Andrea Della Rolle
Agosto 20, 2026
10 itinerari tra Campania, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, con stazioni utili, BikeRoute e tracce GPX
Arrivare in treno, scaricare la bicicletta e iniziare a pedalare.
È uno dei modi più interessanti per organizzare un viaggio in bici: permette di lasciare a casa l’automobile, costruire itinerari lineari senza dover necessariamente tornare al punto di partenza e, quando la rete ferroviaria lo consente, modificare il viaggio strada facendo.
Dopo aver esplorato le possibilità offerte dalle ciclovie raggiungibili in treno in altre zone d’Italia, scendiamo questa volta nel Mezzogiorno.
Qui il rapporto tra bicicletta e ferrovia cambia molto da territorio a territorio.
Lungo alcune direttrici le stazioni diventano veri punti di accesso al viaggio. Negli itinerari dell’entroterra, invece, il treno permette spesso di raggiungere la zona di partenza, ma può essere necessario pedalare ancora diversi chilometri prima di intercettare il percorso.
E c’è una distinzione fondamentale da tenere presente.
Ciclovia non significa necessariamente pista ciclabile protetta.
Molti degli itinerari di questa guida utilizzano strade secondarie a basso traffico, viabilità rurale, sterrati o tratti appartenenti a grandi direttrici cicloturistiche ancora in evoluzione.
Per questo abbiamo cercato di indicare non soltanto dove si può arrivare in treno, ma anche quanto sia realmente semplice costruire un viaggio bici+treno.
Per ogni proposta trovi inoltre il riferimento alla BikeRoute di BikeTourism, per visualizzare il percorso sulla mappa e scaricare la relativa traccia GPX.
Prima di partire: una stazione non basta
La presenza di una stazione nelle vicinanze di una ciclovia non significa automaticamente poter salire sul primo treno con una bicicletta montata.
Il trasporto bici dipende dal tipo di treno, dall’operatore, dalla disponibilità dei posti e dalle condizioni previste nelle singole regioni.
In Puglia, per esempio, il trasporto della bici è gratuito sui treni regionali attrezzati e contrassegnati dall’apposito pittogramma, nei limiti dei posti disponibili. La Carta dei Servizi Trenitalia Puglia 2026 indica inoltre percentuali differenti di corse attrezzate a seconda della linea.
Prima di partire conviene quindi controllare sempre il singolo collegamento, soprattutto quando il viaggio coinvolge operatori ferroviari differenti.
1. La Via Silente — Cilento
Regione: Campania
Stazione principale: Vallo della Lucania-Castelnuovo
Accessibilità ferroviaria: molto buona
La Via Silente è ormai uno degli itinerari cicloturistici più riconoscibili del Sud Italia.
È un percorso circolare di circa 600 chilometri suddiviso in 15 tappe, attraverso il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Alterna costa, montagne, fiumi, piccoli borghi e vaste aree interne.
Uno dei suoi punti di forza è proprio l’accessibilità ferroviaria.
Il percorso inizia a Castelnuovo Cilento, a pochi chilometri dalla stazione di Vallo della Lucania-Castelnuovo. Si può quindi arrivare nel Cilento con il treno e iniziare il viaggio praticamente subito.
Il limite
Dopo i primi settori costieri, la Via Silente entra profondamente nell’entroterra.
La ferrovia non accompagna quindi costantemente il percorso e va considerata soprattutto come porta di accesso e soluzione per il ritorno, non come sistema di supporto disponibile durante tutte le tappe.
BikeRoute
La Via Silente
Apri la BikeRoute della Via Silente e scarica il GPX
2. Ciclovia del Volturno — dal Molise alla Campania
Regioni: Molise, Campania
Stazioni utili: Venafro, Capua
Accessibilità ferroviaria: buona soprattutto per percorsi parziali
La Ciclovia del Volturno segue il corso del fiume da Rocchetta a Volturno fino a Capua, per circa 145 chilometri.
