della vecchia ferrovia Pontebbana.

La tappa misura circa 65 chilometri e attraversa la Val Canale e il Canal del Ferro, costeggiando il fiume Fella.

Qui si pedala tra ponti, viadotti, lunghe gallerie e vecchie stazioni ferroviarie trasformate in punti di sosta. Una delle più conosciute è la stazione di Chiusaforte, diventata luogo d’incontro per i cicloturisti che percorrono l’Alpe Adria.

Il dislivello è prevalentemente favorevole procedendo verso sud. Il paesaggio cambia rapidamente: dalle montagne intorno a Tarvisio si scende verso Pontebba, Moggio Udinese, Carnia e il borgo fortificato di Venzone.

Non tutta l’Alpe Adria corre su una ferrovia dismessa. È soprattutto il tratto montano a conservare in modo evidente ponti, gallerie e opere della vecchia linea ferroviaria.

Perché percorrerla

  • presenta alcune delle gallerie ciclabili più scenografiche d’Italia;
  • può essere raggiunta e lasciata utilizzando il treno;
  • attraversa montagne, fiumi e borghi storici;
  • permette di proseguire fino a Udine, Aquileia e Grado.

Bici consigliata: trekking, gravel, e-bike.

🚲 Attraversa ponti, gallerie e vecchie stazioni della Pontebbana.
Apri la BikeRoute della Ciclovia Alpe Adria Radweg da Tarvisio a Venzone, visualizza la traccia e pianifica soste, punti acqua e collegamenti ferroviari per il rientro.


4. Ex Ferrovia Spoleto–Norcia: uno dei capolavori dell’ingegneria ferroviaria italiana

Ex Ferrovia Spoleto–Norcia

📍 Spoleto – Valnerina

La vecchia ferrovia Spoleto–Norcia attraversava un territorio apparentemente impossibile da superare con un treno.

Per collegare Spoleto alla Valnerina furono realizzati viadotti, ponti, tratti elicoidali e numerose gallerie, mantenendo pendenze compatibili con la ferrovia.

Oggi una parte dell’antico tracciato è diventata un itinerario ciclopedonale. Il percorso ufficiale proposto misura circa 44,5 chilometri, mentre il tratto più strettamente legato al sedime ferroviario collega Spoleto alla Valnerina.

Non è però una tranquilla ciclabile asfaltata. Il fondo alterna sterrato e asfalto, alcune gallerie non sono illuminate e il dislivello complessivo può diventare impegnativo.

Servono quindi buone luci, una traccia affidabile e una bici adatta allo sterrato.

È proprio questo carattere più avventuroso a renderla unica: entrare nelle gallerie e attraversare i viadotti permette ancora di percepire l’ambizione dell’antico progetto ferroviario.

Perché percorrerla

  • attraversa gallerie e viadotti di grande valore storico;
  • offre panorami sulla Valnerina;
  • conserva un forte carattere avventuroso;
  • può essere collegata alla Ciclovia del fiume Nera.

Bici consigliata: gravel con coperture generose, MTB, e-MTB.

🔦 Pronto a entrare nelle gallerie della Spoleto–Norcia?
Consulta la BikeRoute dell’ex Ferrovia Spoleto–Norcia, verifica fondo, dislivello e condizioni del percorso, quindi scarica il GPX prima della partenza.


5. Via Verde della Costa dei Trabocchi: pedalare sull’ex ferrovia adriatica

📍 Ortona – Vasto

In Abruzzo, il vecchio tracciato della ferrovia adriatica è diventato uno dei percorsi costieri più riconoscibili d’Italia.

La Via Verde della Costa dei Trabocchi si sviluppa per circa 42 chilometri tra Ortona e Vasto, attraversando San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro e Casalbordino.

Il percorso segue il mare, passa attraverso vecchie gallerie ferroviarie e costeggia calette, riserve naturali e i celebri trabocchi: antiche macchine da pesca costruite su palafitte di legno.

