Via postumia gravel aquileia genova

Via Postumia Gravel: 974 km da Aquileia a Genova

Via Postumia Gravel: 974 km da Aquileia a Genova

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Andrea Della Rolle

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Luglio 29, 2026

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Dall’antica Aquileia al cuore di Genova, attraversando il Nord Italia da est a ovest: la Via Postumia Gravel è un grande itinerario cicloturistico di circa 974 chilometri, con un dislivello positivo complessivo di circa 7.570 metri.

Il percorso attraversa Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte e Liguria, alternando piste ciclabili, ciclovie, strade secondarie, argini, sterrati e strade rurali. Un viaggio su fondo misto che parte dalle pianure dell’Italia nordorientale, raggiunge le città d’arte del Veneto e della Lombardia e affronta infine le colline dell’Oltrepò, il Tortonese e l’Appennino ligure prima della discesa verso il mare.

La Via Postumia Gravel non è la ricostruzione fedele dell’antica strada consolare romana, ma un itinerario cicloturistico contemporaneo ispirato alla sua direttrice storica, costruito per collegare territori, città, borghi e percorsi di lunga distanza attraverso una viabilità il più possibile adatta al viaggio lento.


Scheda sintetica

Partenza: Aquileia
Arrivo: Genova, Palazzo San Giorgio
Lunghezza: circa 974 km
Dislivello positivo: circa 7.570 m
Fondo: misto
Tipologia: itinerario cicloturistico lineare di lunga percorrenza
Biciclette consigliate: gravel, trekking bike, mountain bike o e-bike adatta al viaggio
Navigazione: traccia GPX fortemente consigliata
Durata consigliata: da 10 a 14 giorni
Suddivisione BikeTourism: sette macrotracce, che non corrispondono alle tappe giornaliere
Periodo consigliato: primavera e inizio autunno


Attenzione: le sette tracce non sono sette tappe

La Via Postumia Gravel viene presentata su BikeTourism attraverso sette file GPS, creati per rendere più semplice la consultazione, il caricamento e la gestione dell’intero itinerario.

Queste sette macrotracce non devono essere interpretate come sette tappe giornaliere. Alcune superano abbondantemente le distanze affrontabili in una normale giornata di cicloviaggio e devono necessariamente essere suddivise.

Andrea Vitiello, ideatore della Via Postumia contemporanea, raccomanda di percorrere l’intero itinerario in non meno di dieci giorni:

  • 10 tappe possono essere adatte ai cicloviaggiatori più allenati;
  • 12 tappe rappresentano una suddivisione più equilibrata;
  • 14 tappe permettono alla maggior parte delle persone di affrontare il viaggio con maggiore tranquillità.

Ridurre eccessivamente i giorni significa accumulare stanchezza, aumentare il rischio di problemi fisici e arrivare a saltare parti del percorso pur di rispettare un programma troppo ambizioso. La Via Postumia non è stata pensata come una prova da concludere nel minor tempo possibile, ma come un viaggio da vivere, attraversando lentamente città, borghi, paesaggi e territori molto differenti tra loro.


Una traversata cicloturistica del Nord Italia

La Via Postumia Gravel collega due città profondamente legate alla storia dei commerci, dei viaggi e delle comunicazioni: Aquileia, importante centro dell’età romana e porta verso l’Europa orientale, e Genova, città di mare proiettata verso il Mediterraneo e l’Europa occidentale.

Tra questi due estremi si sviluppa una successione di paesaggi molto diversi. Il viaggio comincia nella pianura friulana, attraversa le campagne e le città murate del Veneto, raggiunge il Lago di Garda e segue il sistema del Mincio e del Po. Dopo Piacenza, le pianure lasciano progressivamente spazio alle colline dell’Oltrepò Pavese, ai vigneti del Tortonese e alle salite appenniniche.

L’arrivo a Genova non avviene attraverso una semplice discesa verso il mare. Le ultime decine di chilometri comprendono il Santuario della Madonna della Guardia, l’ex guidovia e i Forti di Genova, prima della discesa conclusiva verso Palazzo San Giorgio.