Non è una pista ciclabile protetta continua. Il percorso utilizza prevalentemente strade secondarie con poco traffico, con alcuni settori su fondo naturale.
Ed è proprio la conformazione dell’itinerario a rendere interessante il rapporto con il treno.
L’inizio a Rocchetta a Volturno non dispone infatti di un collegamento ferroviario diretto particolarmente semplice. Procedendo verso sud, però, la situazione cambia.
Venafro può diventare un punto di accesso intermedio, mentre Capua rappresenta una soluzione naturale per concludere il viaggio e ripartire in treno.
Perché può funzionare bene
Non è necessario affrontare l’intero percorso.
Utilizzando il treno è possibile costruire anche una versione più breve della Ciclovia del Volturno, scegliendo una stazione come punto di ingresso o di uscita.
Il limite
Chi vuole iniziare esattamente dall’origine dell’itinerario deve organizzare separatamente il trasferimento iniziale.
BikeRoute
Ciclovia del Volturno
Apri la BikeRoute Ciclovia del Volturno e scarica il GPX
3. Ciclovia dei Borboni — da Bari a Napoli
Regioni: Puglia, Basilicata, Campania
Stazioni principali: Bari Centrale, Napoli Centrale
Accessibilità ferroviaria: ottima agli estremi
Attraversare il Sud da un mare all’altro senza dover tornare al punto di partenza.
È uno dei motivi per cui la Ciclovia dei Borboni si presta particolarmente bene a un viaggio bici+treno.
La direttrice Bicitalia collega Bari e Napoli attraverso Puglia, Basilicata e Campania per circa 430 chilometri, con passaggio anche nell’area di Matera. Bicitalia segnala però che la propria rete è attualmente in fase di revisione.
Perché il treno cambia il viaggio
Bari Centrale e Napoli Centrale sono due dei maggiori nodi ferroviari del Mezzogiorno.
Si può quindi raggiungere Bari con la bicicletta, attraversare il Sud e ripartire da Napoli, oppure percorrere l’itinerario in direzione opposta.
È uno dei casi in cui l’intermodalità risolve perfettamente la logistica di un viaggio lineare.
Il limite
Tra le due città la ciclovia attraversa vaste zone interne e non rimane costantemente vicina alla ferrovia.
Il treno è quindi particolarmente efficace agli estremi, molto meno come possibile soluzione durante tutte le tappe.
BikeRoute
Ciclovia dei Borboni – Bari–Napoli
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4. Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese
Regioni: Campania, Basilicata, Puglia
Accessibilità ferroviaria: media, da valutare in base al tratto scelto
La Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese è una delle grandi direttrici cicloturistiche del Mezzogiorno, ma anche una delle più delicate da raccontare.
Il progetto segue il grande sistema dell’Acquedotto attraverso Appennino meridionale, Basilicata, Murge, Valle d’Itria e Salento fino a Santa Maria di Leuca.
La situazione sul terreno, però, non è uniforme.
Esistono tratti già utilizzabili come vera infrastruttura ciclabile e altri nei quali la continuità dell’itinerario dipende da piste di servizio, strade secondarie e viabilità ordinaria.
E il treno?
Non esiste una singola stazione che possa essere considerata l’accesso ferroviario alla Ciclovia dell’Acquedotto.
È più utile ragionare per singoli segmenti, scegliendo il punto di ingresso e quello di uscita in base alla parte della ciclovia che si vuole percorrere.
È quindi uno degli itinerari nei quali bici, traccia GPX e collegamento ferroviario devono essere pianificati insieme.
Attenzione alla BikeRoute
La BikeRoute di BikeTourism deve essere interpretata come percorso cicloturistico utilizzabile, senza presupporre che tutta la grande direttrice dell’Acquedotto sia già una pista ciclabile continua.
