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Salvini firma il Decreto sulle zone a velocità limitata: no alle città a 30km/h

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Andrea Della Rolle

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Gennaio 25, 2024

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Il decreto contro le zone a velocità limitata, annunciato dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, è stato ufficialmente firmato. Questo provvedimento, di fatto, impedisce l’istituzione di limiti di velocità generalizzati a 30 km/h nelle città e mira a limitare l’efficacia della misura adottata dal Comune di Bologna.

Secondo la direttiva del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (disponibile integralmente a questo link), si evidenzia che imporre limiti di velocità eccessivamente bassi su vasta scala potrebbe causare ostacoli alla circolazione e risultare dannoso per l’ambiente. Il Ministero suggerisce che la regolamentazione della circolazione stradale dovrebbe essere mirata, basandosi sulle caratteristiche specifiche di ogni singola strada o tratto di strada.

Il documento ministeriale elenca le condizioni che potrebbero giustificare la riduzione del limite di velocità urbano da 50 km/h, come l’assenza di marciapiedi, un intenso movimento pedonale, restringimenti delle sezioni stradali, pendenze elevate e altre situazioni particolari. Tuttavia, la direttiva sottolinea che all’interno delle zone a velocità limitata dovrebbe essere mantenuta una rete di strade con limite a 50 km/h per garantire i collegamenti tra i punti estremi del perimetro.

Il Ministro Salvini aveva precedentemente destinato 13 milioni di euro per interventi a favore della sicurezza dei pedoni in 14 grandi Comuni, di cui 613 mila euro erano stati assegnati a Bologna per implementare le Zone 30. La direttiva del MIT insiste sul fatto che le decisioni degli enti proprietari delle strade devono essere basate su un approccio capillare, prevedendo deroghe al limite generale dei 50 km/h solo per aree delimitate.

Per quanto riguarda l’efficacia retroattiva della direttiva rispetto alle azioni già intraprese da Bologna, il professore di diritto civile Ugo Ruffolo ha sottolineato che la direttiva non ha valore retroattivo. Tuttavia, la divergenza di opinioni tra Salvini e il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, è evidente. Nonostante un incontro cordiale, le posizioni restano contrastanti, con Salvini che ribadisce l’incoerenza dei limiti generalizzati a 30 km/h e Lepore che difende la continuità del progetto Città 30.

Lepore afferma che il progetto Città 30 a Bologna prosegue senza alcun passo indietro. Il sindaco si impegna a monitorare l’impatto del progetto nel tempo, prendendo in considerazione eventuali correzioni sulla base dei dati scientifici e delle osservazioni dei cittadini, condividendo tali decisioni con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. La questione sulla reale portata della direttiva di Salvini e il suo impatto sulle Città 30 rimane aperta.

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