È proprio questa continua trasformazione a definire l’identità dell’itinerario: una lunga linea da est a ovest che attraversa alcune delle aree più urbanizzate d’Italia, ma cerca di farlo utilizzando ciclovie, strade secondarie, campagne, argini e percorsi lontani dal traffico principale.


Il progetto di Andrea Vitiello

La Via Postumia contemporanea nasce dal lavoro di Andrea Vitiello, che per oltre dieci anni ne ha studiato e sviluppato il percorso sia a piedi sia in bicicletta.

Il suo lavoro ha portato alla creazione della direttrice italiana tra Aquileia e Genova e al suo collegamento, verso est, con la Via Flavia, tra Trieste e Aquileia, e verso ovest con la Via della Costa, tra Genova e Mentone.

La Via Postumia è quindi parte di un progetto molto più ampio, costruito anche grazie alla collaborazione con associazioni ungheresi, slovene e francesi impegnate nello sviluppo dei percorsi jacobei diretti verso Santiago de Compostela.

Nel suo insieme, il progetto cicloturistico collega Budapest a Santiago attraverso circa 4.000 chilometri. La sezione italiana Aquileia-Genova ne costituisce il tratto centrale e uno dei principali collegamenti est-ovest attraverso il nostro Paese.

Il percorso è frutto di studio, sopralluoghi e lavoro volontario. Non nasce come un prodotto turistico chiuso e immutabile, ma come una rete al servizio di camminatori e cicloviaggiatori, destinata a dialogare con i territori e con le possibilità di accoglienza presenti lungo il tragitto.

Sul sito ufficiale viapostumia.eu è possibile approfondire il progetto, consultare le informazioni dedicate al percorso e trovare i riferimenti utili per contattare Andrea Vitiello e la rete della Via Postumia.


Una Via Postumia pensata per il cicloviaggio

La versione cicloturistica è stata costruita ricercando un equilibrio tra sicurezza, interesse paesaggistico e continuità del percorso.

Il fondo cambia frequentemente. Si pedala lungo:

  • piste ciclabili urbane ed extraurbane;
  • tratti delle direttrici EuroVelo;
  • argini di fiumi e canali;
  • strade secondarie e rurali;
  • sterrati e strade bianche;
  • greenway;
  • collegamenti collinari e appenninici.

La parola gravel descrive quindi la natura mista del viaggio, non un percorso interamente sterrato. Alcuni tratti sono molto scorrevoli e adatti anche a biciclette da trekking, mentre altri richiedono rapporti agili, pneumatici adeguati e una buona capacità di gestire salite, discese e fondi variabili.

Una gravel robusta rappresenta probabilmente il compromesso più versatile. Sono adatte anche una mountain bike, una trekking bike ben equipaggiata o una e-bike con autonomia sufficiente, soprattutto considerando le ultime sezioni appenniniche.


Da Aquileia a Vicenza: la grande pianura orientale

Via Postumia Gravel Aquileia Latisana

Il viaggio inizia ad Aquileia, nei pressi della Basilica di Santa Maria Assunta. I primi chilometri seguono la direttrice EV8 verso Cervignano del Friuli, per poi raggiungere Strassoldo, Aiello del Friuli e Palmanova.

Tra strade di campagna e piccoli centri si attraversano Porpetto, San Giorgio di Nogaro e Carlino, arrivando a Latisana e al Tagliamento, confine naturale tra Friuli-Venezia Giulia e Veneto.

Entrati in Veneto, il percorso tocca Portogruaro e Concordia Sagittaria, due centri nei quali la storia romana, medievale e veneziana emerge ancora nel tessuto urbano. Seguendo campagne, canali e corsi d’acqua si raggiungono Motta di Livenza e Oderzo, l’antica Opitergium.

Dopo San Donà di Piave, il viaggio si avvicina agli ambienti della laguna veneta. Da Caposile e Portegrandi si segue il Sile verso Treviso, passando da Casier e dal Cimitero dei Burci.