BikeRoute
Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese
Apri la BikeRoute Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese e scarica il GPX
5. Ciclovia dell’Ofanto — dai Monti Dauni verso l’Adriatico
Regione della BikeRoute: Puglia
Stazioni utili: Rocchetta Sant’Antonio-Lacedonia, Candela; collegamenti verso l’area di Barletta
Accessibilità ferroviaria: buona, ma da verificare sul singolo collegamento
BikeRoute BikeTourism: circa 90 km
Seguire un fiume dall’interno della Puglia verso l’Adriatico.
La Ciclovia dell’Ofanto attraversa uno dei paesaggi fluviali più interessanti del Mezzogiorno, seguendo il corso dell’Ofanto tra Monti Dauni, Tavoliere, aree rurali, siti archeologici e il tratto terminale del fiume.
Bicitalia individua una direttrice complessiva di circa 150 chilometri da Torella dei Lombardi a Barletta, attraverso Campania, Basilicata e Puglia. Precisa però che nei settori campano e lucano l’itinerario non è ancora strutturato allo stesso modo.
Per questo su BikeTourism abbiamo scelto di concentrarci sul tratto pugliese di circa 90 chilometri, per il quale esiste un percorso definito e documentato.
Il sito ufficiale della Ciclovia dell’Ofanto mette infatti a disposizione le tracce delle singole tappe, gli itinerari escursionistici collegati e i relativi punti di interesse.
Arrivare in treno
La prima tappa pugliese inizia nei pressi dello scalo di Rocchetta Sant’Antonio-Lacedonia, lungo la linea Foggia–Potenza, e prosegue verso Candela e la Valle dell’Ofanto.
È quindi uno dei casi più interessanti dell’articolo: l’intermodalità non è semplicemente teorica, ma è stata presa in considerazione dallo stesso progetto della ciclovia.
Il sito ufficiale dedica infatti una sezione specifica a bici, treno e trasporto locale, indicando le linee ferroviarie utilizzabili e ricordando la necessità di verificare sui singoli orari se il convoglio accetta biciclette montate.
Il limite
Bisogna prestare attenzione alle diverse linee.
Il progetto segnala, per esempio, che sulla Barletta–Spinazzola il trasporto della bicicletta montata non è disponibile secondo le informazioni pubblicate dalla ciclovia, mentre sulla Foggia–Potenza sono presenti collegamenti attrezzati.
Il viaggio va quindi pianificato controllando il treno effettivamente scelto e senza dare per scontato che tutte le stazioni della valle offrano lo stesso servizio.
BikeRoute
Ciclovia dell’Ofanto – tratto pugliese
Circa 90 km
Apri la BikeRoute Ciclovia dell’Ofanto e scarica il GPX
Nota: la BikeRoute di BikeTourism corrisponde al tratto pugliese del percorso e non all’intera direttrice Bicitalia di circa 150 km.
6. Ciclonica — Ciclovia del Salento Ionico
Regione: Puglia
Stazione principale: Lecce
Accessibilità ferroviaria: molto buona
Dall’entroterra barocco al mare Ionio.
La Ciclonica – Ciclovia del Salento Ionico parte da Lecce e attraversa il Salento prevalentemente su strade a bassa intensità di traffico.
L’itinerario è articolato in sei tappe e attraversa territori come Galatina, Nardò, Gallipoli, Porto Selvaggio e la costa ionica, alternando borghi, campagne, parchi naturali e mare.
Perché funziona con il treno
Il principale vantaggio è proprio Lecce.
La città è uno dei maggiori nodi ferroviari della Puglia meridionale e permette quindi di arrivare con la bicicletta e iniziare il viaggio senza complessi trasferimenti iniziali.
Il limite
Spostandosi verso la costa ionica, la ferrovia non accompagna l’itinerario con la stessa continuità.
Il treno è quindi particolarmente utile per raggiungere il Salento e organizzare partenza e ritorno, più che come soluzione sempre disponibile durante il viaggio.
La stessa Ciclonica propone il territorio come destinazione particolarmente interessante anche in bassa stagione.
