Andrea Della Rolle
Novembre 28, 2025
Negli ultimi anni molte città italiane stanno investendo in nuove piste ciclabili, zone 30 e interventi di mobilità sostenibile.
Accanto ai benefici, però, sta emergendo un fenomeno sempre più evidente: il bikelash, cioè l’opposizione — spesso emotiva — ai progetti dedicati alla bicicletta.
Capire il bikelash è fondamentale per chi si occupa di urbanistica, comunicazione pubblica e mobilità ciclabile.
Cos’è il bikelash: definizione e caratteristiche
Il bikelash è la reazione negativa di una parte della popolazione alle politiche pro-bici. Non riguarda solo ciclisti e automobilisti, ma coinvolge percezioni culturali, abitudini consolidate e dinamiche socio-economiche.
Le forme più comuni di bikelash
- proteste contro piste ciclabili o zone 30
- articoli e polemiche sui media locali
- narrazioni tossiche sui social
- richieste politiche di rimozione delle infrastrutture ciclabili
- vandalizzazioni o ostruzioni delle ciclabili
È un fenomeno globale, che riguarda tanto le grandi città europee quanto i centri più piccoli.
Perché nasce il bikelash: le cause principali
1. Un modello urbano auto-centrico
Le città italiane sono state progettate per decenni intorno all’automobile. Ogni spazio “tolto” alle auto viene percepito come una minaccia.
2. Benefici lenti, disagi immediati
Le piste ciclabili portano vantaggi nel medio periodo (meno traffico, più sicurezza), ma i cambiamenti iniziali creano incertezza e fastidio.
3. Scarsa comunicazione delle amministrazioni
Senza una strategia di comunicazione, i cittadini interpretano i progetti come imposti e non condivisi.
4. Eco social e polarizzazione
Sui social si amplificano le narrative conflittuali “ciclisti vs automobilisti”, anche quando non riflettono la realtà.
Il bikelash non rappresenta tutti: cosa dicono i dati
Studi europei mostrano che:
- la maggior parte dei cittadini è favorevole alle infrastrutture ciclabili
- i commercianti tendono a sovrastimare l’importanza del parcheggio auto per il loro business
- le piste ciclabili riducono traffico e incidenti
- la qualità urbana migliora e aumenta l’afflusso pedonale
Il bikelash è quindi spesso alimentato da una minoranza molto rumorosa, non dalla maggioranza.
Come superare il bikelash: strategie efficaci
1. Comunicazione chiara e continua
Spiegare obiettivi, benefici e tempistiche aiuta a ridurre le percezioni distorte.
2. Progetti pilota e soluzioni temporanee
L’urbanismo tattico permette ai cittadini di sperimentare i vantaggi prima della realizzazione definitiva.
3. Coinvolgere quartieri, residenti e commercianti
Il dialogo previene la polarizzazione e costruisce fiducia.
4. Visione politica coerente e stabile
Serve una guida chiara e determinata per evitare passi indietro davanti alle polemiche.
5. Monitoraggio e dati pubblici
Numeri reali su traffico, incidenti e impatto economico contrastano fake news e percezioni falsate.
Bikelash come opportunità per città più vivibili
Il bikelash, se compreso e gestito, diventa un segnale positivo: indica che la città sta cambiando e che le infrastrutture stanno toccando abitudini consolidate.
Nelle città dove la mobilità ciclabile è ormai parte del quotidiano, il percorso è sempre stato lo stesso:
resistenza → adattamento → accettazione → supporto.
Ed è in questa fase finale che le città diventano davvero più sicure, accessibili e vivibili.
Conclusione
Il bikelash non è un ostacolo insuperabile, ma un passaggio inevitabile nella transizione verso città più sostenibili.
Con comunicazione efficace, dati trasparenti e una visione politica coerente, anche le resistenze più forti possono trasformarsi in partecipazione e supporto.


In effetti questo articolo dimostra ancora la tanta strada da fare rispetto ai paesi anglosassoni o del nord Europa. Sono convinto che la strada verso un ecosostenibilità mobile porti una consapevolezza dei numerosi vantaggi non solo in termini di sicurezza e traffico da parte dei fruitori.Facciamoci un in bocca al lupo con le maniche tirate su.