Da Treviso si utilizza parte della ciclabile Treviso-Ostiglia, prima di deviare verso Badoere, Castelfranco Veneto e Cittadella. Gli argini del Brenta conducono quindi a Piazzola sul Brenta e a Vicenza.

Fino a questo punto il percorso è in larga parte pianeggiante. Le difficoltà principali derivano soprattutto dalle distanze, dall’esposizione al sole e al vento e dalla necessità di gestire bene le soste.


I Colli Berici, Verona e il Lago di Garda

Via Postumia Gravel Latisana Peschiera del Garda

A Vicenza il profilo altimetrico cambia per la prima volta. La Via Postumia attraversa i Colli Berici, passa nei pressi del Santuario di Monte Berico e prosegue tra vigneti e strade secondarie verso Brendola e Lonigo.

Dopo questa prima parentesi collinare, il percorso torna più scorrevole e raggiunge Zevio e Verona.

Nella città scaligera il legame con la strada romana diventa particolarmente visibile. Tra Porta Borsari e l’Arco dei Gavi è possibile camminare lungo uno dei tratti urbani storicamente associati alla Via Postumia.

La partenza da Verona segue la ciclabile dell’Adige verso Bussolengo. Il percorso devia quindi verso Piovezzano, raggiunge Lazise e continua fino a Peschiera del Garda, dove termina il lungo attraversamento del Veneto.


Dal Mincio al Po

Via Postumia Gravel Peschiera del Garda Cremona

Da Peschiera del Garda la traccia intercetta la ciclabile EV7 e segue il territorio del Mincio.

Il percorso attraversa o sfiora Monzambano, Borghetto sul Mincio, Goito, Rivalta sul Mincio e il Santuario delle Grazie, prima di entrare a Mantova.

Dopo la città dei Gonzaga si prosegue verso Pietole Vecchia e Borgoforte, attraversando campagne, strade secondarie e territori modellati dalla presenza dei fiumi.

Il ponte di barche di Torre d’Oglio introduce alla parte successiva, diretta verso Marcaria e Sabbioneta. La città murata rappresenta uno dei principali punti d’interesse della sezione, insieme a Mantova.

Da Sabbioneta si raggiunge Casalmaggiore e si prosegue lungo il sistema del Po verso Cremona. L’arrivo nel centro storico, dominato dal Torrazzo, conclude una delle parti più pianeggianti dell’intera Via Postumia Gravel.


Da Cremona alle colline dell’Oltrepò Pavese

Via Postumia Gravel Rovescala Voghera

Attraversato il ponte sul Po, il percorso entra in Emilia-Romagna e segue in parte la EV8 verso Monticelli d’Ongina, Caorso e Piacenza.

L’uscita da Piacenza avviene attraverso piste ciclabili e strade secondarie. La pianura accompagna il cicloviaggiatore fino a Castelnuovo Val Tidone, dove il paesaggio cambia rapidamente.

Cominciano qui le colline piacentine e, subito dopo, quelle dell’Oltrepò Pavese. Le salite sono spesso brevi ma intense, concentrate in una porzione relativamente contenuta del percorso.

Rovescala introduce una delle sezioni più panoramiche. Vigneti, borghi, castelli e continui saliscendi accompagnano il passaggio verso Cigognola, Pietra de’ Giorgi e Casteggio.

Gli ultimi chilometri verso Voghera sfruttano la Greenway Voghera-Varzi, offrendo un ingresso più scorrevole in città dopo la parte collinare.


Dal Tortonese all’Appennino

Via Postumia Gravel Voghera Agriturismo La Sereta

Da Voghera il viaggio entra nella sua fase più impegnativa.

Dopo Casalnoceto si raggiunge Volpedo, legata alla figura di Giuseppe Pellizza, e si affronta la salita verso Monleale Alto e Berzano di Tortona.

Il percorso prosegue tra vigneti e colline fino a Tortona, l’antica Dertona, per poi attraversare Carbonara Scrivia e Spineto Scrivia.