BikeRoute
Ciclonica – Ciclovia del Salento Ionico
Apri la BikeRoute Ciclonica e scarica il GPX
7. Ciclovia dei Parchi della Calabria
Regione: Calabria
Stazioni principali: Scalea, Reggio Calabria Centrale
Accessibilità ferroviaria: buona agli estremi, più complessa nell’entroterra
Qui il rapporto tra bici e treno cambia completamente.
La Ciclovia dei Parchi della Calabria collega Pollino, Sila, Serre e Aspromonte attraverso un percorso di circa 545 chilometri lungo il crinale dell’Appennino calabrese.
La rete ferroviaria principale, invece, corre soprattutto lungo le coste.
Ed è proprio questa distanza a rendere l’itinerario particolarmente significativo per capire i limiti dell’intermodalità.
Da Scalea alla ciclovia
Per chi arriva da nord, l’organizzazione della Ciclovia indica Scalea come uno dei principali punti ferroviari di accesso.
Ma scendere dal treno non significa essere già sulla traccia.
Per raggiungere la ciclovia nei pressi di Mormanno sono indicati due possibili avvicinamenti in bicicletta: circa 45 km attraverso Papasidero oppure 36,3 km passando per Orsomarso, soluzione più breve ma con salite impegnative.
Il sito ufficiale segnala inoltre che le principali stazioni della linea tirrenica distano mediamente circa 40 chilometri dalla ciclovia.
All’estremità meridionale, invece, Reggio Calabria offre una soluzione ferroviaria molto più immediata.
Il limite
È probabilmente l’itinerario che dimostra meglio perché non basta scrivere semplicemente “raggiungibile in treno”.
Lo è.
Ma tra la stazione e la BikeRoute può esserci già una vera tappa ciclistica.
BikeRoute
Ciclovia dei Parchi della Calabria
Apri la BikeRoute Ciclovia dei Parchi della Calabria e scarica il GPX
8. Da Matera alla Magna Grecia — fino a Metaponto
Regione: Basilicata
Partenza: Matera
Arrivo: Metaponto
Lunghezza: circa 57 km
Stazione principale per il rientro: Metaponto
Accessibilità ferroviaria: buona soprattutto all’arrivo
Dai Sassi di Matera alla costa ionica, attraversando in bicicletta un territorio nel quale si incontrano paesaggio rurale, insediamenti rupestri e testimonianze della Magna Grecia.
L’itinerario Da Matera alla Magna Grecia misura circa 57 chilometri e collega Matera a Metaponto. La traccia è pubblicata da Italia.it, che mette a disposizione anche il relativo GPX scaricabile.
Si parte dalla città dei Sassi per dirigersi verso Montescaglioso e la sua Abbazia di San Michele Arcangelo. Da qui il percorso continua progressivamente verso la pianura metapontina fino a raggiungere le Tavole Palatine, il parco archeologico e infine la costa ionica.
È un itinerario relativamente breve, percorribile anche in giornata, e caratterizzato da un profilo generalmente favorevole procedendo da Matera verso il mare.
Perché è interessante in chiave bici+treno
Il vantaggio principale si trova all’estremità ionica.
Metaponto dispone di una stazione ferroviaria, permettendo di concludere il viaggio in bicicletta e ripartire senza dover tornare necessariamente a Matera.
L’accesso ferroviario alla città dei Sassi richiede invece maggiore attenzione, perché Matera non è servita dalla rete Trenitalia ma dalle Ferrovie Appulo Lucane e la possibilità di trasportare una bicicletta montata deve essere verificata sul collegamento effettivamente utilizzato.
Per questo l’itinerario funziona particolarmente bene pensando al treno come sistema di rientro da Metaponto, mentre l’arrivo iniziale a Matera va organizzato in funzione del servizio disponibile nel periodo scelto.
Il limite
Non va confuso con una pista ciclabile protetta continua.
Si tratta di un itinerario cicloturistico su viabilità esistente, da affrontare verificando fondo, traffico e condizioni della traccia prima della partenza.