L’andamento ferroviario garantisce pendenze contenute e rende il percorso accessibile anche a chi non è particolarmente allenato.

La ciclovia fa parte del più ampio progetto della Ciclovia Adriatica. In alcuni punti possono essere presenti deviazioni, collegamenti provvisori o interventi sulle aree delle vecchie stazioni: è quindi importante verificare lo stato aggiornato prima della partenza.

Perché percorrerla

  • corre a pochi metri dal mare Adriatico;
  • permette di fermarsi presso spiagge e trabocchi;
  • attraversa diverse riserve naturali costiere;
  • è adatta anche a un weekend rilassato.

Bici consigliata: trekking, gravel, city bike, e-bike.

🌊 Pedala sull’ex ferrovia adriatica tra spiagge e trabocchi.
Apri la BikeRoute della Via Verde della Costa dei Trabocchi, scarica la traccia GPX e utilizza il Route Planner per organizzare soste sul mare e deviazioni verso borghi e riserve naturali.


6. Treviso–Ostiglia: una ferrovia militare diventata una lunga greenway

📍 Treviso – Legnago, con prosecuzione verso Ostiglia

La Treviso–Ostiglia è una delle più lunghe ferrovie dismesse recuperate a uso ciclabile in Italia.

La linea ferroviaria fu realizzata nel Novecento con finalità strategiche e militari. Oggi il suo sedime attraversa il Veneto da est a ovest tra campagne, corsi d’acqua, ville venete, vecchie stazioni e piccoli centri rurali.

La parte valorizzata come ciclopedonale raggiunge ormai circa 110 chilometri, collegando Treviso a Legnago attraverso le province di Treviso, Padova, Vicenza e Verona.

Il nome può però trarre in inganno: al momento non tutto il collegamento fino a Ostiglia è percorribile in modo continuo sul vecchio sedime. Sono in corso recuperi e aperture progressive, mentre per gli ultimi tratti vengono indicate varianti su strade alternative.

Il percorso è quasi completamente pianeggiante e può essere suddiviso facilmente in più tappe.

Perché percorrerla

  • consente di attraversare il Veneto lontano dalle direttrici più trafficate;
  • conserva vecchie stazioni, caselli e manufatti ferroviari;
  • incrocia numerosi altri itinerari ciclabili;
  • è ideale per un viaggio di due o tre giorni.

Bici consigliata: trekking, gravel, e-bike.

Treviso–Ostiglia

🌿 Scopri la lunga greenway che attraversa la campagna veneta.
Consulta la BikeRoute della Treviso–Ostiglia, verifica i tratti già recuperati, scarica il GPX aggiornato e dividi il percorso nelle tappe più adatte al tuo viaggio.


7. Ciclabile della Val Brembana: gallerie e pareti di roccia lungo il Brembo

Ciclabile della Val Brembana

📍 Zogno – Piazza Brembana

La Ciclabile della Val Brembana segue per circa 22 chilometri il percorso della vecchia ferrovia che risaliva la valle bergamasca.

Partendo da Zogno, il tracciato costeggia il fiume Brembo e attraversa San Pellegrino Terme, San Giovanni Bianco, Camerata Cornello e Lenna prima di raggiungere Piazza Brembana.

Il fascino ferroviario è ancora evidente: si attraversano gallerie scavate nella roccia, ponti e tratti racchiusi tra il fiume e le pareti della valle.

Circa l’85% dell’itinerario è in sede propria e il fondo è quasi interamente asfaltato. Il dislivello è graduale, come ci si aspetterebbe da un’antica linea ferroviaria, ma la salita verso l’alta valle si fa comunque sentire.

San Pellegrino Terme, con i suoi edifici liberty, rappresenta una delle soste più interessanti.

Perché percorrerla

  • attraversa numerose gallerie ferroviarie;
  • segue il fiume Brembo;
  • collega borghi storici e località termali;
  • è adatta anche a una gita giornaliera.