Le salite diventano più importanti entrando nelle terre di Fausto Coppi. La Via Postumia passa da Castellania, oggi Castellania Coppi, prima di scendere verso Serravalle Scrivia, l’area archeologica di Libarna e Arquata Scrivia.

Dopo Gavi si torna a salire verso Bosio, raggiungendo quote prossime ai 730 metri. Una lunga discesa porta a Voltaggio, ma l’Appennino non è ancora terminato: una nuova salita conduce verso l’area del Passo della Bocchetta e successivamente alla località La Sereta.

Questa sezione, lunga 116 chilometri e con circa 2.360 metri di dislivello positivo, segna il passaggio definitivo dalle colline all’ambiente appenninico.


L’ultima tappa verso Genova

Via Postumia Gravel Agriturismo La Sereta Genova

L’ultima macrosezione misura circa 73 chilometri, con approssimativamente 1.830 metri di dislivello positivo.

Dalla Sereta si scende inizialmente verso Casella, seguendo una parte della direttrice BicItalia 3 variante Moncenisio. Il percorso torna poi a salire verso Costa Fontana, scende a Pedemonte e supera la Serra prima di raggiungere Pontedecimo.

Da qui comincia una salita di circa dieci chilometri verso il Santuario della Madonna della Guardia. La parte finale utilizza l’ex guidovia, dalla quale si aprono panorami sempre più ampi sulla città e sul mare.

Dopo una lunga discesa verso Bolzaneto, resta ancora una salita: quella diretta ai Forti di Genova.

Raggiunto Forte Begato, la Via Postumia affronta l’ultima discesa verso il centro della città. Sette chilometri conducono progressivamente nel cuore della Superba, fino a Palazzo San Giorgio, punto conclusivo dell’itinerario Aquileia-Genova.


Le sette BikeRoute della Via Postumia Gravel

Per facilitarne la consultazione, su BikeTourism la Via Postumia Gravel è organizzata in sette macrotracce:

  1. Aquileia-Latisana
    La pianura friulana, Palmanova e il Tagliamento.
  2. Latisana-Peschiera del Garda
    Il grande attraversamento del Veneto tra laguna, città murate, Treviso, Vicenza e Verona.
  3. Peschiera del Garda-Cremona
    Il Mincio, Mantova, Sabbioneta e il Po.
  4. Cremona-Rovescala
    Piacenza e il passaggio dalla pianura alle prime colline.
  5. Rovescala-Voghera
    I vigneti e i saliscendi dell’Oltrepò Pavese.
  6. Voghera-Agriturismo La Sereta
    Il Tortonese, Castellania, Gavi e l’ingresso nell’Appennino.
  7. Agriturismo La Sereta-Genova
    Madonna della Guardia, Forti di Genova e arrivo a Palazzo San Giorgio.

La suddivisione serve esclusivamente a organizzare il percorso sulla piattaforma. Non significa che la Via Postumia debba essere percorsa in sette giorni.


Come organizzare le tappe

La scelta delle tappe deve tenere conto non soltanto dei chilometri, ma anche del dislivello, del fondo, della stagione, del peso dei bagagli e del tempo che si desidera dedicare alle località attraversate.

Una possibile impostazione generale è:

Dieci giorni

Adatta a cicloturisti molto allenati, abituati a percorrere lunghe distanze consecutive e a gestire tappe impegnative anche con bagagli.

Le giornate possono avvicinarsi o superare frequentemente i 100 chilometri. Nelle sezioni appenniniche la distanza dovrà essere valutata insieme al dislivello.

Dodici giorni

È probabilmente il compromesso più equilibrato per chi possiede un buon allenamento e desidera mantenere un ritmo sostenuto senza trasformare il viaggio in una corsa contro il tempo.

Permette di gestire meglio le sezioni collinari e di dedicare qualche ora alla visita delle principali città.

Quattordici giorni

È la suddivisione consigliata per affrontare il percorso con maggiore tranquillità.

Consente di ridurre le distanze giornaliere, assorbire eventuali imprevisti e vivere realmente i territori attraversati. Non significa necessariamente pedalare poco: anche distribuita su quattordici giorni, la Via Postumia rimane un viaggio lungo e fisicamente significativo.