Il vantaggio, per BikeTourism, è che abbiamo però un percorso preciso e un GPX già disponibile, senza dover ricostruire arbitrariamente una grande direttrice cicloturistica.
BikeRoute
Da Matera alla Magna Grecia – Matera–Metaponto
Circa 57 km
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9. Sicily Divide — da Trapani a Catania
Regione: Sicilia
Stazioni principali: Trapani, Catania Centrale
Accessibilità ferroviaria: molto buona agli estremi
Con la Sicily Divide cambia completamente il tipo di viaggio.
L’itinerario originale attraversa la Sicilia da Trapani a Catania per circa 460 chilometri e 8.900 metri di dislivello positivo, passando attraverso l’entroterra dell’isola. È pensato principalmente per gravel e mountain bike.
Tra le località attraversate ci sono Gibellina, Sambuca di Sicilia, Santo Stefano Quisquina, Montedoro, Enna e Regalbuto.
Perché funziona con il treno
Trapani e Catania rappresentano due estremità urbane raggiungibili attraverso la rete ferroviaria.
La logica del viaggio è quindi particolarmente interessante: si arriva da una parte dell’isola, la si attraversa in bicicletta e si riparte dall’altra.
Il limite
Una volta lasciate le città di partenza e arrivo, la Sicily Divide entra profondamente nell’interno siciliano.
Il treno non è quindi una presenza costante lungo la traccia.
Fondo, dislivello, temperature e disponibilità di acqua rendono inoltre questo itinerario molto diverso da una ciclovia costiera e richiedono una pianificazione più accurata.
BikeRoute
Sicily Divide – Trapani–Catania
Apri la BikeRoute Sicily Divide e scarica il GPX
10. Ciclovia dei Parchi della Sicilia — da Giardini Naxos a Cefalù
Regione: Sicilia
Partenza: Giardini Naxos
Arrivo: Cefalù
Lunghezza: circa 270 km
Tappe: 4
Stazioni utili: Taormina-Giardini, Cefalù
Accessibilità ferroviaria: molto buona agli estremi
Dal mar Ionio al Tirreno attraversando alcuni dei grandi paesaggi naturali dell’interno siciliano.
La Ciclovia dei Parchi della Sicilia è un itinerario coast to coast di circa 270 chilometri, proposto in quattro tappe da Giardini Naxos a Cefalù.
Il percorso attraversa o intercetta le grandi aree naturali dell’Alcantara, dell’Etna, dei Nebrodi e delle Madonie, passando da Randazzo, Cerami e Petralia Sottana prima della lunga discesa finale verso il Tirreno. Italia.it mette a disposizione direttamente anche la traccia GPX dell’intero itinerario.
Le quattro tappe indicate sono:
- Giardini Naxos–Randazzo, circa 60 km;
- Randazzo–Cerami, circa 60 km;
- Cerami–Petralia Sottana, circa 55 km;
- Petralia Sottana–Cefalù, circa 60 km.
Perché funziona bene con il treno
Le due estremità rendono particolarmente interessante il viaggio in modalità bici+treno.
Per la partenza si può utilizzare Taormina-Giardini, sulla linea ferroviaria della costa ionica, raggiungendo da lì Giardini Naxos e l’inizio dell’itinerario.
All’altro estremo c’è Cefalù, direttamente servita dalla ferrovia.
Il risultato è una vera traversata lineare: si può arrivare sulla costa orientale siciliana, attraversare l’isola in bicicletta e ripartire dalla costa settentrionale senza dover recuperare un’automobile.
In Sicilia, inoltre, sui Regionali indicati dall’apposito pittogramma è consentito il trasporto della bicicletta montata e, entro i confini tariffari regionali, il trasporto bici è gratuito. Rimane comunque necessario verificare il singolo treno e la disponibilità dei posti.
Il limite
La facilità ferroviaria delle due estremità non deve far sottovalutare il percorso.
Dopo aver lasciato Giardini Naxos la ciclovia entra nell’interno della Sicilia, attraversando territori montani e aree dove la ferrovia non costituisce più una soluzione facilmente accessibile.