Bici consigliata: trekking, gravel, MTB, e-bike.

🏞️ Segui il Brembo tra gallerie ferroviarie e borghi della valle.
Apri la BikeRoute della Ciclabile della Val Brembana, visualizza il profilo altimetrico e pianifica la pedalata da Zogno a Piazza Brembana.

8. Greenway Voghera–Varzi: dall’antica stazione verso l’Appennino

Greenway Voghera–Varzi

📍 Voghera – Varzi

La Greenway Voghera–Varzi recupera il percorso della ferrovia elettrica che collegava la pianura con l’alta Valle Staffora.

Il percorso misura circa 33 chilometri e parte nelle vicinanze della stazione ferroviaria di Voghera, rendendo particolarmente semplice l’arrivo senza automobile.

La ciclovia attraversa Rivanazzano Terme, Salice Terme, Godiasco, Ponte Nizza e Bagnaria, salendo dolcemente fino al borgo medievale di Varzi.

Il fondo asfaltato, le pendenze regolari e la sede protetta la rendono adatta anche alle famiglie e ai cicloturisti meno esperti.

Non offre le grandi gallerie alpine della Spoleto–Norcia o dell’Alpe Adria, ma racconta perfettamente come una ferrovia locale possa diventare una dorsale per il turismo lento, collegando terme, borghi e produzioni enogastronomiche.

Perché percorrerla

  • parte vicino alla stazione ferroviaria di Voghera;
  • è completamente asfaltata;
  • attraversa l’Oltrepò Pavese e la Valle Staffora;
  • termina nel borgo storico di Varzi.

Bici consigliata: city bike, trekking, gravel, e-bike.

🚆 Parti dalla stazione e pedala fino al cuore della Valle Staffora.
Consulta la BikeRoute Voghera–Varzi, scarica il GPX e scopri i punti di interesse, i servizi e le soste disponibili lungo l’antica ferrovia.


9. Ciclopedonale Maremonti: sei chilometri dentro le vecchie gallerie sul mare

📍 Levanto – Bonassola – Framura

La Ciclopedonale Maremonti è la più corta di questa selezione, ma anche una delle più scenografiche.

Il percorso collega Levanto, Bonassola e Framura utilizzando le gallerie della vecchia ferrovia costiera ligure.

Per circa sei chilometri si pedala quasi sempre in piano, entrando e uscendo dalle gallerie. Tra un tunnel e l’altro si aprono improvvisamente finestre sul mare, scogliere e piccole calette raggiungibili direttamente dalla pista.

La lunghezza ridotta la rende più adatta a una gita che a un vero viaggio cicloturistico. Può però essere inserita in un fine settimana tra Levanto, Bonassola e le Cinque Terre.

La presenza delle stazioni ferroviarie alle estremità facilita l’organizzazione senza automobile.

Perché percorrerla

  • attraversa numerose gallerie costiere;
  • offre accessi diretti a spiagge e calette;
  • è completamente pianeggiante;
  • è adatta anche a bambini e ciclisti occasionali.

Bici consigliata: qualsiasi bicicletta.


10. Ciclabile Paliano–Fiuggi: l’ex ferrovia tra borghi e colline del Lazio

Ciclabile Paliano–Fiuggi

📍 Paliano – Piglio – Acuto – Fiuggi

La ciclabile Paliano–Fiuggi segue una parte del tracciato della vecchia ferrovia Roma–Fiuggi–Frosinone.

Il percorso misura circa 23,5 chilometri e attraversa il territorio dei Monti Prenestini ed Ernici, passando nei pressi di Serrone, Piglio e Acuto prima di raggiungere Fiuggi.

A differenza di altre ferrovie dismesse completamente pianeggianti, questo itinerario presenta un dislivello più evidente. Le pendenze restano comunque relativamente regolari grazie all’origine ferroviaria del tracciato.