In tutti i casi è preferibile lasciare un margine di flessibilità. Una giornata di maltempo, un problema meccanico o una stanchezza superiore al previsto non dovrebbero obbligare a eliminare intere porzioni del percorso.


A chi è adatta la Via Postumia Gravel

La Via Postumia Gravel è indicata soprattutto per cicloturisti con una certa esperienza nei viaggi di più giorni.

La prima parte può risultare relativamente accessibile dal punto di vista altimetrico, ma la lunghezza complessiva non deve essere sottovalutata. Da Piacenza in avanti aumentano salite e dislivelli, mentre le ultime due sezioni richiedono una gestione più attenta delle energie.

Percorrere quasi mille chilometri in più giornate consecutive è molto diverso dall’affrontare una singola uscita lunga. Alimentazione, riposo, recupero e comfort sulla bicicletta diventano elementi fondamentali quanto l’allenamento.

Per affrontare l’intero itinerario sono consigliati:

  • una bicicletta affidabile e adatta ai fondi misti;
  • pneumatici resistenti e sufficientemente larghi;
  • rapporti agili per le salite appenniniche;
  • equipaggiamento per piccole riparazioni;
  • capacità di navigare con una traccia GPS;
  • abbigliamento adatto a condizioni meteorologiche variabili;
  • una pianificazione realistica delle tappe e dei pernottamenti.

La Via Postumia può essere percorsa anche a sezioni. La suddivisione in BikeRoute permette di scegliere tratti più brevi, organizzare viaggi di pochi giorni o concentrarsi su uno specifico territorio.


Quando partire

La primavera e l’inizio dell’autunno rappresentano generalmente i periodi più equilibrati.

In estate le sezioni pianeggianti possono essere molto calde e umide, con lunghi tratti esposti al sole. Sull’Appennino, invece, pioggia, vento e cambiamenti repentini del tempo possono incidere sulla percorribilità degli sterrati e sulla difficoltà delle discese.

Prima della partenza è opportuno verificare:

  • la versione più recente della traccia GPX;
  • le condizioni dei fondi;
  • eventuali interruzioni o deviazioni;
  • l’apertura delle strutture ricettive;
  • il meteo previsto nelle sezioni appenniniche;
  • i punti disponibili per rifornimento e ricarica.

Lungo il percorso è presente una rete di accoglienze, associazioni, parrocchie, strutture ricettive e realtà amiche della Via Postumia. Trattandosi di disponibilità che possono cambiare nel tempo, è consigliabile consultare il sito ufficiale e richiedere informazioni aggiornate prima di organizzare le tappe.


Un itinerario da percorrere, non da consumare

La Via Postumia Gravel non è soltanto una traccia tra Aquileia e Genova.

È il risultato di un progetto sviluppato nel tempo attraverso studio, sopralluoghi, collaborazione e lavoro volontario. Un percorso che prova a trasformare una grande direttrice storica in un collegamento contemporaneo tra territori, città e comunità.

Pedalare lungo la Via Postumia significa attraversare il Nord Italia osservandone progressivamente le trasformazioni: dalle pianure del Friuli ai corsi d’acqua del Veneto, dalle città dei Gonzaga al Po, dai vigneti dell’Oltrepò alle valli appenniniche.

Per farlo davvero, però, occorre concedersi il tempo necessario. Cercare di comprimere quasi mille chilometri in un numero insufficiente di giorni rischia di trasformare il viaggio in una sequenza di chilometri da completare, perdendo proprio ciò che rende speciale la Via Postumia.

Alla fine, dopo dieci, dodici o quattordici giorni di viaggio, Genova appare dall’alto della Madonna della Guardia. Ma prima di raggiungere il mare restano ancora i Forti, un’ultima salita e la discesa verso Palazzo San Giorgio.

Una conclusione impegnativa e simbolica per un itinerario che, nato ad Aquileia, attraversa l’intero Nord Italia seguendo una sola direzione: verso occidente.

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