È quindi un viaggio da pianificare come traversata di più giorni, valutando dislivello, temperature, disponibilità di acqua e servizi lungo le singole tappe.
BikeRoute
Ciclovia dei Parchi della Sicilia – Giardini Naxos–Cefalù
Circa 270 km
Apri la BikeRoute Ciclovia dei Parchi della Sicilia e scarica il GPX
E la Sardegna?
La Sardegna merita un discorso a parte.
Non abbiamo inserito una BikeRoute sarda semplicemente per completare geograficamente questa selezione: preferiamo raccontare itinerari definiti e verificabili piuttosto che aggiungere un percorso soltanto per rappresentare una regione.
Ma proprio sull’isola Andrea Vitiello, ideatore della Via Postumia Gravel, sta lavorando a un nuovo progetto cicloturistico.
È un progetto che stiamo seguendo e del quale parleremo presto su BikeTourism.
Preferiamo quindi non anticiparne oggi percorso e caratteristiche: quando sarà il momento potremo raccontarlo nel dettaglio e analizzare anche il suo rapporto con l’intermodalità.
In Sardegna, peraltro, il concetto stesso di viaggio senza automobile si allarga inevitabilmente.
Per chi arriva dalla penisola, al binomio bici+treno si aggiunge infatti la combinazione nave+bici, aprendo possibilità molto differenti da quelle delle altre regioni di questa guida.
Sarà quindi un tema che meriterà un approfondimento specifico.
Non tutte le ciclovie sono raggiungibili in treno allo stesso modo
Questi dieci itinerari mostrano situazioni molto diverse.
La Via Silente è facile da raggiungere dalla ferrovia, ma successivamente si inoltra per centinaia di chilometri nel Cilento interno.
La Ciclovia dei Borboni sfrutta perfettamente due grandi stazioni alle estremità di un viaggio lineare.
La Ciclovia dell’Ofanto mostra invece quanto possa essere interessante progettare insieme percorso cicloturistico e mobilità ferroviaria: la prima tappa pugliese parte praticamente nei pressi di uno scalo ferroviario e lo stesso progetto fornisce informazioni dedicate all’intermodalità.
La Ciclovia dei Parchi della Calabria dimostra il caso opposto: tra la stazione e la traccia possono esserci decine di chilometri e un dislivello importante.
La Sicily Divide, infine, utilizza il treno principalmente per risolvere la logistica delle due estremità.
Ed è proprio questa varietà a mostrare cosa dovrebbe significare realmente intermodalità bici+treno.
Non basta sapere che vicino a una ciclovia esiste una ferrovia.
Bisogna sapere:
- quale stazione utilizzare;
- quali treni trasportano biciclette;
- quanto dista la BikeRoute dalla stazione;
- se è possibile interrompere il viaggio in un punto intermedio;
- quali alternative esistono in caso di imprevisto.
Dalla stazione alla BikeRoute
È anche il motivo per cui abbiamo associato a questi itinerari le BikeRoute di BikeTourism.
La BikeRoute permette di visualizzare il percorso, scaricare la traccia GPX e utilizzarla come base per organizzare il viaggio.
Con il Route Planner di BikeTourism è inoltre possibile utilizzare le stazioni ferroviarie come punti di partenza o di arrivo del percorso, facilitando la costruzione del collegamento tra ferrovia e itinerario cicloturistico.
L’integrazione è ancora in evoluzione: orari ferroviari, disponibilità del trasporto bici e regole relative alle biciclette a bordo devono attualmente essere verificati sui servizi dei singoli operatori.
È però già possibile iniziare a ragionare sul viaggio in modo diverso: non più soltanto scegliere una ciclovia, ma valutare anche da quale stazione raggiungerla e dove terminare la pedalata per rientrare in treno.
È un primo passo verso una pianificazione realmente intermodale, che BikeTourism sta progressivamente sviluppando all’interno del Route Planner.