Il fondo è prevalentemente asfaltato, ma può presentare sezioni meno uniformi. Per questo è preferibile utilizzare una trekking bike, una gravel o una mountain bike.

Il tratto tra Piglio e Acuto è particolarmente panoramico e attraversa ponti e zone lontane dal traffico.

Perché percorrerla

  • permette di scoprire un Lazio interno poco conosciuto;
  • attraversa il territorio del Cesanese;
  • collega borghi, colline e la località termale di Fiuggi;
  • è ideale per una giornata o un weekend.

Bici consigliata: trekking, gravel, MTB, e-bike.

🍇 Scopri l’ex ferrovia tra i borghi e le colline del Lazio.
Consulta la BikeRoute Paliano–Fiuggi, controlla il dislivello, scarica la traccia GPX e pianifica il percorso attraverso Piglio, Acuto e il territorio del Cesanese.


Perché le vecchie ferrovie sono così adatte al cicloturismo

Una ferrovia storica veniva progettata per superare grandi distanze senza affrontare pendenze troppo ripide.

Questa caratteristica offre oggi diversi vantaggi:

  • salite generalmente progressive;
  • curve ampie;
  • percorsi separati dalle strade principali;
  • attraversamento sicuro di montagne e vallate;
  • presenza di ponti e gallerie;
  • vecchie stazioni che possono diventare punti di sosta e servizi.

Il recupero di una ferrovia dismessa non crea soltanto una pista ciclabile. Può riattivare paesi, strutture e territori che hanno perso il collegamento ferroviario originario.

Le stazioni possono trasformarsi in bicigrill, noleggi, officine, punti informativi o piccole strutture ricettive. Il vecchio corridoio ferroviario torna così a collegare comunità e viaggiatori, anche senza il passaggio dei treni.


Cosa controllare prima di partire

Le ciclovie ferroviarie possono sembrare semplici, ma richiedono alcune precauzioni.

Prima di partire è consigliabile:

  • controllare eventuali chiusure o cantieri;
  • portare una luce potente per le gallerie;
  • verificare il tipo di fondo;
  • scaricare una traccia GPX aggiornata;
  • controllare i collegamenti ferroviari per il rientro;
  • individuare punti acqua e servizi;
  • moderare la velocità nei tratti condivisi con i pedoni;
  • portare una giacca leggera, perché nelle gallerie la temperatura può diminuire sensibilmente.

Soprattutto sui percorsi più avventurosi, come la Spoleto–Norcia, non bisogna confondere la pendenza ferroviaria con una pista ciclabile urbana: fondo, lunghezza, buio e condizioni ambientali possono rendere la tappa più impegnativa del previsto.


Dai vecchi binari a una nuova rete cicloturistica

Le ferrovie dismesse rappresentano una delle opportunità più interessanti per lo sviluppo del cicloturismo italiano.

Riviera dei Fiori, Dolomiti, Alpe Adria, Spoleto–Norcia e Costa dei Trabocchi mostrano come un’infrastruttura abbandonata possa tornare a generare valore, attirando viaggiatori e collegando nuovamente i territori.

Ma esistono ancora molti tracciati ferroviari inutilizzati che potrebbero diventare greenway, percorsi ciclabili e corridoi di mobilità lenta.

Recuperarli significa conservare un pezzo di storia e, allo stesso tempo, costruire un modo diverso di viaggiare.


Pianifica il percorso con BikeTourism

Su BikeTourism puoi consultare le BikeRoute disponibili, scaricare le tracce GPX e aprirle direttamente nel Route Planner.

Puoi controllare il profilo altimetrico, dividere l’itinerario in tappe e individuare Bike Places, punti acqua, strutture bike-friendly e servizi lungo il percorso.

Perché seguire una vecchia ferrovia in bicicletta non significa soltanto arrivare da un punto all’altro.

Significa attraversare la storia del territorio, un binario alla volta.

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